Mancano poche settimane all’avvio dell’anno scolastico 2025-26: un momento cruciale per insegnanti, studenti e famiglie per una pluralità di motivi. La macchina scolastica, notoriamente, è diventata negli ultimi anni sempre più sofisticata e, al contempo, delicata. La crescita dell’offerta formativa, da un lato, la complessità burocratica, dall’altro, rappresentano una vera e propria sfida per tutti i soggetti coinvolti, a maggior ragione per coloro che, indipendentemente dal proprio ruolo, hanno a cuore il principio della libertà educativa.
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Il primato educativo delle famiglie
Sotto quest’ultimo profilo, al giorno d’oggi, i genitori devono sobbarcarsi un impegno ben più gravoso che in passato. L’alleanza educativa scuola-famiglia non va più data per scontata, a maggior ragione in uno scenario storico-culturale in cui molti insegnanti hanno un approccio liberal sulle questioni più delicate, a partire dall’ideologia gender (ma non solo). Il principio della libertà educativa, infatti, viene sistematicamente eluso attraverso gli ormai abusati temi della giusta e sacrosanta lotta al bullismo e a ogni forma di discriminazione.
Progetti ideologici all’insaputa dei genitori
Come documentano i casi segnalati a più riprese da Pro Vita & Famiglia nei suoi 13 anni di attività, la maggior parte delle attività didattiche in contrasto con i principi della libertà educativa e del consenso informato vengono imbastite senza che alunni o genitori ne sappiano nulla e quasi sempre con ridottissimo preavviso. Solo per fare alcuni, pochi, esempi riferiti alla prima metà del 2025, basti ricordare il maxiprogetto “Dentro l’Arcobaleno”, che ha coinvolto la totalità delle scuole elementari, medie e superiori di Pavia, in barba al consenso informato, eppure sempre con l’apparente buona intenzione della lotta al bullismo. Altro esempio lampante di “cavallo di Troia” arcobaleno sguinzagliato tra i minori è stata la presentazione di un libro – peraltro firmato da Walter Veltroni, fondatore e primo segretario del PD – in cui con la scusa di far conoscere ai ragazzi la Costituzione italiana veicolava contenuti di chiara matrice gender. O ancora, il caso di un seminario tenuto in una scuola di Rovereto, in cui temi come il disagio psichico e le problematiche delle minoranze sono stati posti in un mix indistinto di istanze in cui, come si è visto, il gender era in primo piano.
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Come tutelare i propri figli
Se da un lato, il ddl sul consenso informato in discussione in questi mesi dovrebbe rafforzare il potere decisionale dei genitori, è anche vero che l’iter che condurrà all’approvazione della nuova legge non sarà di certo così repentino da dare un nuovo strumento alle famiglie già in questi giorni. Ecco dunque che in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico le famiglie dovranno appoggiarsi agli strumenti attualmente a disposizione, di cui però in pochi sono a conoscenza. È indispensabile, dunque, che i genitori facciano rete e si appoggino il più possibile alle associazioni. Va infatti portata avanti un’opera di monitoraggio a 360 gradi dei programmi scolastici, dai libri di testo ai Piani Triennali di Offerta Formativa (i famosi Ptof) in tutte le loro declinazioni e in tutti i loro aggiornamenti.
L’impegno in prima linea
Tutto ciò, però, non basta: è fondamentale che il genitore desideroso di tutelare la propria libertà educativa, eserciti il proprio diritto a viso aperto, in modo diretto, dunque anche con la candidatura a rappresentante di classe o di istituto. Essere protagonisti, scendendo nella difficile arena della confusione educativa regnante nella scuola odierna, è sicuramente un’operazione non facile, ma fondamentale per tutelare i propri diritti e la crescita e l’educazione dei propri figli. L’importante, in ogni caso, è - da genitori - riuscire a dimostrare che i principi che si difendono non vanno soltanto a beneficio dei propri figli ma sono nell’interesse collettivo, in particolare delle generazioni che verranno.
Un vademecum per essere genitori protagonisti
A tal proposito, Pro Vita & Famiglia rilancia l’attenzione sul sempre attuale vademecum Protagonisti nella scuola (CLICCA QUI per scaricarlo) che offre alcune “regole d’oro” per affrontare a testa alta le battaglie culturali che animano la scuola di oggi. Non si tratta, infatti, soltanto di conoscere le problematiche attinenti la scuola e l’ideologia gender, che non riguardano solo la didattica ma anche elementi simbolici o organizzativi (dai bagni “neutri” alla carriera alias, fino alle “scale arcobaleno”) ma anche gli strumenti più utili per mantenere un approccio efficace nel combattere una battaglia in cui l’impegno delle persone comuni è linfa vitale per un cambiamento culturale, politico e strutturale.