22/07/2026 di Redazione

Guida Lgbt pediatri. Il caso in Parlamento: quattro interrogazioni al ministro Schillaci sul documento di Sip e Acp

La guida Lgbt “Oltre lo sguardo” di Sip e Acp arriva in Parlamento: quattro interrogazioni chiedono al ministro Schillaci verifiche e interventi.

Il caso dell’ideologica guida Lgbt “Oltre lo sguardo”, pubblicata il 15 giugno 2026 da Società Italiana di Pediatria (Sip) e Associazione Culturale Pediatri (Acp), continua a far discutere (LEGGI QUI i dettagli). Dopo le prese di posizione dell’Istituto Superiore di Sanità – che ha smentito di aver autorizzato la presentazione del documento nell’ambito del congresso Acp previsto per il 5 novembre nella propria sede –, dopo l’intervento della Garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni e dopo le proteste di medici, addetti ai lavori e di Pro Vita & Famiglia – che ha raccolto oltre 41mila firme per chiedere il ritiro del documento – la vicenda approda ora anche in Parlamento. Sono infatti ben quattro le interrogazioni parlamentari annunciate o già presentate negli ultimi giorni sul tema.

Gasparri cita il caso del bambino trans di tre anni

Il senatore Maurizio Gasparri ha depositato un’interrogazione al Ministro della Salute costruita in larga parte sulla ricostruzione fornita dalla Garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni. Al centro dell’atto c’è il caso, riportato dalla guida stessa, di un bambino “trans” di tre anni, chiamato «Alan», che «si identifica al femminile», con «preferenze di gioco, abbigliamento e ruoli sociali tipicamente associati al genere femminile» e a cui, secondo quanto ricostruito, verrebbe attivata già dalla scuola materna la Carriera Alias: il piccolo indosserebbe il grembiulino delle bambine e utilizzerebbe i loro stessi bagni. Gasparri richiama inoltre lo scandalo dei cosiddetti «WPATH files», che avrebbe messo in dubbio l’affidabilità degli standard di cura elaborati dalla World Professional Association for Transgender Health, ai quali la guida si ispira, e cita il rapporto Cass del 2024, commissionato dal Governo britannico – ma completamente ignorato dalla Guida – secondo cui «quando si prendono decisioni sulla transizione sociale dei bambini in età prepuberale si dovrebbe garantire che possano essere visitati prima possibile da un professionista clinico con esperienza in materia». Nell’interrogazione si riprende inoltre il dato, attribuito alla stessa SIP, secondo cui «almeno in 8 casi su 10, il momento di incertezza sul proprio genere si risolve spontaneamente» e «solo nel 12-27% dei casi la disforia permane nel passaggio all’adolescenza», da cui la domanda su come sia allora possibile che oggi la SIP parli di «affermare» socialmente un bambino di soli tre anni. Il senatore di Forza Italia evidenzia infine una contraddizione interna alla guida: per i minori intersex il documento raccomanderebbe un principio di precauzione, indicando che «la gestione corretta prevede l’intervento medico urgente solo nei casi in cui sia in pericolo la vita del bambino» e che «in tutti gli altri casi è indicato rimandare gli interventi medico-chirurgici», un principio prudenziale che secondo il senatore non varrebbe però, senza spiegazione, per i minori con varianza o disforia di genere. Richiamando anche il documento di consenso 2024 dell’European Academy of Paediatrics sul «diritto del minore a un futuro aperto», Gasparri chiede al Ministro Schillaci di sapere se sia a conoscenza dei fatti e se intenda avviare anche in Italia un ampio dibattito scientifico, presieduto dalle massime istituzioni sanitarie, che tenga conto delle più recenti acquisizioni internazionali sulla disforia di genere nei minori.

