Distribuire volantini e brochure, esporre bandiere Lgbt, integrare i moduli medici con diciture non-binary e che eliminano il concetto di “madre” e “padre”. Sono tanti - ahinoi - i dettagli ideologici della Guida Lgbt di recente pubblicata dalla Società Italiana di Pediatria (LEGGI QUI i dettagli). Tra questi, uno in particolare è eloquente e fa trasparire tutta l’ideologia che c’è alla base di tale documento: i libri e le favole gender consigliati ai più piccoli. Ebbene sì, avete capito bene: la Guida della SIP “consiglia” dei testi imbevuti di indottrinamento arcobaleno da leggere o far leggere ai bambini. Vediamo quali e in che modo.
LA SIP RITIRI LA GUIDA LGBT PER PEDIATRI - FIRMA QUI!
Oltre 100 titoli Lgbt
Tra le quaranta pagine del documento “Oltre lo sguardo. Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente”, si trova infatti un’ampia bibliografia consigliata di oltre 100 titoli per bambini (a partire da 3 anni) fino agli adolescenti, ma anche per i genitori che dovrebbero quindi uniformare la loro mentalità al “pensiero unico” Lgbt. Tra questi figurano ben 49 titoli che spaziano su temi quali stereotipi di genere, famiglie omogenitoriali, varianza di genere e componenti dell’identità sessuale; poi 6 titoli specifici per gli adolescenti e altri 46 suggeriti agli adulti.
I libri gender per la prima infanzia
Per abbattere gli stereotipi di genere i pediatri sono dunque invitati dalla Guida della SIP a consigliare ai genitori di bimbi di appena 3-4 anni libri quali, ad esempio, “Il trattore della nonna” di Anselmo Roveda; “Cosa faremo da grandi? Prontuario di mestieri per bambine e bambini” e “Il principino scende da cavallo” di Irene Biemmi. E ancora, “Colori ribelli” di Antonella Milardi e Alessandro Coppola, ove i colori rosa e celeste, stanchi della vita noiosa e ripetitiva a cui sono condannati a causa delle rigide convenzioni sociali e delle distinzioni di genere, decidono di scioperare e scambiarsi i ruoli. Contro un immaginario fiabesco standardizzato focalizza l’attenzione “Non tutte le principesse” di Jeffrey e Lisa Bone, dove le protagoniste non attendono il principe azzurro ma preferiscono costruire e abitare in una casa sull’albero, correre nel fango o indossare una solida armatura. Allo stesso modo, attraverso tante colorate finestre pop up, “Così come sono”, di Helene Druvert, mostra una bambina con tuta da lavoro e trapano che ama il pugilato e un bambino che esprime con orgoglio il desiderio di cucire e prendersi cura dei fiori. Risultano altrettanto eloquenti anche titoli per bambini di 5 anni come “C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?” di Raquel Díaz Reguera; oppure “Mi piace Spiderman, e allora?” di Giorgia Vezzoli, che racconta la storia di Cloe, una bambina che sfida le convenzioni sociali e insiste per portare nello zaino di scuola il suo supereroe preferito. Secondo la Guida, inoltre, ai bimbi che si trovano all’interno di una famiglia arcobaleno si possono leggere - oltre a una raccolta dedicata di “Fiabe straordinarie per famiglie non ordinarie” - testi che sono ormai già grandi classici nel mondo Lgbt, come “Piccolo uovo”, “Qual è il segreto di papà?”, “Perché hai due mamme?”, “Perché hai due papà?” di Francesca Pardi.
LA SIP RITIRI LA GUIDA LGBT PER PEDIATRI - FIRMA QUI!
