06/07/2022 di Chiara Chiessi

Incredibile ma vero. Ora arrivano anche i campi estivi per bambini. . . Lgbt!

Estate? Tempo di campi estivi. Ma per i "bambini LGBT" ci sono campi estivi apposta. Sembra incredibile, ma è vero.

Questi campi – negli Stati Uniti - accolgono appositamente bambini e ragazzi "LGBT" e le loro famiglie per una o due settimane. Le fasce d'età normalmente sono dai 6 ai 18 anni (chiaramente un bambino a 6 anni, che ancora non sa distinguere la destra dalla sinistra, può dire di essere transgender o gay, giusto?) ed accolgono campeggiatori da tutti gli Usa ed oltre.

Nel sito web di uno di questi campi, Camp Brave Trails, che si vanta di aver accolto ragazzi provenienti da più di 30 stati, leggiamo: «La missione di Camp Brave Trails è aiutare i giovani LGBTQ+ a trovare il loro posto e le loro passioni. I campeggiatori entrano in contatto con adulti LGBTQ+ che li sostengono, stringono amicizie per tutta la vita e si divertono come matti! Questo fantastico campo incentrato sulla leadership offre una formazione di prim'ordine su di essa, insieme alle principali attività dei campi con un tocco LGBTQ+, come: tiro con l'arco, teatro, escursioni, lezioni di drag, danza, nuoto, serate di gioco, attività epiche e MOLTO ALTRO! Un grande vantaggio: tutte le cabine e i bagni del campo sono senza sesso!».

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Alcune considerazioni su quanto appena letto: proviamo ad immaginare un ragazzo di 10 anni (se non più piccolo), confuso sulla sua identità, che pensa di essere "femmina" nonostante il suo corpo maschile. Questo ragazzo viene mandato dai genitori in uno di questi campi, dove viene affiancato da un "mentore" adulto, (solitamente si tratta di rinomati attivisti LGBT), che asseconda queste sue tendenze, chiede al ragazzo il pronome con cui vuole essere chiamato (i campeggiatori hanno di solito delle etichette attaccate ai vestiti con l'indicazione del pronome), e lo tratta come se fosse una ragazza. Per di più, il ragazzo in questione durante il campo viene "formato" da questi attivisti partecipando a varie attività e laboratori come "fare coming out alla scuola elementare" oppure "scegliere oggi il mio genere" o "fondare un gruppo LGBT nella mia scuola". Indottrinamento totale, dunque, a danno di chi non è in grado di difendersi.

Infine, per coronare il tutto, le stanze e i bagni in cui alloggiano i campeggiatori sono genderless e divise solo per età. Perciò è ben chiara la promiscuità e le situazioni sgradevoli che si potranno creare. Il tutto con protagonisti, lo ricordiamo, bambini di 10-12 anni o poco più grandi. Sarà chiaro a tutti, dunque, che l'obiettivo dell'agenda LGBT sono non tanto i giovani ma i giovanissimi, i preadolescenti, se non addirittura i bambini (ci sono dei campi LGBT che accolgono anche bambini di 4 anni), indottrinati alla fluidità di genere già alla nascita, a cui viene insegnato come dire ai genitori di essere gay a 6 anni o come far valere i propri diritti LGBT a scuola. Può essere normale una cosa del genere?

Fortunatamente l'Italia non è arrivata ancora a questi livelli. Ma non possiamo nascondere le nostre preoccupazioni per il fatto che i bambini sono sempre più nel mirino di questi attivisti: ricordiamo quanto accaduto ad un centro estivo vicino Bologna, dove ai bambini di 5 anni sono state proposte  attività LGBT per prepararli al gay pride che si sarebbe tenuto il giorno dopo; oppure - due anni fa - nell'ambito di un evento pubblicizzato anche sul sito del Campidoglio, alcune drag queen avrebbero letto favole gender a bambini di tre anni. Tutto questo senza contare l'attacco che sta subendo l'infanzia da parte di multinazionali come la Disney, che propone sempre più cartoni e film LGBT come l'ultimo caso di Buzz Lightyear, in cui è presente un bacio di una coppia lesbica.

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Oltre a puntare sulla normalizzazione della fluidità di genere, per cui non esistono più confini, in questi campi estivi gli attivisti vogliono plasmare le future generazioni, creando nuovi leader LGBT, strumentalizzando bambini insicuri e fragili nelle loro identità per i loro perversi scopi.

 

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