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La denuncia di Morgante: «Scienza ignorata»

Ancora più dettagliata sul piano scientifico è l’interrogazione della deputata di Fratelli d’Italia Maddalena Morgante, che nel testo depositato alla Camera il 17 luglio scorso contesta punto per punto l’impianto della guida. Morgante cita testualmente il passaggio in cui il documento afferma che «il genere è un costrutto socioculturale non determinato biologicamente» da concepire «non in modo binario, ma come uno spettro», e denuncia l’invito ai pediatri ad adottare un «approccio affermativo» fondato sull’uso di «nomi e pronomi elettivi» e sul sostegno all’«affermazione sociale» del genere già in epoca prepuberale, con la raccomandazione di esporre negli ambulatori poster con «logo arcobaleno» e di distribuire «brochure/libri per bambini», tra cui il libro «Perché hai due papà?», definito nell’interrogazione una favola su un caso di utero in affitto, pratica che la legge italiana punisce come reato universale. Anche Morgante riprende i dati diffusi dalla Garante Terragni sugli «8 casi su 10» e sulla percentuale «12-27%» di persistenza della disforia in adolescenza, oltre al passaggio sulla Cass Review sulla necessità di una valutazione clinica tempestiva prima di qualsiasi decisione sulla transizione sociale in età prepuberale. L’interrogazione richiama inoltre un rapporto delle Nazioni Unite firmato da Reem Alsalem, Relatrice Speciale contro la violenza su donne e ragazze, secondo cui «le probabilità di essere diagnosticati con disforia sono tre volte maggiori per bambini e adolescenti con una diagnosi di disturbo nello spettro autistico», rapporto che classifica la transizione sociale e medica dei bambini tra le forme di violenza di genere e che ha portato la stessa Alsalem a chiedere il divieto di transizione legale e sociale dei minori. Infine, anche Morgante evidenzia come la Guida, pur dichiarando di fondarsi sulle più recenti evidenze scientifiche, ignori deliberatamente la Cass Review del 2024, la revisione Nice del 2020 e il documento di consenso 2024 dell’European Academy of Paediatrics, abbracciando invece in maniera quasi acritica l’orientamento di Wpath e di altre associazioni Lgbtqia+ citate nella sitografia allegata al documento, senza dare sufficiente peso al fenomeno crescente dei cosiddetti «detransitioner» né al condizionamento digitale a danno dei minori.

Latini: «assurdo avere ambulatori senza padre né madre»

La prima interrogazione depositata in ordine di tempo, il 10 luglio 2026, porta invece la firma della deputata della Lega Giorgia Latini. Nel testo si denuncia che la Guida propone l’introduzione di «loghi arcobaleno» e «bagni neutri» negli ambulatori, l’eliminazione delle parole «padre» e «madre» in favore di una modulistica «inclusiva», e la diffusione di letture a tema LGBT rivolte a bambini a partire dai tre anni, oltre a un glossario costruito sul lessico proprio delle teorie dell’identità di genere. Latini contesta inoltre l’indicazione, ripetuta più volte nel documento, di indirizzare bambini e famiglie verso «associazioni di supporto» individuate dalla Guida stessa e attive nella promozione delle istanze LGBT e del cosiddetto approccio affermativo. Nell’atto, indirizzato sempre al Ministro della Salute Schillaci, si sottolinea come la guida si ponga in evidente contrasto con la legge sul consenso informato in ambito scolastico, approvata su impulso del Ministro Valditara e con il sostegno della Lega proprio per tutelare i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridare voce ai genitori. Latini chiede quindi al Ministro della Salute se non ritenga di dover adottare urgenti iniziative di competenza, acquisendo anche una valutazione tecnico-scientifica dell’Istituto Superiore di Sanità sul documento, e di adottare ogni iniziativa utile a evitarne la diffusione negli ambulatori pediatrici.

Da Sasso l’annuncio di un’interrogazione in Aula

A completare il quadro parlamentare è la quarta iniziativa, confermata a Pro Vita & Famiglia, che ha raggiunto telefonicamente il deputato di Futuro Nazionale Rossano Sasso. Il parlamentare ha fatto sapere di essere anch’egli intenzionato a presentare un’interrogazione sul caso della guida “Oltre lo sguardo”, ma a differenza dei colleghi Gasparri, Morgante e Latini avrebbe optato per la forma orale anziché quella scritta: l’interrogazione sarà quindi depositata e discussa direttamente in Aula, alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci.

 

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