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Un manifesto non è un reato: basta censure politiche!

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L’articolo 21 della Costituzione parla chiaro: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».

Ma oggi uno di questi “mezzi” non è più libero: i manifesti stradali.

Nel 2021, nel silenzio generale, è stata approvata una norma liberticida - l’art. 23 comma 4-bis del Codice della Strada - che vieta l’esposizione di manifesti ritenuti “offensivi”, “lesivi” o “discriminatori” di concetti ambigui, come l’identità di genere.

Parole vaghe e pericolose: chi decide cosa è “offensivo”? Cosa “lede una libertà”? Cosa “discrimina l’identità di genere”? La risposta è inquietante: i Sindaci, le Giunte e le Amministrazioni politiche.

Negli ultimi anni, questa legge-bavaglio è servita per censurare manifesti che difendevano la vita, i bambini e la libertà educativa dei genitori. Persino una campagna contro l’utero in affitto è stata rimossa e dichiarata “discriminatoria”. Assurdo.

E i Tribunali? In base a questa legge, hanno confermato le censure e avallato questi vergognosi abusi di potere. Adesso basta!

Firma ora per chiedere al Parlamento una legge che difenda la libertà di espressione anche nelle strade! Le affissioni sociali, come i manifesti pro vita e pro famiglia, devono essere tutelate - con la stessa protezione che l’articolo 21 della Costituzione garantisce alla libertà di stampa.

Quello spazio pubblico appartiene anche a te.

Difendilo.

Firma subito questa petizione:

 

Al Presidente del Senato della Repubblica
Sen. Ignazio La Russa

Al Presidente della Camera dei Deputati
On. Lorenzo Fontana

 

Egregi Presidenti,

il diritto di opinione e di espressione, sancito dall’articolo 21 della Costituzione, è oggi gravemente minacciato dall’art. 23, comma 4-bis del Codice della Strada, che per la sua formulazione vaga e ambigua consente ai Sindaci di censurare e rimuovere i manifesti sociali non conformi all’indirizzo ideologico delle loro amministrazioni.

Si tratta, a tutti gli effetti, di una censura politica, che ha già portato alla soppressione di numerose campagne volte a difendere la vita, i bambini e la libertà educativa dei genitori. Una deriva confermata da discutibili pronunce giudiziarie che hanno avallato tali interpretazioni arbitrarie.

Firmando questa petizione, vi chiedo di spendere il vostro ruolo istituzionale affinché sia promosso un intervento legislativo che garantisca ai manifesti di sensibilizzazione sociale o politica la stessa tutela rafforzata che l’articolo 21 della Costituzione riserva alla libertà di stampa.

La libertà di espressione è un diritto costituzionale, non una concessione politica.

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