18/10/2025 di Redazione

Consenso informato: stop educazione sessuale anche alle medie. Cosa accade ora e perché è una vittoria di Pro Vita

La Commissione Cultura della Camera ha approvato, mercoledì scorso, il disegno di legge Valditara sul consenso informato, introducendo anche un punto fondamentale sull’educazione sessuale, che sarà infatti vietata non solo nella scuola dell’infanzia e primaria, ma anche nella scuola media. Una svolta di buon senso, che mira così a difendere ancora di più la libertà educativa delle famiglie italiane, come in generale vuole fare l’intero Ddl e come da mesi chiede - con una petizione e con una Campagna nazionale - Pro Vita & Famiglia.

Il testo

Il Ddl, emendato e approvato, ha quindi l’obiettivo di imporre alle scuole di chiedere il consenso informato preventivo e scritto dei genitori per ogni attività che riguardi la sessualità, dopo aver messo a disposizione i materiali e indicato chiaramente contenuti, obiettivi, relatori ed esperti chiamati ad intervenire. Inoltre, le scuole dovranno garantire attività alternative per chi non desidera partecipare, e ogni progetto dovrà essere supervisionato da un docente. Infine, ogni esperto esterno o associazione che entra nelle classi dovrà essere approvato dal collegio docenti e dal consiglio di istituto, con criteri chiari di trasparenza, competenza, coerenza e rispetto dell’età degli studenti. 

Cosa succede ora

È quindi un testo che, se diventerà effettivamente legge, metterà finalmente fine all’anarchia educativa che negli ultimi anni ha permesso a troppe associazioni ideologiche di entrare nelle scuole italiane, soprattutto a chi ha usato questi progetti come un vero e proprio “Cavallo di Troia” per parlare di “identità fluida”, “transizione di genere”, “favole gay” o “utero in affitto” a bambini e ragazzi, spesso senza che i genitori ne sapessero nulla. La strada però non si è conclusa qui, ma anzi, siamo solo all’inizio. Dopo l’approvazione in Commissione, infatti, il disegno di legge arriverà ora, nel giro di qualche settimana, all’Aula della Camera dei Deputati per la discussione generale e la successiva votazione, anche qui con eventuali emendamenti. Sarà il prossimo passo verso l’approvazione, prima del passaggio al Senato.

Una vittoria di Pro Vita & Famiglia

Questa approvazione è una prima, grande vittoria di Pro Vita & Famiglia onlus, che da anni chiede con determinazione una legge per la libertà educativa delle famiglie. Non è un caso che molti punti del Ddl Valditara coincidano con le proposte avanzate pubblicamente dall’associazione, che ha guidato questa battaglia culturale e politica con una serie di iniziative capillari e concrete. Non solo l'attività costante di denuncia del gender nelle scuole di questi anni, ma in particolare a partire da febbraio 2025, quando la onlus ha lanciato la campagna nazionale “Mio Figlio No – Scuole Libere dal Gender”, che ha acceso i riflettori su ciò che accadeva nelle aule italiane. Ne è poi seguita una petizione popolare, che in questi mesi ha raccolto quasi 50.000 firme di cittadini indignati contro l’indottrinamento ideologico e favorevoli a una legge sul consenso informato, stessi dettagli - tra l’altro - emersi da un sondaggio nazionale commissionato a Noto Sondaggi. Alla campagna si sono affiancati manifesti e affissioni in tutta Italia, con le immagini - generate dall’AI - di bambini e adolescenti e alcune frasi tratte da vere segnalazioni di genitori: «Oggi a scuola un attivista Lgbt ha spiegato come cambiare sesso», «Oggi a scuola ci hanno letto una favola in cui la principessa era un uomo», «La mia scuola ha permesso anche ai maschi di usare i bagni delle femmine».

Nel frattempo, Pro Vita & Famiglia ha continuato ogni giorno a denunciare pubblicamente i progetti gender, la carriera alias e la propaganda ideologica che sempre più spesso entrano a scuola travestiti proprio da educazione sessuale e all’affettività. Un lavoro di informazione che ha trovato eco anche nelle sedi istituzionali. Fondamentali, infatti, sono state anche le audizioni in Commissione alla Camera, durante le quali i responsabili della onlus hanno spiegato come senza consenso informato i bambini rischiano di diventare «cavie dell’ideologia». Sempre nelle audizioni sono stati proposti miglioramenti al testo di legge e sottolineato la necessità di restituire alla scuola la sua vera missione educativa, libera da ogni indottrinamento culturale. Durante le stesse audizioni, un ruolo decisivo è stato quello del deputato Rossano Sasso (Lega), relatore del Ddl, che ha portato le prove concrete della presenza del gender nelle scuole italiane, mostrando in Commissione i libri e i materiali, alcuni tratti dal dossier “Gender a scuola” di Pro Vita & Famiglia. Un gesto forte e simbolico, che ha smascherato chi ancora negava l’evidenza. Dunque è anche grazie a tutto questo lavoro — alla mobilitazione, alla documentazione, alle pressioni politiche — se oggi possiamo parlare di una prima vittoria: una legge che finalmente tutela la libertà educativa delle famiglie e la purezza educativa dei nostri figli.

Ma non è finita…

Appunto una prima, ma non definitiva, vittoria. Perché? Perché ora, come detto, il disegno di legge Valditara dovrà essere discusso e approvato in Aula alla Camera, e ci si augura che ciò avvenga in tempi rapidi, senza intoppi e soprattutto senza stravolgimenti. È fondamentale che il testo resti intatto, senza che vengano inseriti emendamenti - e la Sinistra non aspetta altro, poiché ha già provato a farlo in Commissione - che ne snaturino il senso o ne indeboliscano la portata. I partiti di opposizione, infatti, hanno mostrato negli ultimi mesi una vera e propria “furia Lgbt”, tentando di screditare la legge, di sabotarla e annacquarla e di negare il diritto dei genitori a scegliere. Non è un mistero che alcune forze politiche vogliano spalancare ancora di più le porte dell’ideologia gender nelle scuole italiane, proprio mentre le famiglie chiedono trasparenza, rispetto e buonsenso. Inoltre non dimentichiamo che l’approvazione della Camera sarà solo il primo dei due passaggi di una legge: sarà poi la volta del Senato, dove il testo dovrà seguire lo stesso iter legislativo. Solo quando anche i senatori daranno il via libera definitivo, senza modifiche, potremo davvero parlare di una vittoria piena e definitiva per la libertà educativa e per tutte le famiglie italiane.

Per questo è indispensabile continuare a sostenere la battaglia: firmare e diffondere ancora la petizione “Mio Figlio No”, sostenere l’azione di Pro Vita & Famiglia e tenere alta l’attenzione. La scuola deve tornare a essere luogo di istruzione, non di ideologia e non si possono fare passi falsi. Ne va del bene di bambini e adolescenti e dei diritti dei loro genitori.

 

 

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