Il consenso informato - sulla cui obbligatorietà in caso di progetti su sessualità e affettività si voterà nei prossimi giorni in Senato - può comunque essere messo in pericolo se si insabbiano i contenuti. Un caso esemplare è quello emerso presso l’Istituto Comprensivo Santorre di Santarosa a Savigliano, in provincia di Cuneo. Ma cosa è successo esattamente? Ebbene, i genitori degli allievi di questa scuola piemontese hanno dovuto prendere atto della presenza in aula del Circolo Maurice Lgbt, i cui rappresentanti sono stati definiti «formatori» in una circolare d'istituto che convocava una riunione con i genitori per la data dello scorso 2 marzo. Per l’occasione veniva annunciato, per i ragazzi frequentanti la terza media, un «percorso di educazione all’affettività, sessualità e rispetto», previsto per le settimane successive, che si sarebbe soffermato in particolare sugli «aspetti legati alle emozioni in età adolescenziale e alla fisiologia del corpo in cambiamento». Per l’occasione, inoltre, ci sarebbe stata anche una «riflessione sul concetto di conoscenza di sé e di consenso come diritto della persona a esprimersi».
L’associazione Lgbt
Nell’apposita scheda informativa del progetto - i cui dettagli, come segnalano alcuni genitori a Pro Vita & Famiglia, non sono arrivati alle famiglie - gli obiettivi del Circolo Maurice sono presentati in modo piuttosto esplicito: si tratta di «un’associazione di iniziativa politica, sociale e culturale nata nel 1985, federata all’Arci, nonché del più antico gruppo Lgbtq+ di Torino. La sua attività - si legge - è finalizzata a combattere il pregiudizio e la discriminazione, con particolare attenzione al diritto alla libera espressione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, nella convinzione che la liberazione della sessualità riguardi l’umanità intera». L’associazione rivendica inoltre «l’eredità del movimento femminista e Lgbtq+» e ritiene che «dal confronto di soggettività diverse - secondo il principio della mixité - nascano idee e ricchezza».
L’azione di Pro Vita & Famiglia
Da parte sua, Generazione Famiglia - il braccio operativo di Pro Vita & Famiglia all’interno del mondo scolastico - ha denunciato la cosa e chiesto spiegazioni in una lettera indirizzata al dirigente scolastico dell’Istituto “Santorre di Santarosa” e, per conoscenza, al direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e al sottosegretario del medesimo dicastero Paola Frassinetti. L’associazione si è infatti subito attivata per chiedere che fossero comunicati: i criteri adottati per l’affidamento al Circolo Maurice; l’iter di approvazione del progetto (Consiglio d’Istituto/Collegio docenti/Commissione); educatori, professionisti ed esperti che interverranno, indicando quindi nominativi e curriculum; eventuali supporti didattici utilizzati, dunque libri, video, slide; questionari e test somministrati.
Inoltre, nella lettera, l’associazione ha chiesto delucidazioni sulla progettazione dell’iniziativa, dunque per sapere quali saranno gli obiettivi e le strategie per raggiungerli; quale sarà la bibliografia di riferimento e ha chiesto garanzie che non saranno trattati temi relativi alla sessualità, all’orientamento sessuale, all’identità di genere o ai cosiddetti “diritti civili” o a modelli relazionali e familiari alternativi a quelli costituzionali, visto che sono ambiti che competono esclusivamente alla responsabilità educativa della famiglia, e la garanzia che, in mancanza del consenso scritto dei genitori, sia garantita un’attività alternativa non penalizzante.
La mancanza del consenso informato
La scuola in oggetto ha effettivamente predisposto - come risulta da una circolare indirizzata ai genitori degli alunni delle classi terze - attività alternative «qualora le famiglie non intendessero autorizzare la partecipazione del/la proprio/a figlio/a al percorso, nelle giornate in cui si svolgeranno gli incontri del progetto», ma il documento non sembra rispettare i criteri di un vero e proprio consenso informato, bensì quelli di una semplice autorizzazione, in quanto non vengono riferiti elementi essenziali del progetto stesso, a partire dall’identificazione dei formatori e dai contenuti da trattare in classe, oltre alla mancata richiesta di approvazione dello stesso, da parte di entrambi i genitori.
Alla richiesta di maggiori informazioni riguardo al progetto, rispetto a contenuti, materiali e bibliografia utilizzati, oppure riguardo al curriculum dei “formatori”, non è stato specificato nulla. La Dirigente semplicemente si è limitata a sottolineare l’approvazione del percorso da parte dei vari organi interessati, anche se tutto ciò appare di dubbia trasparenza, poiché l’iniziativa è stata presentata inizialmente come progetto di “educazione al rispetto” e non di educazione affettivo sessuale.
Finanziato e promosso completamente dalla Consulta Pari Opportunità del Comune di Savigliano, e inserito in un percorso pluriennale (di minimo 5 anni), questo progetto ha come obiettivo la formazione di bambini e bambine delle classi quarte e quinte della primaria, oltre che di genitori e insegnanti. In particolare, i percorsi con i bimbi hanno come focus quello di «contrastare gli stereotipi prima che vengano interiorizzati definitivamente», attraverso la «lettura di brani, giochi di ruolo e visione di video», come viene tra l’altro specificato nel progetto “Rispettiamoci” che sarebbe stato approvato.
La testimonianza di una madre
La madre di un alunno ha riferito a Pro Vita & Famiglia che «non è stato spiegato nei dettagli il progetto: è stato solo detto che si svolgeranno 5 ore in tutto; tre con una psicologa e due ore con il Circolo Maurice». Al contempo, la madre ha confermato che «non si è parlato dei contenuti e l’intervento del Maurice è stato palesemente e volutamente molto stringato, tra l’altro parlando ai bambini solo al femminile, dicendo soltanto “le bambine”».
Un caso, dunque, che sembra palesemente avere i tratti dell’ennesimo progetto senza trasparenza e, dunque, in barba a tutti i principi già vigenti relativi al consenso informato e a quelli di - si spera - imminente approvazione.