03/11/2025

Campagna "Non mi uccidere"

La campagna “Non mi uccidere”, avviata nel 2025, nasce per contrastare ogni deriva sul fine vita e, in particolare, per fermare la proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito presentata in Parlamento da una parte del centrodestra e spesso descritta, a torto, come un “male minore”. L’obiettivo è politico e culturale insieme: impedire una normalizzazione del suicidio assistito e rilanciare, al contrario, sostegni concreti alle cure palliative e alla presa in carico domiciliare e psicologica dei malati e dei più fragili.

Per sostenere questo impegno, Pro Vita & Famiglia ha messo in campo azioni pubbliche incisive. A luglio 2025, prima Roma e successivamente in altre città italiane, è partita una campagna di affissioni e camion-vela con un’immagine volutamente forte: gli scranni del Parlamento occupati da figure nere incappucciate, dei boia simbolo della Morte, e lo slogan “Siete stati eletti per aiutarci a vivere, non per farci morire. No alla legge sul suicidio assistito”. Il messaggio è stato inoltre rilanciato nel corso di una conferenza stampa presso l'Hotel Nazionale, davanti Montecitorio, dal titolo "Fermate la Legge, non fermate la Vita" e diretto alla maggioranza: bloccate qualsiasi legge che apra al suicidio assistito, perché la politica è chiamata a rimuovere il dolore e l’abbandono, non le persone che soffrono.

In parallelo, Pro Vita & Famiglia ha lanciato anche una petizione popolare nazionale per chiedere alla maggioranza di centrodestra il ritiro immediato della proposta di legge. Il testo della petizione è netto: non si può trasformare il suicidio assistito in un percorso amministrato, con il rischio di spingere i più vulnerabili a percepirsi come un peso; bisogna invece rafforzare le alternative di cura e accompagnamento.

Il 4 novembre 2025, invece, un flash mob dal forte impatto visivo è stato organizzato in piazza del Popolo, a Roma, con l'installazione di 200 sedie a rotelle vuote - ognuna con un palloncino con su scritto "Non mi uccidere" e una serie di cartelli - che hanno rappresentato simbolicamente migliaia di malati, disabili, anziani e cittadini fragili che chiedono al Parlamento più cure, più diritti, più dignità, ma si vedono offrire ciniche scorciatoie verso la morte. 

“Non mi uccidere” è quindi una mobilitazione permanente: nelle strade con manifesti e camion-vela, nelle istituzioni con proposte e dibattiti, nella società civile con una pressione costruttiva e pacifica. 

 

FIRMA LA PETIZIONE: NO A UNA LEGGE SUL SUICIDIO ASSISTITO!

 

 

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