03/12/2025

Campagna “Mio Figlio No”

La campagna "Mio Figlio No”, partita a inizio 2025, è un’iniziativa su scala nazionale di Pro Vita & Famiglia onlus che ha come obiettivo la sensibilizzazione e la mobilitazione contro l'indottrinamento gender di bambini e adolescenti nelle scuole di ogni ordine e grado e, di conseguenza, per fare pressione su Governo e Parlamento affinché si arrivi ad una Legge sulla Libertà Educativa dei genitori.

Il primo, storico, risultato ottenuto è stato quello dell'approvazione del Ddl Valditara sul Consenso Informato alla Camera, il 3 dicembre 2025. Un disegno di legge che, inoltre, prevede il divieto di educazione sessuale nelle scuole materne e primarie. Ad oggi (marzo 2026), il Ddl Valditara ha iniziato il suo iter al Senato della Repubblica e, dopo l'avvio e la fine delle audizioni, la discussione in Aula è prevista per aprile 2026.

 

L’iniziativa è stata presentata per la prima volta il 19 febbraio 2025, con una conferenza stampa che si è tenuta presso la Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale, a Roma, in piazza di Monte Citorio, a pochi passi proprio dal Parlamento.

A supporto dell’urgenza di una nuova legge e di quanto sia fondamentale che si agisca in tal senso, è stato anche presentato - nella medesima occasione - un sondaggio nazionale a cura di Noto Sondaggi, che ha rivelato come e quanto gli italiani - per la stragrande maggioranza - siano contrari al gender nelle scuole, contrari alla presenza di attivisti Lgbtqia+ nelle aule dei propri figli e a favore di una legge sulla libertà educativa e che garantisca ancora di più il consenso informato preventivo per i genitori.

Il cuore della Campagna è stato poi - a partire da aprile 2025 - l'affissione prima a Roma e poi nelle principali città italiane di manifesti sul tema della libertà educativa e per chiedere lo stop del gender nelle scuole“Oggi a scuola un attivista Lgbt ha spiegato come cambiare sesso - Giulio, 13 anni” / “Oggi a scuola ci hanno letto una favola in cui la principessa era un uomo - Anna, 8 anni” /“La mia scuola ha permesso anche ai maschi di usare i bagni delle femmine - Matilde, 16 anni”. Sono infatti stati questi i messaggi, accompagnati dai volti di bambini e adolescenti con uno zaino scolastico sulle spalle e generati con l'AI, che hanno campeggiato sui manifesti per chiedere una legge che impedisca lo svolgimento di qualsiasi progetto sulla fluidità di genere in aula, il consenso informato preventivo dei genitori su ogni attività sensibile, la possibilità per le famiglie di poter esonerare i propri figli dai corsi gender è infine lo stop agli attivisti LGBTQ+ nelle scuole. Allo stesso modo, durante tutto l'arco dell'anno, numerosi incontri, dibattiti e convegni organizzati da Pro Vita & Famiglia si sono focalizzati sulla libertà educativa e sull'urgenza di avere una nuova legge per rendere obbligatorio il consenso informato preventivo dei genitori.

A luglio 2025, inoltre, Pro Vita & Famiglia ha tenuto delle audizioni in seno alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2423 e delle abbinate proposte in materia di consenso informato scolastico, in particolare con l'intervento di Maria Rachele Ruiu, in qualità di portavoce di Generazione Famiglia, l’associazione di genitori membro del Fonags, e l'intervento di Filippo Savarese, direttore della comunicazione della onlus.

