26/07/2022 di Jacopo Coghe

Camere sciolte. Le nostre vittorie contro cannabis, ddl Zan e suicidio assistito

La caduta del Governo Draghi e il conseguente scioglimento di Camera e Senato da parte del Presidente della Repubblica ha portato alla fine anticipata della 18esima Legislatura, la cui fine naturale era prevista per marzo 2023, e la conseguente chiamata alle urne per gli Italiani, che dovranno votare per il rinnovo del Parlamento il prossimo 25 settembre.

Lo scioglimento delle Camere, ha come conseguenza anche quella di far decadere tutti i disegni di legge o i progetti di legge in discussione nel momento stesso della fine della Legislatura. Tutti gli atti di cui non è stato concluso l’esame, infatti, decadono automaticamente a eccezione dei decreti-legge in fase di conversione, delle proposte di legge di iniziativa popolare e delle leggi che il presidente della Repubblica ha eventualmente rinviato al Parlamento. Questo, dunque, ha significato il decadimento di alcune proposte che come Pro Vita & Famiglia abbiamo sempre combattuto negli ultimi mesi, come la legge sulla depenalizzazione della cannabis, quella sul suicidio assistito o una paventata riproposizione del Ddl Zan dopo la bocciatura in Senato dello scorso ottobre.

Non entrando nel merito della crisi istituzionale e politica e dunque della caduta del Governo, il decadimento di questi disegni di legge rappresenta una vittoria, nonché un momentaneo scampato pericolo da proposte liberticide e pericolose soprattutto per giovani e giovanissimi (cannabis) e per malati, anziani, fragili e indifesi (suicidio assistito).

Pensiamo infatti ai pericoli di una legge che avrebbe legalizzato la coltivazione della cannabis in casa. Ci siamo sempre opposti, infatti, ad una proposta scellerata che avrebbe fatto aumentare il numero di persone drogate in circolazione e che avrebbe inciso sulla percezione dei minori sul consumo di droga, così come non avrebbe minimamente intaccato i traffici della criminalità organizzata. Oppure basti pensare al rischio di cadere nel baratro dell'Eutanasia e del Suicidio Assistito con il disegno di legge “Bazoli”. Nulla, infatti, avrebbe impedito di espandere tale pratica a chiunque per qualsiasi motivo, anche semplicemente per depressione, una relazione finita male o un licenziamento. Infine non ci sono stati i tempi tecnici per riproporre – come era stato paventato – il liberticida Ddl Zan. Pd e progressisti, infatti, avevano annunciato la volontà di ripresentare l’esatto testo già precedentemente bocciato, che voleva rendere legge una proposta che parlava apertamente di identità e fluidità di genere, gender nelle scuole e condanne penali per “omobitranslesbofobia”.

Il decadimento di questi disegni di legge è sì stato provocato dalla caduta del Governo e dallo scioglimento delle Camere, ma è stato reso possibile anche dal costante e prolungato dibattito civile e parlamentare propiziato dal lavoro dell’associazionismo pro life e pro family italiano e in particolare dalle nostre battaglie. Per mesi, infatti, Pro Vita & Famiglia non è rimasta a guardare inerme ciò che accadeva nelle Aule della politica, ma ha portato avanti un’intesa campagna di sensibilizzazione e di informazione su tutti i fronti, proprio allo scopo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica - e appunto dei partiti – le criticità e le pericolosità di determinate proposte legislative.

Affissioni, eventi, convegni, webinar, flash-mob, interviste, petizioni, prese di posizione. Insomma, delle campagne informative a largo spettro che ci hanno permesso di sensibilizzare e informare correttamente e dunque hanno contribuito a spostare, anche di molti mesi, un eventuale voto in Aula di queste proposte. Tutto ciò, dunque, dimostra ed è la prova dell’importanza dell’azione sociale, civile e politica di un’associazione come Pro Vita & Famiglia, che non ha permesso che proposte di legge irricevibili e pericolose potessero arrivare al voto senza un sano e democratico dibattito, ed essere per questo eventualmente votate in modo superficiale o senza nessuna opinione contraria.

Con le nostre campagne, quindi, hanno vinto i valori della difesa della vita e della famiglia, i quali hanno permesso un sano, prolungato e complesso dibattito che ha portato i disegni di legge ad avere vita difficile in Parlamento. Una vita così difficile tanto da aver bisogno di mesi di discussione fino alle settimane di crisi e poi scioglimento delle Camere.

Questo significa, quindi, niente più cannabis legale, niente più ddl Zan e niente più volontà eutanasiche con suicidio assistito o omicidio del consenziente? No, però significa che la nostra attuale vittoria su questi temi ci fa ben sperare su un cambio di rotta della politica italiana e, prima ancora, su una maggiore consapevolezza da parte di tutti noi elettori in materia di temi etici.

Ora, infatti, sta iniziando – e in parte è già iniziata – una campagna elettorale che ci porterà al 25 settembre. Non possiamo, ovviamente, sapere chi vincerà le elezioni, quali saranno i futuri ministri e quale il prossimo Esecutivo così come non possiamo prevedere chi ci rappresenterà tra gli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama, ma possiamo sapere – e assicurare a quanti ci sostengono – che le nostre battaglie etiche non si fermano e le nostre campagne informative e di sensibilizzazione continueranno con qualsiasi legislatura.

Contrastare la cannabis legale e l’uso di qualsiasi droga, così come scongiurare derive eutanasiche e mortifere o assicurare la libertà di pensiero ed educativa ai genitori e non rischiare di essere discriminati dalle norme sull’omotransfobia sono infatti, per noi, delle battaglie culturali, civili e sociali prima ancora che politiche e partitiche.

Tutelare i bambini e le famiglie dal gender; proteggere i malati, i disabili e gli anziani dall’eutanasia; salvaguardare i giovani dalle droghe sono prerogative che dovrebbero essere – il condizionale è d’obbligo – priorità di qualsiasi politico, di qualsiasi Legislatura e dunque di qualsiasi Governo. Continueremo a vigilare, a fare il ruolo di “watchdog” della politica e dello Stato (come abbiamo fatto con il caso Tesei in Umbria, rea di aver appoggiato e finanziato il Gay Pride e disatteso le promesse elettorali a migliaia di elettori). Continueremo, infine, anche e soprattutto ad essere propositivi con battaglie e campagne per leggi più giuste e più eque a favore della vita, della famiglia, dei disabili, degli anziani e dei più deboli.

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