04/07/2022 di Giuliano Guzzo

Se tradisci gli elettori poi sprofondi, vero Tesei?

Nella fotografia del gradimento di cui godono i presidenti di Regione e Sindaci - chiamata Governance Poll 2022 e diffusa dal Sole24Ore – sono presenti molti elementi di interesse. Facendo per esempio una media tra gli esiti emersi, il popolare quotidiano economico ha messo in luce come emerga «un profilo particolare del “buon amministratore” che viene identificato come tale non solo per le buone performance che i cittadini gli riconoscono, ma anche per la capacità di porsi alla ribalta della politica nazionale».

Ma al di là di questo, e delle valutazioni che si possono fare considerando l’insieme delle risultanze dell’indagine, c’è un aspetto – passando alle pagelle, per così dire, dei singoli amministratori – che colpisce: l’implosione del gradimento di cui è oggetto Donatella Tesei. La presidente della Regione Umbria, sempre secondo questa rilevazione, accusa una differenza enorme di consenso tra il 2022 e il giorno in cui venne eletta, pari addirittura a meno 18%. Un vero e proprio affondo che impone la ricerca di una spiegazione.

Forse c’entra il calo di consensi che, da alcuni sondaggi, viene ascritto alla Lega, partito della Tesei? Difficile, dal momento che non solo ci sono anche governatori che guadagnano consensi – e sei su otto sono di centrodestra -, ma, se si va a vedere, il secondo presidente di Regione che sta guadagnando consensi (+10,9%) è Massimiliano Fedriga, leghista doc alla guida del Friuli Venezia Giulia. Lo scarso gradimento della Tesei non sembra neppure spiegabile con un problema economico del centro Italia, dato che i governatori delle regioni confinanti non fanno peggio, anzi, in termini di consenso.

Allora, come si spiega l’emorragia di gradimento di cui soffre la presidente dell’Umbria? Una spiegazione plausibile arriva proprio dal raffronto tra Fedriga e Tesei, che hanno adottato due linee politiche sui temi etici non diverse ma proprio diametralmente opposte. Il primo, infatti, nel maggio 2018 fece subito una cosa: uscire immediatamente dalla Rete nazionale delle Pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (Re.a.dy), la cui vicinanza alla galassia Lgbt non è mai stata un mistero.

Viceversa, Tesei ha fatto una cosa ben diversa: recentemente, come purtroppo noto, ha addirittura concesso il patrocinio regionale all’Umbria Pride. Una cosa già grave di suo, ma che lo diventa ancor più alla luce del fatto che la stessa politica, quando correva da governatrice, in una data precisa – il 17 ottobre 2019 –, sottoscrisse un impegno valoriale con alcune associazioni pro life, tra cui Pro Vita & Famiglia, che conteneva affermazioni inequivocabili.

Qualche esempio di tali affermazioni? Eccone un paio: «La Regione sostiene la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, così come previsto dalla Costituzione all’art. 29». Ancora: la Regione «esprime fermo contrasto all'incivile e barbara pratica dell'utero in affitto, evitando progetti ed iniziative ispirate alla teoria dell’indifferentismo sessuale (gender)».

Ora, non serve un politologo per capire che dare il proprio placet ad una manifestazione arcobaleno significa tradire simili impegni. E non serve essere acuti osservatori della cronaca per capire che, con la decisione di cui sopra, Fedriga si è conformato a tali linee valoriali, mentre Tesei se n’è allontanata in modo siderale e di questo i cittadini umbri se ne sono accorti, dimostrandolo anche con la numerosa partecipazione al sit-in organizzato qualche giono fa proprio da Pro Vita & Famiglia a Perugia sotto il palazzo della Regione Umbria.

Ovviamente, da un punto di vista politico, il patrocinio al Pride non sarà stato il solo e unico motivo del perché la Tesei sia sprofondata nell'indice di gradimento. Tuttavia, ecco il punto, è impossibile escludere che anche questo abbia avuto – ed abbia – il suo bel peso. Per un motivo semplice: se a nessuno, com’è ovvio, piace essere preso in giro, meno ancora questo piace a chi ha a cuore i valori della vita, della famiglia e della libertà educativa. Gente tosta, che ai suoi valori tiene veramente; e che quando viene tradita in modo plateale fa una cosa molto semplice e al tempo stesso assai pesante: non dimentica.

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