24/06/2026 di Redazione

Libertà d’espressione. Il cardinale Muller: «gender è culmine “democrazia totalitaria”»

Il cardinale denuncia l’ideologia gender come culmine di una “democrazia totalitaria” e lancia un appello per difendere libertà d’espressione, educazione e radici cristiane dell’Europa.

Il culmine di una democrazia “totalitaria” è «l’introduzione dell’ideologia gender, che non è né scientificamente confermata né può essere coerente alla logica dell’antropologia filosofica». Con queste parole il cardinale Gerhard Ludwig Muller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, è intervenuto venerdì scorso, 17 giugno, durante il convegno “Diktat dell’Eurogender: radici cristiane, libertà religiosa e educativa a rischio in Unione Europea”, organizzato presso la sala conferenze stampa della Camera dei Deputati dall’associazione “I Radicati”, durante il quale sono intervenuti anche l’onorevole Massimo Milani, deputato di Fratelli d’Italia e l’avvocato Luigi Trisolino, giornalista, giurista della Presidente del Consiglio dei Ministri e presidente de “I Radicati”.

Le parole del cardinale Muller si sono inserite in un’ampia relazione sullo stato attuale della libertà d’espressione - quindi anche di culto ma anche educativa - nel Vecchio Continente. «Laddove lo Stato - ha aggiunto - pur senza ricorrere al terrore brutale, autoritario e burocratico, ugualmente guida, manipola, regola, controlla e sanziona i cittadini, allora in quel contesto quegli stessi cittadini finiscono per non essere altro che un gregge di animali, il cui pastore è il potere». Non è la prima volta, tra l’altro, che il cardinale Muller si sofferma sulla questione gender e Lgbt e, in generale, sul concetto di ideologia woke definita «una variante neo-marxista con conseguenze altrettanto devastanti di quelle del socialismo reale, quando le persone vengono persuase che — nonostante tutti i fatti biologici — possano determinare il proprio genere o cambiarlo attraverso interventi chirurgici».

Sempre il cardinale, inoltre, ha messo in guardia dalla «volontà di potere assoluto, dove è lo Stato che è origine e allo stesso tempo controllore di tutto, dunque quell’ideologia del dominio totale che è anche alla base del post umanesimo e del transumanesimo» e anche le logiche di Bruxelles non sono da meno. Da parte dei cattolici, quindi - come ha sottolineato Muller all’inizio della sua relazione - si deve ritornare a quella convinzione che era anche la stessa dei padri fondatori dell’Europa come De Gasperi e Adenauer, per la quale la stessa Europa dovesse «assolutamente mantenere le proprie radici cristiane, quindi la propria identità storica». Che non significava e tuttora non significa vedere il cristianesimo come una sorta di “legione di Stato”, né come un predominio politico, bensì «avere la consapevolezza che non si può parlare di dignità inviolabile di ogni persona, di umanesimo» senza Dio, senza radici culturali e antropologiche che affondano, laicamente, nel cristianesimo del Vecchio Continente.

Pro Vita & Famiglia ha dunque seguito con interesse l’iniziativa de “I Radicati”, accomunata dall’interesse e dall’azione per salvaguardare la libertà d’espressione, soprattutto quando a parlare è chi la pensa diversamente dal mainstream. Pro Vita è infatti da mesi - dallo scorso marzo - in prima linea in particolare contro le continue censure ideologiche e politiche che vedono come vittima non solo la stessa associazione ma in generale chi porta avanti i temi pro life, pro family e la libertà di pensiero e di culto. In particolare, infatti, con la Campagna “E io Parlo!”, l’associazione si è posta l’obiettivo di chiedere al Parlamento italiano una modifica sostanziale dell’art. 23 comma 4-bis del Codice della Strada, in particolare per impedire alle amministrazioni di censurare le affissioni ritenute non in linea con il loro indirizzo politico. Si tratta infatti di un articolo del Codice della Strada che, utilizzando termini vaghi come “stereotipi di genere”, “identità di genere” e “qualsiasi forma di pubblicità”, permette una sistematica censura politica. 

 

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