05/07/2026 di Redazione

Ecco chi ha scritto la Guida Lgbt dei pediatri italiani

Un'analisi degli autori, dei legami con Agedo e con le disposizioni, anacronistiche, della WPATH.

Ci sono nuovi, inquietanti dettagli sull’ormai “famosa” - ahinoi - Guida Lgbt pubblicata dalla Società Italiana di Pediatria (SIP)Abbiamo già parlato dei contenuti gender del documentoOltre lo sguardo - Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente”, redatto congiuntamente con l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), ma è altrettanto fondamentale sapere chi davvero ha redatto tale documento e i legami che ci sono con il mondo arcobaleno.

I due enti

La guida che vorrebbe trasformare i pediatri in militanti del movimento LGBT è, come accennato, firmata da due enti. Da una parte la Società Italiana di Pediatria (SIP), ovvero l’ente più autorevole della categoria, che rappresenta circa 12.000 medici. Il suo presidente è il dottor Rino Agostiniani, Direttore dell’Area Pediatria e Neonatologia dell’AUSL Toscana Centro. Dall’altra c’è invece l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), un ente di promozione sociale che raccoglie circa 1.400 pediatri.

LA SIP RITIRI LA GUIDA LGBT - FIRMA QUI LA PETIZIONE

Chi ha scritto, concretamente, la Guida

Per conto della SIP ha lavorato il Gruppo di Studio I Diritti dei Bambini, mentre per conto dell’ACP ha lavorato il Gruppo di Studio Pediatria di Genere. C’è stato poi il contributo della dottoressa Fabiana Santamaria, psicologa dell’Ospedale Federico II di Napoli, mentre in particolare una persona fa parte sia del gruppo di lavoro della SIP che di quello dell’ACP, ovvero Chiara Centenari, gastroenterologa pediatrica. Non sono nomi a caso né di poca importanza. Innanzitutto, infatti, Pro Vita & Famiglia ha appurato che nel 2024 Chiara Centenari ha tenuto una lezione al 79° Congresso della Società Italiana di Pediatria, nella quale ha parlato di “Blocco puberale nell’adolescente con disforia di genere”. Un tema già di per sé eloquente, anche se viene lecito domandarsi a quale titolo, vista la sua specializzazione in gastroenterologia. Ma non solo: quell’edizione del Congresso SIP fu proprio quella che vide l’elezione di Agostiniani come presidente dell’ente.

La collaborazione con Agedo

Per quanto riguarda, invece, più specificamente l’ente di promozione sociale che raccoglie circa 1.400 pediatri di tutta Italia, basta fare un giro sul suo sito per vedere come questa associazione dichiari apertamente di avere una collaborazione strutturale con l’associazione LGBT Agedo per raggiungere i propri obiettivi. Agedo - lo ricordiamo - è parte integrante del movimento LGBT, un’associazione di pressione politica e non certo un ente scientifico né tantomeno neutrale. Ma sul sito c’è anche altro: la sezione “Libri che abbiamo letto e che ci sono piaciutipropone e consiglia volumi dal chiaro contenuto ideologico. Tanto per fare alcuni esempi, infatti, ci sono titoli come: Dovremmo essere tutti femministi; Perché il femminismo serve anche agli uomini; La teologia femminista nella storia; Siamo tutti diversi: per una teologia ‘queer’; Il bambino ‘gender’ creative; Guida informativa su omosessualità e varianza di genere – di Agedo, fonte ideologica; Gender libera tutt*; Maestra, ma Sara ha 2 mamme?; Le famiglie omogenitoriali; Perché hai due mamme? E questi non sono nemmeno la metà dei libri suggeriti dal Gruppo di Studio sulla Pediatria di Genere dell’Associazione Culturale Pediatri.

LA SIP RITIRI LA GUIDA LGBT - FIRMA QUI LA PETIZIONE

L’ideologia comanda

È dunque palese che si tratti di fonti ideologicamente marcate, spesso di autori politicamente schierati (abbondano infatti i libri di Murgia, Lipperini, Vera Gheno e altre trans-femministe) e, in tutto ciò, bisogna necessariamente tornare su un nome già citato, quello della dottoressa Santamaria dell’Ospedale Federico II di Napoli. La guida, come accennato, è stata scritta anche col suo contributo, nonostante non sia una pediatra ma una psicologa e psicoterapeuta. Santamaria fa parte del team che al Federico II di Napoli si occupa di transizioni di genere di minori e, più precisamente, è il primo contatto clinico per gli adolescenti con presunta disforia di genere.

Viene quindi spontaneo chiedersi: quale approccio seguono al Federico II, quando ricevono la richiesta di aiuto di un minore con disagio identitario? Dalle ricerche online risulta che il centro applichi il cosiddetto approccio “affermativo”, secondo le linee guida della WPATH (World Professional Association for Transgender Health). La WPATH è, proprio, la - tristemente - nota associazione privata fortemente orientata in senso ideologico, i cui standard sono stati recentemente criticati e abbandonati da sempre più Stati nel mondo. E c’è di più, perché la dottoressa Santamaria ha contribuito anche all’edizione italiana degli Standard di Cura 8 della WPATH del 2022, in qualità di componente dell’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere.

Tanti, tantissimi dettagli - uno più eloquente dell’altro - che svelano un retroterra ideologico, e spesso anche politico, sicuramente non scientifico, che sta dietro alla redazione della guida per i pediatri dei nostri figli e nipoti. Quella guida di cui Pro Vita & Famiglia sta chiedendo l’immediato ritiro con una petizione nazionale che in pochi giorni ha superato le 28.000 firme.

 

 

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