SCARICA QUI IL SONDAGGIO COMPLETO

RIVEDI QUI LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA CAMPAGNA

LEGGI QUI I DETTAGLI SULLA CAMPAGNA DI AFFISSIONI

 

I dati parlano chiaro

L’83% degli intervistati chiede che le famiglie vengano informate preventivamente, nel dettaglio, su progetti inerenti sessualità e affettività. Il 76% ritiene che l’educazione sessuale e affettiva sia responsabilità primaria dei genitori, e non della scuola, con un picco dell’87% tra gli over 55. Il 55% si oppone fermamente all’imposizione di contenuti educativi sulla sessualità contro la volontà dei genitori, mentre solo il 32% lo considera accettabile. Il 62% degli italiani sostiene il diritto dei genitori di scegliere se far partecipare o meno i propri figli a corsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole. A fronte di un 15% che non si esprime, solo il 35% degli italiani è favorevole alla presenza di attivisti LGBT nelle scuole per parlare di orientamento sessuale e identità di genere, mentre la metà degli italiani, il 50%, si oppone fermamente a questa possibilità. L'opposizione è ancora più marcata tra gli elettori di Fratelli d'Italia e Forza Italia, in entrambi i casi al 78%. Il 50% (contro il 35%) chiede un controllo più rigido del Ministero dell’Istruzione per evitare la diffusione dell’ideologia gender nei programmi scolastici. Di questi, il 64% di elettori di FDI, il 65% della Lega e il 75% di FI.

L'opposizione tra gli elettori dei partiti di Centrodestra

L’opposizione alla propaganda gender nelle scuole è particolarmente elevata tra gli elettori dei partiti di maggioranza: il 78% degli elettori di Fratelli d’Italia, il 75% di quelli della Lega e il 70% di quelli di Forza Italia si dichiarano contrari. L’opposizione alla carriera alias, invece, è condivisa dal 74% degli elettori di Fratelli d’Italia, dal 59% di quelli della Lega e dal 45% di quelli di Forza Italia. Questa realtà conferma che il Governo ha il dovere morale e politico di rispondere alla volontà della propria base elettorale, proteggendo la libertà educativa della famiglia e impedendo la diffusione di teorie ideologiche nei programmi scolastici. Un’azione legislativa chiara e decisa su questi temi è attesa dalla maggioranza degli italiani, e in particolare dagli elettori che hanno dato fiducia a questo esecutivo.

Le proposte di Pro Vita & Famiglia

Per questo Pro Vita & Famiglia onlus propone una serie di punti fondamentali, e non più rimandabili, che siano alla base di una Legge sulla Libertà Educativa della Famiglia e contro la propaganda politica Lgbtqia+ nelle scuole:

  • Divieto di introdurre nelle scuole iniziative sulla fluidità di genere.
  • Diritto di consenso informato per le famiglie: ogni programma scolastico riguardante la sessualità e l’affettività deve essere sottoposto preventivamente all’approvazione dei genitori.
  • Diritto di opt-out: i genitori devono poter esonerare i propri figli da corsi o attività che non rispettano i loro principi educativi.
  • Stop all’ingresso di attivisti nelle scuole: le scuole non devono ospitare rappresentanti di movimenti ideologici per trattare temi di identità di genere e orientamento sessuale.
  • Supervisione ministeriale: è necessario un controllo più stringente sui contenuti educativi per garantire che non si trasformino in propaganda.
  • Abolizione della carriera alias nelle scuole: le istituzioni scolastiche non possono riconoscere identità di genere auto-percepite in contrasto con il dato biologico.

Lancio della Campagna "Mio Figlio No"

«Pro Vita & Famiglia - ha dichiataro Jacopo Coghe, portavoce della Onlus - lancia una mobilitazione nazionale per chiedere al Governo, al Ministro Valditara e ai leader del centrodestra di mantenere le promesse fatte agli italiani: tutelare la libertà educativa e fermare l’indottrinamento gender nelle scuole. Con la campagna "Mio Figlio No", daremo voce alle famiglie nelle piazze e nelle istituzioni con incontri pubblici, manifestazioni e azioni di sensibilizzazione. Chiederemo una legge che garantisca la libertà educativa e impedisca la propaganda ideologica in classe. Con affissioni, campagne visive e una grande petizione popolare, renderemo visibile un dissenso sempre più forte, diffondendo testimonianze di genitori e studenti. Se continueremo a essere ignorati, come avvenuto finora, siamo pronti a portare le famiglie davanti al Ministero dell’Istruzione per chiedere risposte e provvedimenti concreti. Il silenzio e l’inazione non sono più accettabili: il Governo ha il dovere di agire subito e rispettare gli impegni presi con i cittadini».

 

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