Una volta approvata la legge Valditara sul consenso informato per ristabilire la priorità educativa dei genitori, in specie sui temi sessuo-affettivi, si tratta ora di farla conoscere. La norma, infatti, non basta se poi non viene rispettata e, quindi, se non ci saranno genitori e famiglie vigili e attenti. Tra le “best-practices” per informare correttamente la popolazione - e ce ne sono tante se pensiamo a incontri, convegni, organi di informazione, associazionismo - c’è anche quella della politica, come dimostra la mozione presentata in un Municipio di Roma, il XIII, dai consiglieri Marco Giovagnorio, Simone Mattana, Isabel Giorgi, Giancarlo Pierangelini e Carlo Mattia di Fratelli d’Italia.
La mozione
Con una mozione presentata il giorno dopo del sì del Senato alla Legge Valditara, i consiglieri del partito di Giorgia Meloni hanno chiesto al presidente del Municipio, Sabrina Giuseppetti, di centrosinistra, e a tutta la Giunta di impegnarsi per «l’attivazione di una campagna informativa municipale rivolta alle istituzioni scolastiche e alle famiglie del territorio». Tale richiesta prende le mosse dalla consapevolezza non solo che «la scuola rappresenta uno dei principali luoghi di formazione culturale, civica ed educativa delle nuove generazioni», ma anche che «il rapporto tra istituzioni scolastiche e famiglie costituisce elemento essenziale del principio di corresponsabilità educativa sancito dall’ordinamento scolastico», sulla scorta degli articoli 30, 33 e 34 della Costituzione.
L’obiettivo
L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere l’attivazione di una campagna di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza per illustrare i termini previsti dal quadro normativo della Legge Valditara - che «introduce obblighi di consenso informato, informazione preventiva alle famiglie, attività alternative e specifiche limitazioni riguardanti attività di educazione sessuo-affettiva» - al fine di evitare il «verificarsi di difformità interpretative o applicative», onde «prevenire l’eventuale attivazione di percorsi, iniziative o progettualità educative che possano risultare in contrasto» con le nuove disposizioni. Nella mozione si invita pertanto anche «a trasmettere formalmente agli istituti scolastici del territorio una comunicazione istituzionale riepilogativa contenente riferimenti normativi, principi applicativi e strumenti informativi; a monitorare, nei limiti delle competenze municipali, eventuali criticità segnalate dal territorio relativamente all’applicazione delle nuove disposizioni» e a «predisporre materiale informativo istituzionale sintetico destinato alle famiglie, alle comunità scolastiche e agli organi collegiali degli istituti scolastici del territorio».
Giovagnorio: «No alle fughe in avanti del Comune di Roma»
«Ho presentato questa mozione il giorno successivo all’approvazione della Legge Valditara sul consenso informato, anche perché l’assessore Pratelli del Comune di Roma aveva da subito preannunciato con un comunicato stampa che i corsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole sarebbero comunque proseguiti. Pertanto ho presentato questa mozione affinché, soprattutto in questa prima fase in vista dei decreti attuativi, possa essere rispettata la norma e dunque non essere inserite nei prossimi Piani triennali dell’Offerta Formativa (Ptof) progettualità in materia, come quelle che abbiamo visto diffondersi in special modo nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado del nostro Comune», ha dichiarato a Pro Vita & Famiglia Marco Giovagnorio, consigliere del Municipio XIII di Fratelli d’Italia e tra i firmatari dell’iniziativa.
Al di là della rilevanza politica specifica di questa mozione, si auspica che possano essere realizzate numerose campagne informative per una sensibilizzazione capillare, in special modo di famiglie e istituzioni scolastiche, affinché le prime vigilino su quanto viene insegnato nelle scuole dei loro figli, esercitando il loro diritto alla priorità educativa, e le seconde invece si limitino a osservare la norma, evitando di trovare scorciatoie per accreditare ugualmente e contra legem nei loro istituti progetti di indottrinamento gender di sedicenti esperti e attivisti Lgbt.