25/02/2022 di Luca Marcolivio

Sesso, horror e gender. Il Comitato Media e Minori procederà contro la Rai

Per la RAI si mette male. A seguito del contestato episodio della serie 9-1-1, trasmesso il 7 gennaio in fascia protetta, il Comitato di Applicazione del codice di autoregolamentazione “Media e Minori” ha stabilito di avviare un procedimento di istruttoria nei confronti dell’emittente pubblica. La decisione è stata presa all’unanimità nel corso della seduta del 10 febbraio. Ulteriori sviluppi saranno oggetto di pubblicazione nei termini della normativa vigente.

Il ricorso al Comitato era partito a metà gennaio per iniziativa dell’ex parlamentare Carlo Giovanardi e dell’ex presidente del Forum delle Associazioni Familiari, Luisa Santolini, a seguito della visione dell’episodio intitolato Luna piena. Le immagini tramesse erano raccapriccianti, sessualmente esplicite, con riferimenti persino al gender e a tratti irreali o ai limiti dell’irreale: scene di licantropia e antropofagia, sadomasochismo e lesbismo, accompagnate dall’ennesima velata propaganda all’utero in affitto.

«Puntiamo innanzitutto a far rispettare la normativa vigente sulla tutela dei minori nelle fasce protette. Il punto di partenza è quindi l’ottemperanza delle regole che, in questo caso, ritengo siano state platealmente disattese. Per di più parliamo di un programma della tv di stato, per la quale pago il canone», aveva dichiarato Carlo Giovanardi, intervistato da Pro Vita & Famiglia, subito dopo la presentazione del ricorso.

Al Comitato di Applicazione del Codice di Autoregolamentazione “Media e Minori” è stata indirizzata anche una petizione di Pro Vita & Famiglia, che in pochi giorni ha raccolto oltre 24mila firme.

In ambito parlamentare, invece, il caso ha suscitato la reazione del senatore leghista Simone Pillon, che ha rivolto un’interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, per sapere «se il Ministro interrogato è a conoscenza della questione; quali iniziative abbia messo in atto o intenda mettere in atto per rimediare a questa incresciosa vicenda; quali misure, anche di carattere normativo, intenda porre in essere per impedire che si ripeta una situazione come quella descritta in premessa e per garantire alle famiglie italiane che i loro figli possano fruire di un servizio televisivo scevro da contenuti osceni e violenti».

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