30/04/2016

Nuova coalizione pro-famiglia: la Civil Society for the Family

Per affrontare la crescente minaccia internazionale contro la famiglia è necessario unire le forze a livello mondiale.

Per questo è nata nei giorni scorsi la Civil Society for the Family, una piattaforma composta da nove associazioni impegnate sul fronte della difesa della famiglia naturale: C-Fam, HazteOir.org, CitizenGO, Derecho a Vivir, il Family Research Council, l’Instituto de Política Familiar, Human Life International, la National Organization for Marriage e il TransAtlantic Christian Council, e ovviamente anche ProVita Onlus

Si tratta di un’iniziativa volta a contrastare i gruppi di pressione che in sede di Nazioni Unite lavorano per fare propaganda alla teoria gender, lo pseudo-matrimonio gay e, più in generale, l’ideologia omosessualista nella cultura e nelle leggi degli Stati. I gruppi LGBT non creano partiti politici, ma svolgono un’azione di lobbing. Bisogna pertanto rispondere allo stesso modo e con la medesima determinazione.

Questa Coalizione di forze ha enunciato i suoi principi fondanti in un Decalogo di articoli sulla famiglia. Il primo afferma che nella legislazione a livello internazionale la famiglia si definisce come la cellula fondamentale e naturale della società. Come tale, deve essere protetta dallo Stato e dalla società ed è soggetto di diritti. In pratica, pre-esiste all’ordinamento giuridico e deve essere riconosciuta.

Civil-Society-for-the-family_famigliaL’art. 2 del Decalogo della Civil Society for the Family ricorda che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani riconosce alla famiglia un ruolo insostituibile per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei bambini. Per questo ad essa è riservata una tutela speciale. Tutela di cui evidentemente non sono meritevoli altre forme di unione, proprio per la differenza sostanziale con la famiglia sorta dal matrimonio, come sottolinea l’art. 5.

La nuova coalizione pro-family denuncia i tentativi, operati in seno all’Assemblea Onu, di equiparare le relazioni omosessuali a quelle eterosessuali. Peraltro, nonostante le forti pressioni, finora a livello internazionale quando si parla di famiglia si intende solo quella naturale. La stragrande maggioranza degli Stati del mondo (più di 160) su questo punto non ha ceduto. Solo una minoranza di Paesi, tutti occidentali, riconosce il cosiddetto matrimonio gay.

L’invito che i promotori dell’iniziativa fanno è di aderire alla piattaforma, in modo da rendere sempre più forte nel mondo, la voce di chi difende la famiglia e il diritto dei bambini ad avere un papà ed una mamma. Uniti e convinti si vince.

Redazione

Fonte: C-Fam


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