I titoli per bambini della scuola primaria
Per decostruire l’identità sessuale biologica, dietro il pretesto della cancellazione degli stereotipi e della mascolinità tossica, ecco comparire nell’elenco dei testi dedicati ai bambini delle scuole elementari, come “Storie spaziali per maschi del futuro” di Francesca Cavallo. Ebbene sì, proprio l’attivista queer il cui libro è diventato anche un progetto scolastico che vorrebbe indottrinare addirittura 12.500 bambini, 5.000 docenti e oltre 50.000 familiari in tutta Italia, come ha di recente denunciato Pro Vita & Famiglia. Per veicolare il refrain che sono amore e sentimenti a costruire una famiglia e non una mamma e un papà, ecco poi le illustrazioni di Richolly Rosazza al libro “Per fare una famiglia” di Mario Pennacchio. Sullo stesso tema c’è anche “Il giorno specialissimo di Marlon Bundo” di Jill Twiss, anche questo pochi mesi fa al centro di alcuni casi di indottrinamento gender nelle scuole italiane: il protagonista è infatti un coniglietto che desidera congiungersi a un esemplare del suo stesso sesso, per cui si ribella a una puzzola (animale scelto non a caso proprio per evitare di destare simpatia), che gli ricorda la realtà biologica. Allo stesso modo, mediante il ricorso a cicogne e fenicotteri, “Famiglie Favolose” di Francesco Maddaloni e Guido Radaelli illustra, tramite il riferimento al mondo animale, che esistono numerose tipologie di famiglie. Un elenco, come detto, lunghissimo, che comprende anche titoli quali: “La mia ombra è rosa” di Scott Stuart, dove un bambino ha un’ombra rosa diversa da quella azzurra del papà; e “Julián è una sirena”, di Jessica Love, in cui un bambino sogna di trasformarsi in una sirena ma teme inizialmente la reazione della nonna che poi lo sorprende portandogli una collana in segno di approvazione della sua nuova identità. Oppure, “Sesso è una parola buffa. Un libro sul corpo, i sentimenti e te!”, di Cory Silverberg, un manuale destinato ai bambini della scuola primaria che mentre si propone di spiegare loro il corpo umano e le emozioni li introduce di fatto a un esercizio ludico della sessualità e all’ideologia di genere, favorendo l’ipersessualizzazione precoce.
I testi per gli adolescenti
Zone erogene, kamasutra, gioco erotico, intersex e misgendering ma anche aborto e poliamore sono invece alcune delle 150 voci proposte agli adolescenti in “A nudo. Dizionario amorevole della sessualità” di Bernier e Gariepy, edito dalla casa editrice Lgbt friendly Settenove. Ai ragazzi di età compresa tra i 13 e i 15 anni la Guida dei pediatri consiglia infatti libri quali: “Nonna tu che ne sai del sesso? L’arte di amare trasmessa da una nonna ai nipoti adolescenti” di Mariella Lancia e “Le stagioni dentro di me. Ciclo mestruale istruzioni comico scientifiche per l’uso”, nei quali chiaramente la visione della sessualità è banalizzata e ridotta alla dimensione ludico-edonistica, dove quello che conta è il piacere. Sulla fluidità di genere viene invece suggerito l’“Atlante del genere” di Alessandra Daphne Fisher e Jiska Ristori, due dottoresse dell’Ospedale Careggi di Firenze, l’ormai noto ospedale del capoluogo toscano in passato al centro di polemiche - e di un’inchiesta ministeriale - per presunte lacune per quanto riguarda il trattamento dei minori e la somministrazione di farmaci bloccanti della pubertà come la Triptorelina.
I libri per i genitori
Infine, il documento della Società Italiana di Pediatria suggerisce una sfilza di titoli scritti da pedagogisti, psicologi, antropologi e sessuologi destinati anche ai genitori. Tra questi sono menzionati: “Parlare fra maschi. Stare insieme dentro e fuori gli stereotipi di genere” di Alessandro Giammei; “Diventare uomini. Relazioni maschili senza oppressioni” di Lorenzo Gasparrini, nei quali si scredita la virilità assimilandola alla giustamente criticata mascolinità tossica. E ancora: “Chiamami così. Normalità, diversità e tutte le parole nel mezzo” di Vera Gheno; “Educazione sessista. Stereotipi di genere nei libri delle elementari” di Irene Biemmi e “Papà, Mamma e Gender” di Michela Marzano. Tra i consigli della Guida figurano anche titoli che non necessitano di ulteriori commenti, quali: “Il bambino gender creative. Percorsi per crescere e sostenere i bambini che vivono al di fuori dei confini del genere” di Odoya e “Gender libera tutt*. Storie vere per amare, capire e fare la rivoluzione” dell’attivista Camilla Vivian; “Fuori dai binari. Identità non binarie e approcci queer a scuola” di Valeria Roberti fino a “Procreazione medicalmente assistita e maternità surrogata. Limiti nazionali e diritti fondamentali” di Stefania Stefanelli, nel quale si parla dell’utero in affitto.
Insomma, in questa bibliografia si offre ampio spazio esclusivamente a tutti i temi cari alla galassia arcobaleno e ce n’è per tutte le età, muovendosi dall’indottrinamento graduale dei più piccoli - sin dall’età di 3 anni - all’ideologia di genere, fino a provvedere contestualmente anche a quella che sembra essere una “rieducazione” dei loro genitori.
LA SIP RITIRI LA GUIDA LGBT PER PEDIATRI - FIRMA QUI!