Il 15 giugno scorso la Società Italiana di Pediatria (SIP) e l’Associazione Culturale Pediatri (ACP) hanno pubblicato e diffuso, a firma congiunta, il documento “Oltre lo sguardo. Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente”, presentato pubblicamente come la prima guida pediatrica italiana in materia. Il documento è stato successivamente difeso pubblicamente dalla presidenza SIP a fronte delle numerose critiche sollevate da pediatri, genitori e società civile ed è ancora al centro di numerose polemiche anche per una millantata presentazione istituzionale che si sarebbe dovuta tenere in occasione del 38° Congresso Nazionale ACP del 5 e 6 novembre 2026, presso l’Aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità, in un evento organizzato congiuntamente con il Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dello stesso Istituto.
SIP e ACP hanno infatti palesemente millantato sui loro siti istituzionali questa presentazione, che è stata invece smentita dall’Istituto Superiore di Sanità e successivamente, dopo la denuncia di Pro Vita & Famiglia, eliminata dalle pagine dei due enti.
Tornando al contenuto della Guida, Pro Vita & Famiglia ha raccolto in pochi giorni oltre 33.000 firme di cittadini, genitori e professionisti sanitari a sostegno della richiesta di ritiro del documento. Si tratta, infatti, di un testo profondamente ideologico e impregnato della più radicale Agenda Lgbt: spinge i pediatri a esporre bandiere e brochure arcobaleno, favole gender, a proporre la Carriera Alias, ad eliminare dai moduli “madre” e “padre” ed etichettare i minori come “agender” o “non binari” (LEGGI QUI L’ANALISI COMPLETA DELLA GUIDA LGBT).
LA SIP RITIRI LA GUIDA LGBT PER PEDIATRI – FIRMA QUI!
Ecco perché Pro Vita & Famiglia ha tenuto, lo scorso 8 luglio, una protesta davanti alla sede della Società Italiana di Pediatria (SIP), in via Cavour a Roma, durante la quale ha fatto recapitare al presidente della SIP Rino Agostiniani una lettera contenente 10 domande con le quali ha chiesto una serie di chiarimenti sul merito e sul metodo di redazione della Guida. Contestualmente la stessa missiva è stata inviata a Stefania Manetti, presidente dell’ACP, e, per conoscenza, anche al ministro della Salute Orazio Schillaci e al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Rocco Bellantone.
Ecco, di seguito, le domande che abbiamo sottoposto alla loro attenzione.
1. La guida “Oltre lo sguardo” è stata sottoposta al controllo del Comitato Scientifico SIP ai sensi dell’art. 19 dello Statuto — che ne affida la verifica «sulla base di indici di produttività scientifica e bibliometrica validati dalla comunità scientifica internazionale e conformi alle best practice» — ed è stata approvata all’unanimità o a maggioranza? In tale sede la SIP ha valutato il ruolo della collaboratrice alla stesura del documento, la dott.ssa Fabiana Santamaria dell’U.O.C. Federico II di Napoli, quale componente del Consiglio Direttivo dell’ONIG e contributrice della redazione italiana degli Standards of Care 8 della World Professional Association for Transgender Health (WPATH) — documento la cui integrità scientifica è stata gravemente compromessa da atti giudiziari resi pubblici in una causa in Alabama (riportati da The Economist, 27 giugno 2024), che documentano l’interferenza della dirigenza WPATH nella soppressione di sei revisioni sistematiche commissionate alla Johns Hopkins University e la rimozione dei limiti minimi di età per i trattamenti sui minori a seguito di pressioni politiche dell’allora Assistant Secretary for Health USA, Rachel Levine?
2. Perché l’introduzione della Guida afferma di basarsi sulle «più recenti evidenze scientifiche» (p. 5) ma la bibliografia (circa 50 riferimenti) omette integralmente la Cass Review (NHS England, 2024) e la revisione sistematica NICE (2020) — che giudicano le evidenze sui bloccanti della pubertà «di qualità molto bassa» — nonché tutti gli studi di desistenza (Zucker 2012, Steensma 2011/2013, Wallien-Cohen Kettenis 2008, Singh 2021), che documentano tassi di stabilizzazione dell’identità cisgender tra il 61 e il 98% nei minori prepuberi? Perché, inoltre, la sitografia (pag. 33) — presentata sotto il titolo “Società scientifiche, istituzioni, associazioni” — elenca esclusivamente enti di orientamento affermativo (WPATH, ONIG, EPATH, UNAR, Arcigay, AGEDO, La Tenda di Gionata, Genderlens, Famiglie Arcobaleno, Genitori Rainbow), senza includere alcuna fonte scientifica di orientamento diverso (NHS England, Karolinska Institute, SEGM)?
