22/06/2026 di Redazione

La Svezia fa marcia indietro sull’uso del digitale a scuola

La Svezia cambia rotta: stop ai cellulari nelle scuole e meno schermi per gli studenti. Il governo punta su libri, scrittura a mano e apprendimento tradizionale.

La Svezia, da tempo considerata all’avanguardia nell’adozione delle tecnologie digitali, si appresta a vietare i telefoni cellulari nelle scuole a partire dall’autunno. La notizia, per quanto storica, in realtà arriva dopo un percorso iniziato già dal 2023 dal governo di coalizione di centro-destra che ha perseguito una politica che privilegia il tempo dedicato alla lettura rispetto a quello trascorso davanti agli schermi, favorendo i libri e gli strumenti di apprendimento tradizionali, soprattutto tra i bambini in età prescolare.

Il deputato Joar Forsell, presidente della commissione per l’istruzione del parlamento svedese, ha dichiarato che le autorità hanno riscontrato un calo generale delle capacità di lettura e scrittura, in particolare tra gli studenti più giovani. «Stiamo riducendo l’uso degli schermi perché crediamo che i libri e i metodi di apprendimento più tradizionali siano migliori per i bambini», ha affermato Forsell.

Un fenomeno internazionale

La scelta svedese si inserisce in un più ampio ripensamento globale sull’uso degli smartphone nelle scuole, dopo anni in cui molti paesi avevano dotato le proprie aule di laptop, tablet e applicazioni didattiche. Per citare alcuni esempi: tra i paesi nordici, la Danimarca sembra orientata ad attuare un divieto analogo, mentre in Finlandia una legge che limita l’uso dei dispositivi mobili è già in vigore dallo scorso agosto. Ma anche dalla Spagna alla Corea del Sud si moltiplicano le misure simili, che vanno dal divieto totale dei cellulari in classe alla limitazione dei compiti svolti davanti allo schermo. Perfino negli Stati Uniti il vento sta cambiando: il distretto scolastico unificato di Los Angeles, infatti, ovvero il secondo più grande del Paese, ha annunciato il divieto degli schermi fino alla seconda elementare, l’imposizione di limiti giornalieri al tempo di utilizzo per ogni classe, il blocco di YouTube e la revisione di tutti i contratti relativi alle tecnologie didattiche.

I dati che hanno fatto scattare l’allarme

A corroborare la svolta svedese ci sono numeri inequivocabili. Nel Programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA) del 2022, il 24,3% degli studenti svedesi del nono anno non ha raggiunto un livello base di comprensione della lettura, una percentuale solo leggermente migliore della media dell’Unione Europea, ferma al 26,2%. La risposta del governo è stata tanto simbolica quanto concreta: oltre al divieto dei cellulari, infatti, quest’anno sono stati stanziati 555 milioni di corone svedesi — pari a circa 59 milioni di dollari — nell’ambito di un nuovo programma di sovvenzioni per l’acquisto di libri di testo e guide per gli insegnanti. Sul piano scientifico, Magnus Haake, professore associato di scienze cognitive all’Università di Lund, ha spiegato che l’apprendimento con materiali fisici coinvolge la parte motoria e sensoriale del cervello dei bambini e «potenzia l’intero sistema». Inoltre, anche fuori dalle aule, l’agenzia sanitaria pubblica svedese ha iniziato a fornire ai genitori indicazioni su come ridurre il tempo davanti agli schermi in famiglia.

Una svolta già in atto

In alcune scuole svedesi il cambiamento è già realtà. Alla scuola superiore Malmö Borgarskola, nel sud della Svezia, i cellulari sono infatti già vietati durante le lezioni: gli studenti li depositano all’inizio di ogni ora in un apposito contenitore, scherzosamente soprannominato “Hotel per cellulari”, e li ritirano solo al suono della campanella. «Quando hai un telefono, c’è sempre qualcosa da guardare», ha ammesso Melina S., studentessa di diciassette anni, la cui testimonianza è stata ripresa dai media locali. Il vicepreside Patrik Sander ha confermato che ora anche l’uso dei computer portatili — comunque forniti a ogni studente — viene scoraggiato in classe a meno di un’espressa indicazione degli insegnanti. «Oggigiorno vediamo che la tendenza va nella direzione opposta», ha detto Sander. «Abbiamo imparato che scrivere a mano con una matita aiuta a memorizzare». Un futuro scritto su carta, insomma, parte da oggi.

 

 

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