C’è un piano per trasformare migliaia di pediatri italiani in militanti LGBT. Ebbene sì, stiamo parlando dei medici di cui più si fidano milioni di genitori e nonni per la salute dei loro figli e nipoti, i quali potrebbero diventare i loro peggiori nemici. Stiamo parlando di una delle ultime iniziative della Società Italiana di Pediatria (SIP), ovvero il più autorevole ente della categoria, che conta più di 12.000 soci, e che ha appena pubblicato un documento gravissimo.
LA SOCIETÀ ITALIANA DI PEDIATRIA RITIRI LA "GUIDA GENDER" - FIRMA QUI LA PETIZIONE
Si chiama “Oltre lo sguardo. Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente”. Si tratta di un vademecum di 20 pagine completamente imbevute di ideologia Gender e LGBT. Solo per fare alcuni esempi, questa “Guida” prevede, tra le tante cose, di: esporre negli studi bandiere o altri elementi con i colori arcobaleno del movimento LGBT; esporre volantini, brochure e materiale informativo delle associazioni LGBT; fornire libri di favole per bambini con personaggi gay, trans o famiglie LGBT; identificare i bambini come “non binari” o “agender” oltre che maschi e femmine; infine di eliminare “padre” e “madre” dai moduli, lasciando genericamente la dicitura “genitori”.
Tutto questo non ha niente a che vedere con la scienza, con la medicina, con la salute dei nostri figli e nipoti. Milioni di mamme, papà e nonni italiani non vogliono che i pediatri siano usati per fare propaganda politica. Ecco perché Pro Vita & Famiglia ha lanciato una petizione, proprio per chiedere al presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), il dottor Rino Agostiniani, di ordinare l’immediato ritiro della ‘Guida Gender’ che trasforma migliaia di pediatri in militanti al servizio della Lobby LGBT!
Ma non è finita qui. La guida diffusa negli ambulatori dei pediatri italiani, infatti, sostiene il terrificante “approccio affermativo”. Quell’approccio secondo cui, se un bambino o un adolescente manifestano i sintomi di un disagio identitario, bisogna assecondarli. La guida della SIP consiglia inoltre di agevolare la sua “transizione sociale”, cioè adattare nome, pronome, vestiti e abitudini al genere “percepito”.
In tutto ciò il sesso biologico viene letteralmente accantonato e, per di più, il documento sostiene procedure illegali e pericolose come la Carriera Alias nelle scuole, che rafforza nei minori l’idea malsana di essere “nati nel corpo sbagliato”. Di fatto, quindi, questa guida della Società Italiana di Pediatria ignora e omette completamente studi scientifici più aggiornati come la Cass Review inglese che smonta l’approccio “affermativo” e omette di dire che nel 90% dei casi il disagio identitario dei minori rispetto al loro genere si riassorbe autonomamente con lo sviluppo adolescenziale. Lacune gravissime da parte di chi dovrebbe assicurare i migliori standard medico-scientifici per la salute dei nostri figli e nipoti!
È bene però sottolineare che questa iniziativa non è - ahinoi - un fulmine a ciel sereno. È un processo che monitoriamo ormai da diversi anni. Ci riferiamo al progressivo sconfinamento di enti, associazioni e ordini professionali di carattere medico-scientifico nel campo ideologico e politico. Basta fare un esempio su tutti: quest’anno, per la prima volta, l’Ordine Nazionale degli Psicologi ha aderito al Roma Pride. Un’adesione gravissima, perché implica il sostegno al manifesto politico del Pride, che parla di dissoluzione della famiglia naturale, promozione dell’utero in affitto, di transizione sessuale dei minori, di Carriera Alias nelle scuole. Tutto questo non è scienza, ma ideologia.
Adesso, quindi, è arrivato questo tentativo di trasformare gli studi medici dei nostri pediatri di fiducia in avamposti del movimento LGBT. Se dovesse finire così, portare figli e nipoti dal pediatra potrebbe diventare pericoloso per la loro salute, invece che necessario per curarla. È uno scenario che va assolutamente scongiurato, per questo quindi la petizione di Pro Vita che chiediamo ai nostri lettori di firmare e sostenere.
LA SOCIETÀ ITALIANA DI PEDIATRIA RITIRI LA "GUIDA GENDER" - FIRMA QUI LA PETIZIONE