3. Su quali basi scientifiche il decalogo finale della guida afferma in modo assoluto che «il genere è un costrutto socioculturale non determinato biologicamente», fondando tale affermazione sui riferimenti di Robert Stoller (1968) e Raewyn Connell (2009) — uno psicoanalista e una sociologa/teorica queer, non genetisti né embriologi — anziché su alcuna evidenza delle scienze biologiche?
4. Come si giustifica la definizione dell’affermazione sociale come «reversibile e priva di implicazioni mediche», a fronte dello studio di Olson et al. (JAMA Pediatrics, 2022) — non citato nella guida — che rileva una persistenza dell’identità transgender nell’86% dei bambini sottoposti ad affermazione sociale? E su quali basi il glossario (pag. 26) definisce la triptorelina, farmaco bloccante della pubertà, dotata di «effetto reversibile» senza alcuna riserva, mentre Cass Review e NICE giudicano «di qualità molto bassa» le evidenze sulla sua sicurezza e reversibilità di lungo periodo — al punto che Regno Unito, Svezia e Finlandia ne hanno limitato l’uso off-label nei minori?
5. Perché il caso clinico “Anna” (bambino di 3 anni) prevede che il pediatra attesti una «varianza di genere» e attivi carriera alias e accesso a spazi scolastici riservati senza alcuna valutazione specialistica preventiva, e perché la guida non menziona mai il diritto all’obiezione di coscienza del pediatra sancito dall’art. 22 del Codice di Deontologia Medica?
6. Con quale fondamento scientifico la guida invita a comunicare ai genitori che le reazioni oppositive «possono... causare ideazioni suicidarie» — utilizzando il rischio suicidario come argomento di pressione sui genitori dissenzienti — senza citare gli studi sull’alta prevalenza di comorbidità psichiatriche (autismo 6-20%, Warrier et al. 2020) come possibile causa comune, anziché conseguenza del dissenso genitoriale?
7. Come giustificano la contraddizione interna per cui a pag. 16 la guida riconosce la gestazione per altri come reato universale punibile anche se commesso all’estero (art. 12, co. 6, L. 40/2004), mentre nel decalogo finale (pag. 19) prescrive genericamente al pediatra di «riconoscere entrambi i genitori» — formulazione che, per le coppie ricorse a maternità surrogata, implicherebbe il riconoscimento di uno status giuridico inesistente in Italia?
8. Perché “Oltre lo sguardo” è stata diffusa come «guida pratica» per l’attività clinica senza essere mai sottoposta alla procedura di validazione del Sistema Nazionale Linee Guida prevista dall’art. 5 della L. 24/2017 (DM 2 agosto 2017) — procedura che la stessa SIP sta seguendo dal febbraio 2025 per un’altra linea guida — e con quale criterio l’ISS ha accettato di ospitare, il 5-6 novembre 2026 nella propria sede, la presentazione del documento nell’ambito di un congresso ECM i cui obiettivi formativi dichiarati («epidemiologia, prevenzione, diagnostica, tossicologia») non menzionano identità di genere, orientamento sessuale o omogenitorialità?
9. Su quale base scientifica pediatrica la guida raccomanda, come parte della «checklist dell’ambulatorio accogliente» (pag. 23-24), l’esposizione di vetrofanie/poster con logo arcobaleno, l’indirizzamento delle famiglie verso associazioni e la distribuzione in ambulatorio di brochure e libri a tema? Si tratta di pratiche fondate su evidenze cliniche, o di scelte valoriali estranee al mandato professionale del pediatra? In particolare, su quali valutazioni si fonda la scelta di indicare come enti di riferimento per genitori e minori associazioni di attivismo politico-culturale su identità di genere e orientamento sessuale, anziché soggetti di natura sanitaria o scientifica?
10. Su quale base scientifica o pedagogica pediatrica la guida inserisce, tra i libri consigliati alle famiglie (pag. 34-35), titoli come “Piccolo uovo” (Francesca Pardi, Lo Stampatello, 2011; dai 3 anni), “Perché hai due mamme?” e “Perché hai due papà?” (stessa autrice e casa editrice, dai 6 anni) — che normalizzano a bambini in età prescolare configurazioni familiari derivanti anche da pratiche vietate in Italia come la maternità surrogata — e “Il giorno specialissimo di Marlon Bundo” (Jill Twiss, 2019), satira politica statunitense nata per deridere l’allora vicepresidente Mike Pence, priva di qualunque contenuto clinico o educativo pertinente alla pediatria? Chi ha selezionato questa bibliografia e con quali criteri di validazione?
Per le dieci domande Pro Vita & Famiglia ha chiesto ai destinatari una risposta pubblica, formale e circostanziata, quale atto dovuto di trasparenza verso la comunità medica, le famiglie italiane e le istituzioni sanitarie che vigilano sulla qualità scientifica delle linee guida cliniche.