08/07/2026 di Redazione

Cosa prevede il “bonus paritarie” firmato da Valditara e perché conviene a tutti

Bonus paritarie 2026: ecco cosa prevede il decreto firmato da Valditara, chi può ottenere il contributo fino a 1.500 euro e perché le scuole paritarie rappresentano un vantaggio anche per lo Stato.

Lo scorso 2 luglio il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato il decreto interministeriale relativo al cosiddetto “bonus paritarie”, che dà attuazione all'articolo 1 della legge 30 dicembre 2025, n. 199. L'iter di adozione del provvedimento si concluderà, presumibilmente a breve, con la firma anche del ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Ma di cosa si tratta? E perché le paritarie sono così importanti, anche economicamente, per lo Stato anche se spesso non lo si dice apertamente?

Cosa prevede il bonus

Innanzitutto partiamo dai dettagli del comma 519 dell'articolo 1 della Legge di Bilancio 2026, che stabilisce che, per l'anno in corso, alle famiglie con un valore dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 30.000 euro venga riconosciuto un contributo fino a 1.500 euro per ciascuno studente iscritto a una scuola paritaria secondaria di primo grado, ossia le scuole medie, oppure al primo biennio di una scuola paritaria secondaria di secondo grado, cioè le prime due classi delle superiori. L'importo del contributo non sarà uguale per tutti, ma verrà graduato secondo scaglioni inversamente proporzionali al valore dell'ISEE: più basso è l'indicatore, più alto sarà il contributo riconosciuto alla famiglia, sempre nei limiti della spesa autorizzata. Per questa misura è stato stanziato un fondo di 20 milioni di euro, sempre per l'anno 2026. È proprio il decreto firmato da Valditara, di concerto con il ministro dell'Economia, che rende effettive le modalità di attuazione e i limiti del contributo da riconoscere alle famiglie, tenendo conto anche delle somme eventualmente già erogate allo stesso scopo dalle Regioni.

Con le paritarie lo Stato risparmia 5 miliardi

Come accennato, il sostegno alle famiglie che scelgono la scuola paritaria non è soltanto una misura di equità sociale, ma rappresenta anche un vantaggio economico per le casse dello Stato, oltre che essere una forma di tutela della libertà educativa delle famiglie. Il costo medio annuo di uno studente nella scuola statale si aggira infatti intorno ai 7.000 euro, mentre nella scuola paritaria non supera i 1.000 euro. Una differenza che, moltiplicata per i quasi 800mila studenti attualmente iscritti alle paritarie, si traduce in un risparmio complessivo di quasi 5 miliardi di euro, di cui lo Stato già gode grazie all'esistenza delle paritarie. A questo si aggiunge un beneficio di natura più profonda: la presenza di scuole paritarie realmente accessibili amplia la libertà educativa delle famiglie italiane, che dovrebbero sempre poter scegliere quella che ritengono la migliore educazione per i propri figli, senza incontrare ostacoli economici o sociali. Ogni famiglia dovrebbe infatti poter optare liberamente tra un'educazione paritaria e una statale, essendo entrambe – lo ricordiamo – parte integrante del sistema di istruzione pubblico del Paese.

Valditara: «passo importante per libertà educativa»

Commentando la firma del decreto, lo stesso ministro Valditara ha dichiarato: «Sta volgendo al termine l'iter di adozione del decreto relativo al cosiddetto 'bonus paritarie' a seguito di un'approfondita e proficua istruttoria condivisa con gli Uffici del Ministro Giorgetti, che ringrazio sempre per la positiva sinergia». Il ministro ha sottolineato come la misura «rappresenta un risultato molto importante per le nostre studentesse e i nostri studenti, contribuendo a rendere effettiva la libertà di scelta educativa anche per le famiglie meno abbienti». Valditara ha inoltre ringraziato Maria Stella Gelmini, di Noi Moderati, e «tutte le forze della maggioranza per aver sostenuto convintamente in Parlamento questa misura che rappresenta un obiettivo significativo dell'azione di questo Governo».

 

 

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