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I pediatri non sono militanti LGBT: la Società Italiana di Pediatria ritiri la ‘Guida Gender’

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Leonardo ha solo 3 anni.

Ogni tanto, gli capita di giocare con qualche bambola o indossare una parrucca. Non c’è niente di strano, capita a questa età.

Ma i genitori vogliono approfondire questi comportamenti. E fanno la cosa più naturale del mondo: vanno dalla loro pediatra di fiducia.

Si fidano ciecamente di lei. È un medico e ha studiato molti anni. Vuole il bene dei bambini.

Ma quando entrano in ambulatorio, c’è qualcosa di strano. Tutto è cambiato. Alle spalle della scrivania campeggia una grande bandiera arcobaleno. Il mese scorso non c’era.

Sul tavolo c’è una pila di volantini: “Tuo figlio è bisessuale? Scoprilo con noi, contattaci”. Segue il numero di telefono di un’associazione LGBT di quartiere.

La pediatra ascolta i genitori e li informa che Leonardo, a 3 anni, ha una “varianza di genere”. Va chiamato Anna, e bisogna incoraggiare in ogni modo il suo sentirsi femmina.

La pediatra dice che Leonardo, a 3 anni, è un “bambino trans”.

Redige addirittura un certificato per la scuola primaria, chiedendo alle insegnanti di cambiare il nome di Leonardo in “Anna” nei registri.

Questo scenario inquietante non è un film dell'orrore: potrebbe presto diventare la realtà diffusa in molti degli ambulatori pediatrici italiani.

Il 15 giugno 2026 la Società Italiana di Pediatria (SIP), che rappresenta oltre 12.000 pediatri italiani, ha redatto e diffuso in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri il pericoloso documento "Oltre lo sguardo. Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente".

Un manuale di lotta politica e ideologica che trasforma i pediatri da medici in militanti LGBT.

Tra le altre follie, la guida LGBT della SIP prevede:

  • Definizioni ideologiche, come quella di “identità di genere” da intendere “in modo non binario ma come uno spettro su cui ogni persona si colloca
  • Affiggere simboli arcobaleno in ambulatorio come segnale di "spazio sicuro"
  • Eliminare le parole "padre" e "madre" dalla modulistica ma usare “genitori
  • Identificare i bambini come “non binari” e “agender” oltre che maschi e femmine
  • Promuovere l’approccio “affermativo” nei pre-adolescenti confusi sulla loro identità, cioè adattare nomi, pronomi, abiti e abitudini al genere “percepito”
  • Dire ai genitori che se non assecondando le tendenze dei figli possono indurli a tentare il suicidio, un ricatto falso e vile
  • Indirizzare gli adolescenti in crisi di identità ai centri ospedalieri che si occupano di “transizione di genere” dei minori
  • Promuovere la pericolosa e illegale Carriera Alias nelle scuole
  • Sdoganare l’utero in affitto, un crimine punito dalla legge italiana
  • Bagni neutri senza distinzione tra uomini e donne
  • Distribuzione di volantini e libri per bambini sull’omogenitorialità 

La Guida promossa dalla Società Italiana di Pediatria non è medicina. È attivismo ideologico, e tradisce la fiducia di milioni di famiglie.

La guida omette del tutto la letteratura scientifica che contraddice le sue tesi. Non cita il Cass Review (2024), la più grande revisione sistematica mai condotta sul tema, che ha concluso che le evidenze a supporto dell'approccio affermativo sui minori sono di qualità "molto bassa".

Non cita gli studi sulla desistenza: tra l'80 e il 90% dei bambini con disagio di genere, senza interventi precoci, giunge alla pubertà allineato al proprio sesso biologico. Non cita i protocolli di Svezia, Finlandia, Danimarca e Regno Unito, che hanno vietato o drasticamente ristretto la transizione nei minori proprio alla luce di queste evidenze.

Cita invece le linee guida della WPATH, un'organizzazione di propaganda LGBT, non un ente scientifico neutrale, e raccomanda le associazioni Arcigay, AGEDO e Famiglie Arcobaleno come riferimento per le famiglie dei bambini con disagio di genere.

La SIP ha scelto una parte: non la scienza, ma l'ideologia.

I genitori italiani hanno il diritto di portare i propri figli dal pediatra sapendo che il medico segue le migliori evidenze disponibili, e non un manuale scritto con le fonti dell'Arcigay.

Firmando questa petizione ci aiuti a chiedere al Presidente della Società Italiana di Pediatria, Rino Agostiniani, di disporre l’immediato ritiro della Guida “Oltre lo sguardo”.

Firma subito questa petizione:

Al Prof. Rino Agostiniani
Presidente della Società Italiana di Pediatria

Egregio Presidente Agostiniani,

firmando questa petizione Le chiedo il ritiro immediato della guida "Oltre lo sguardo", pubblicata il 15 giugno 2026. Il documento trasforma i pediatri in attivisti LGBT: chiede di affiggere simboli arcobaleno in ambulatorio, esporre libri che promuovono l’utero in affitto, eliminare "padre" e "madre" dai moduli, validare il disagio di genere nei bambini secondo il deleterio e antiscientifico “approccio affermativo” e indirizzare le famiglie verso associazioni LGBT come se fossero enti imparziali. La bibliografia del documento ignora totalmente la Cass Review inglese, gli studi sulla desistenza e i protocolli di Svezia, Finlandia e Regno Unito, citando invece fonti di advocacy politica. Questa non è scienza. È ideologia. Le famiglie italiane, e soprattutto i loro figli, meritano di meglio.

Distinti saluti,

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