L’approvazione definitiva, da parte del Senato, del Ddl Valditara sul consenso informato è una vittoria storica per la libertà educativa e un riconoscimento al lavoro instancabile che Pro Vita & Famiglia porta avanti da oltre tredici anni.
L’associazione, infatti, proprio sul tema della libertà educativa delle famiglie è da sempre in prima linea con campagne di sensibilizzazione, affissioni in tutta Italia, petizioni popolari, incontri, convegni, sondaggi, audizioni presso le Istituzioni, azioni legali e la pubblicazione di un dossier e un policy brief ad hoc. Negli anni, dunque, Pro Vita & Famiglia è riuscita a far diventare la libertà educativa un tema centrale del dibattito pubblico e politico, restituendo voce ai genitori e ponendo un argine concreto all’ideologia Lgbt che si è insinuata nei programmi scolastici.
La Campagna per il consenso informato
Cuore pulsante di questa vittoria è stata la grande campagna nazionale “Mio Figlio No”, lanciata a febbraio 2025 e che ha fin da subito avuto un impatto mediatico enorme grazie a un piano di affissioni shock che ha invaso le strade delle principali città italiane con messaggi diretti e forti: “Oggi a scuola un attivista Lgbt ha spiegato come cambiare sesso - Giulio, 13 anni” / “Oggi a scuola ci hanno letto una favola in cui la principessa era un uomo - Anna, 8 anni” / “La mia scuola ha permesso anche ai maschi di usare i bagni delle femmine - Matilde, 16 anni”. Attraverso questi manifesti - con le immagini, realizzate tramite AI, di alcuni minori con lo zaino sulle spalle - l’associazione ha voluto denunciare una realtà inquietante: progetti gender, percorsi sulla fluidità di genere e incontri di educazione affettiva organizzati nelle scuole senza alcuna informazione preventiva ai genitori. La campagna ha poi incluso un sondaggio realizzato da Noto Sondaggi che ha rivelato come la maggioranza assoluta degli italiani sostenesse la necessità del consenso informato per i genitori, addirittura l’83%.

La voce di Pro Vita & Famiglia nelle Istituzioni
L’altra strada battuta dall’associazione è stata quella di portare la propria posizione direttamente all’interno delle istituzioni. Innanzitutto con le audizioni nelle Commissioni, in particolare in quella Cultura alla Camera, nel luglio 2025, e con una petizione popolare - sottoscritta da quasi 65.000 cittadini - che è stata consegnata ai parlamentari. Infine, ma solo in ordine cronologico, Pro Vita & Famiglia ha redatto un policy brief - per difendere la legge e sottolinearne l’urgenza di una sua approvazione - che a ridosso del voto è stato inviato a tutti i deputati.
Le altre iniziative per la libertà educativa
Il cammino verso una legge sulla libertà educativa è però, come già detto, frutto non solo del lavoro degli ultimi mesi, ma di un’azione molto più lunga e ampia. Nel 2022, infatti, con l’iniziativa “Per la libertà educativa”, Pro Vita & Famiglia aveva lanciato una campagna nazionale di sensibilizzazione fatta di affissioni pubbliche in decine di città, con cui l’associazione ha denunciato la presenza massiccia di contenuti ispirati all’ideologia gender nelle scuole e ha chiesto la nomina di un ministro dell’Istruzione capace di difendere la libertà educativa, cosa poi avvenuta con la nomina di Giuseppe Valditara. Nel 2023, le affissioni sono poi proseguite con nuovi messaggi, tra cui “Basta confondere l’identità sessuale dei bambini nelle scuole. Stop gender e carriera alias”, che raggiunsero una diffusione nazionale. Parallelamente, l’associazione ha intrapreso una delle più vaste azioni legali mai avviate in Italia contro la “Carriera Alias”, diffidando inizialmente oltre 150 istituti scolastici di ogni ordine e grado, diventati poi oltre 300. Un’iniziativa che costrinse numerose scuole a rivedere - o comunque valutare se rivedere - i regolamenti considerati illegittimi e portò l’associazione a chiedere un intervento diretto del ministro Valditara per fermare quello che è a tutti gli effetti «un abuso giuridico ideologico». Queste campagne, dunque, nel corso degli anni hanno posto le basi politiche, sociali e culturali che hanno reso possibile la nascita e l’approvazione del Ddl Valditara, consacrando la libertà educativa come tema imprescindibile per la scuola italiana.

Oltre mezzo milione di firme raccolte
Dietro ogni vittoria legislativa e ogni campagna ci sono soprattutto le firme di migliaia di cittadini, dunque l’impegno concreto di famiglie, genitori e cittadini che seguono l’azione di Pro Vita & Famiglia e la sostengono. E sono tantissimi. Dal 2015 a oggi, infatti, Pro Vita & Famiglia ha raccolto - sommando le varie petizioni - oltre 560.000 firme in difesa della famiglia e della libertà educativa. Tra le più recenti spicca la già citata “Mio Figlio No – Scuole libere dal gender” del 2025, che ha quasi raggiunto le 60.000 sottoscrizioni. La seguono petizioni di grande impatto come “Stop gender nelle scuole” del 2022 con oltre 110.000 firme, e “No all’educazione sessuo-affettiva dei radicali”, che ha raggiunto più di 22.000 firme chiedendo di fermare un emendamento ritenuto ideologico. Nel 2023, la mobilitazione ha colpito nel segno con “No alla Concia – Educare alle relazioni”, per la revoca della nomina dell’attivista Paola Concia, e con “Valditara: la libertà educativa delle famiglie non si tocca”, che ha totalizzato 16.000 firme. Già nel 2022, inoltre, l’associazione aveva anticipato il tema con la petizione “Il ministro dell’Istruzione deve difendere la libertà educativa della famiglia”, che raccolse oltre 36.000 adesioni e prefigurò la svolta ministeriale che sarebbe arrivata poche settimane dopo. Accanto a queste, numerose iniziative locali — da Roma a Pavia, da Bari a Trento, fino a Torino — hanno mostrato come in tutta Italia genitori e cittadini siano uniti nel chiedere una scuola rispettosa del diritto dei genitori. In realtà, le radici di questa mobilitazione affondano ancora più lontano se si pensa che già nel 2015, infatti, l’allora Pro Vita lanciò insieme ad altre sigle dell’associazionismo familiare italiano una storica petizione sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, che allora raccolse oltre 181.000 firme. Fu la prima grande chiamata all’azione dei genitori italiani in difesa dei propri figli, e da allora la mobilitazione non si è mai fermata.
Centinaia di progetti Lgbt denunciati
Infine, ma non per importanza, Pro Vita & Famiglia non si è limitata a fare proposte: ha vigilato, giorno dopo giorno, su ciò che accade nelle scuole italiane e continuerà a farlo soprattutto da oggi in poi, proprio per assicurarsi una piena e capillare attuazione della nuova legge.
Negli anni, infatti, l’associazione ha raccolto centinaia di segnalazioni di genitori preoccupati per progetti inappropriati, ideologici, pro Lgbt. Queste denunce sono state verificate, documentate e inoltrate agli Uffici Scolastici Regionali e al Ministero dell’Istruzione, oltre ad essere raccolte in un Dossier ad hoc. Un documento che dunque cataloga oltre un decennio di progetti, iniziative e attività ispirate alla teoria gender e prova la propaganda martellante delle associazioni Lgbt ai danni dei nostri figli e nipoti.
