18/07/2025 di Redazione

Libro sessualmente esplicito per bambini in una scuola di Trento, che dice di ispirarsi ai valori cristiani

«Maestra, me lo leggi?». Quante volte accade che i bambini della scuola dell’infanzia facciano una richiesta simile? Una richiesta normalissima, all’ordine del giorno. Peccato, però, che non stiamo parlando della lettura di una semplice e normale favoletta - dunque di un innocuo testo di favole - bensì un cocktail di immagini raffiguranti disegni di corpi nudi, organi sessuali in primo piano ed approcci tra uomo e donna a dir poco non convenzionali, per usare un eufemismo. Insomma, un libretto gender e sessualmente esplicito in piena regola.

Il libro in questione si intitola “Piselli e farfalline”, di Vittoria Facchini ed edito da Fatatrac ed è accaduto di trovarlo - dove è tuttora presente - presso la scuola dell'infanzia equiparata Don Luigi Borghesi di Mechel di Cles, in provincia di Trento. A segnalare il caso a Pro Vita & Famiglia è stata una maestra in servizio nell’istituto di Mechel durante lo scorso anno scolastico, M.P., che ha raccontato la vicenda e i vari dettagli.

I libro gender per bambini

Le immagini del libro per bambini ripercorrono posizioni molto esplicite: leccare i piedi del partner, mordicchiare il sedere della compagna. Amarsi significa spogliarsi per conoscersi, secondo quanto emerge in questo albo illustrato, ma vuol dire anche «baciarsi in ogni piccolo angolino» ed «assaggiare i sapori, sentire gli odori». Tutto questo con disegni di corpi nudi di uomini e donne, organi genitali in bella mostra, semini dello sperma e tutto il corollario. Come detto si tratta di un libro in uso presso la scuola dell'infanzia equiparata Don Luigi Borghesi di Mechel di Cles, in provincia di Trento ed è lasciato nello spazio di libero utilizzo dei bambini che, ricordiamo, vanno dai 3 anni (alcuni anche 2 anni e 10 mesi) ai 6 anni. Va sottolineato come la scuola in questione non sia statale, ma equiparata e, secondo quanto riferito sempre da M.P., è ospitata in un edificio di proprietà delle Suore Orsoline di Verona e nel suo Statuto (all’art. 2) riporta espressamente il richiamo ai valori cristiani ed al rispetto del ruolo educativo della famiglia («una visione cristiana della vita, nel rispetto del primario diritto educativo dei genitori e della pluralità delle loro prospettive valoriali»).

La denuncia della maestra

Ad accorgersi della presenza del libro, in realtà già durante lo scorso anno scolastico, proprio M.P., che - ovviamente trovandolo inadeguato all'età dei bambini e al tipo di scuola - si era messa in contatto con il Presidente della struttura. C’è infatti un dirigente con ruolo di presidente in quanto la scuola, essendo equiparata, è gestita dalla Federazione provinciale Scuole materne di Trento. «Quando me ne sono accorta - racconta M.P. ai microfoni di Pro Vita & Famiglia - ho deciso di riporre il libro in magazzino, ma per tre volte le colleghe lo riposizionarono nella libreria dei bambini per metterlo a loro disposizione. A quel punto ho telefonato al Presidente della scuola dicendogli espressamente che se vi fosse stato mio figlio avrei denunciato lui, le insegnanti e la Coordinatrice pedagogica perché è compito e diritto inalienabile delle famiglie occuparsi dell'educazione dei bambini sulla sessualità e nessuna scuola si può sostituire in questo, soprattutto senza il consenso dei genitori».

Secondo il racconto della maestra - che il successivo anno scolastico, ovvero quello in corso, si è assentata dal lavoro per maternità - «il Presidente non era a conoscenza della presenza di questo albo ed ha preso informazioni su chi lo avesse introdotto a scuola. Le altre insegnanti si sono limitate a riferire che l'utilizzo di “Piselli e farfalline” era stato caldeggiato dalla Coordinatrice Pedagogica della Federazione Provinciale Scuole Materne». Nonostante l’assenza dal lavoro per la nascita di sua figlia, M.P. ha continuato a tenere contatti con alcuni genitori e nella sua qualità di “Socia” della scuola, racconta, «mi sono sempre informata ed ho avuto modo di prendere diretta visione durante gli eventi aperti ai soci. Con grande sollievo mi sono accorta che, dopo la mia denuncia e l'intervento del Presidente, il libro era stato ritirato».

Libro gender ancora presente a scuola

Il problema è che tutto ciò - con annesso sospiro di sollievo per il ritiro del libretto sessualmente esplicito - si è verificato nell’anno scolastico 2023-2024. I problemi arrivano, anzi tornano, con l’anno scolastico 2024-2025, ovvero quello attualmente in corso (in provincia di Trento, infatti, alcune scuole, compresa quella di cui stiamo parlando, chiudono il 31 luglio). A maggio di quest’anno, infatti, come racconta M.P., la Federazione provinciale Scuole Materne ha commissariato la scuola e dal giorno dopo l'uscita della notizia sulla cronaca locale, il libro è ricomparso. Alcune mamme, contrarie al fatto che ai loro figli venga somministrato materiale con espliciti richiami all'ambito sessuale, hanno scattato delle foto per chiedere all'ex maestra di intervenire, non volendo loro esporsi in prima persona per ovvi motivi. E così, come testimoniato da alcune famiglie, “Piselli e farfalline” è tornato tra le mani dei bambini di Mechel e lo è tutt'ora.

L’indignazione delle famiglie

A indignarsi per l’accaduto è stato anche il locale Movimento per la Vita, che ha parlato - e Pro Vita & Famiglia concorda con tali parole - di vicenda che «lascia francamente senza parole. Prima di tutto perché non è chiaro se i genitori di questi minori siano effettivamente al corrente del fatto che i loro figli possano imbattersi in determinate “letture”; in secondo luogo, perché, comunque sia, è tutto da capire quale possa essere il valore didattico – sempre che ve ne possa essere uno – di testi dal contenuto se non osceno quanto meno di pessimo gusto. Senza infine dimenticare - prosegue il comunicato del Movimento per la Vita - come il primato educativo, tanto più su versanti delicatissimi come questi e tanto più con bambini dai 3 ai 6 anni di età, sia prerogativa assoluta delle famiglie e qualsivoglia tentativo scolastico di scavalcarlo o anche solo metterlo fra parentesi, è da considerarsi una forma di abuso».

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