17/01/2020

Il ministro della famiglia in pressing per una legge sull’omotransfobia

Oggi alle ore 17.00, presso l'Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza di Ferrara, il Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, «parlerà dell'approvazione di una Legge Nazionale contro l'Omotransfobia», come leggiamo in un articolo di Ferrara24ore.it.

«L'iniziativa è promossa da Arcigay, in prima linea nella richiesta di approvazione di una legge che vada a condannare con fermezza ogni forma di omofobia, bifobia e transfobia».

Abbiamo già sentito parlare di proposte di legge regionali contro l’omotransfobia e da esse deduciamo facilmente i pericoli della loro approvazione. Anzitutto, se una legge sull’omotransfobia si limitasse a tutelare dalle discriminazioni le persone con orientamento omosessuale o transessuale, allora dovremmo chiederci perché non approvare leggi che combattano tutte le forme di discriminazione, anche quelle verso altre categorie di persone.

Poi, da un punto di vista giuridico, la percezione delle “vittime” potrebbe portare a innumerevoli denunce per le quali potrà essere difficile, per il giudice, confermare l’oggettività del reato e non sbagliarsi sul reale movente dell'imputato. Ma perchè creare una ulteriore "categoria protetta” all'interno del diritto penale, il quale dovrebbe essere - il più possibile - uguale per tutti?

Seguendo questa logica, si dovrebbero approvare leggi penali per ogni forma di discriminazione, ad esempio quella commessa per motivi legati all'obesità, all'anzianità, alla gravidanza, alle opinioni politiche, ecc. O forse la questione omotransfobia è un modo per distogliere l'attenzione dalle vere discriminazioni diffuse, come quelle contro i disabili che, nonostante alcuni regolamenti, spesso non hanno ore di sostegno garantite a scuola, problemi di accessi e viabilità e nessuna assistenza a domicilio; le discriminazioni contro molte famiglie, derise e messe in difficoltà per aver messo al mondo dei figli. Oppure la discriminazione contro il 70% di malati di tumore che non hanno accesso alle cure palliative come ha denunciato la Federazione delle cure palliative?  O ancora, sarà un modo per offuscare l'emergenza cristianofobia nel mondo che vede la persecuzione di milioni di cristiani? E anche in Italia non mancano casi di questo tipo, come afferma l'Osservatorio sulla intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa. Un esempio fra tanti: quello di Don Matteo Graziola la cui chiesa venne bruciata e lui assalito e picchiato.

Inoltre, come spiegavamo in base ai dati dell'OSCE sugli Hate Crimes e dell'ILGA, senza nulla togliere alla gravità dei singoli casi, l'omofobia «non conosce una diffusione allarmante nel nostro paese». Recentissimi, poi, sono i dati dell'Oscad, che mostrano come le aggressioni per l'orientamento sessuale nel 2019 siano diminuite e come ben più alti siano i numeri dei discriminati per disabilità, etnia, colore della pelle, nazionalità e religione.

Tali proposte di legge, però, sembrano considerare discriminazione non solo la mancanza di rispetto verso chi ha orientamento omosessuale, ma anche il semplice affermare verità scientifiche evidenti, come il fatto che il sesso sia un dato biologico immutabile, che ne esistano solo due, che ogni bambino abbia (e abbia bisogno di) un papà e una mamma.

Sarebbe omofobia, dunque, insegnare ai bambini che tutti i genitori hanno sesso opposto, o esprimersi contro l’introduzione di progetti per l’infanzia e l’adolescenza ispirati all’ideologia gender, o manifestare la propria condanna della pratica barbara dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile e mercifica i bambini.

«Tradotto: mai più la parola a tutte quelle persone che affermano che un bambino nasce dall’unione di un uomo con una donna, via il diritto di opinione e di pensiero, via la verità. Questa è dittatura!», avevano affermato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente di Pro Vita e Famiglia Onlus, a proposito di una analoga proposta di legge regionale in Molise.

Ci si chiede, quindi, se il ministro Fontana è stato più volte tacciato come “pericoloso” perché ha partecipato a eventi e convegni sulla famiglia naturale; perché le stesse persone non sottolineano, adesso, i rischi a cui può portare la presenza del ministro Bonetti ad un evento che porta avanti una proposta di legge che può essere, nel concreto, un vero e proprio bavaglio?

Ribadiamo, a tal proposito, il nostro assoluto ed incrollabile rispetto verso tutti, ma diciamo fermamente “No!” a leggi liberticide e dittatoriali, che metterebbero il bavaglio a chi la pensa diversamente.

 

di Luca Scalise

 

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