Sulla scuola si sta giocando una partita fondamentale per il futuro, l’educazione e il benessere di bambini e adolescenti. Una partita che non può essere persa, perché ciò significherebbe spalancare le porte alle ideologie, che quindi avrebbero carta bianca per fare propaganda proprio sui nostri figli. In queste settimane, infatti, si è arrivati a un punto di svolta per quanto riguarda il disegno di legge sul consenso informato obbligatorio dei genitori, in particolare per quanto riguarda proprio tutti quei progetti potenzialmente non adatti agli studenti e che sono frutto della martellante Agenda Lgbt.
Un punto di svolta rappresentato dagli emendamenti in discussione in sede di Commissione, prima che un testo definitivo possa così approdare in Aula. E la Sinistra sta facendo di tutto per annacquare il più possibile il testo, in particolare cercando di togliere dalla futura norma l’affettività. Cosa vuol dire? Beh significa che se il consenso informato dovesse coprire solo i progetti legati all’educazione sessuale ma non anche quelli sull’educazione affettiva, le associazioni arcobaleno avrebbero lo stesso il campo libero per propugnare nelle scuole dei nostri figli e i nipoti la propria agenda gender, praticamente passando dalla finestra ciò che non si è riusciti davvero a vietare del tutto.
Un pericolo troppo grande, che l’Italia non può permettersi di correre, ecco perché come Pro Vita & Famiglia onlus chiediamo l’aiuto di quanti vorranno sostenerci con una donazione per intensificare la nostra azione di pressione sui parlamentari di maggioranza affinché questo disegno di legge non venga in alcun modo né stravolto né annacquato.
L’ultima prova di questa follia gender la abbiamo avuta qualche giorno fa, a Torino, dove agli studenti di un liceo è stato proposto uno spettacolo teatrale intitolato “I Monologhi della v*gina”. Sì, avete letto bene. Nello spettacolo, patrocinato da enti istituzionali locali, sono stati affrontati temi che spaziano da rapporti sessuali a tradimenti coniugali, da gemiti simulati sul palco a figure di prostitute dominatrici, fino a dialoghi fra bambine e i loro organi genital Contenuti depravati e inadeguati, mostrati in nome di un presunto “percorso educativo”.
Una mamma, sconvolta, ci ha scritto chiedendoci di intervenire: «Mi chiedo quale sia il fine educativo di tutto questo. Vi prego di agire prima che mio figlio debba assistere a uno spettacolo del genere». Ecco perché abbiamo subito scritto alla scuola e al Ministero per chiedere se le famiglie fossero state informate, ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Ecco, dunque, cosa accade quando si introduce nelle scuole la cosiddetta “educazione all’affettività” o “educazione all’identità di genere” senza regole né limiti ed ecco perché come Pro Vita & Famiglia abbiamo subito denunciato pubblicamente il caso e, nel mentre, facciamo pressione sul Parlamento affinché approvi il disegno di legge sul consenso informato dei genito.
Ora, come detto, la partita si gioca in Commissione Cultura alla Camera, nella fase cruciale degli emendamenti al testo base del disegno di legge.
Il testo che uscirà da qui andrà in Aula: se è debole adesso, rischia di essere inutile domani. E qui sta il problema: oggi il disegno di legge prevede il consenso obbligatorio dei genitori solo per l'educazione sessuale, non per l’educazione affettiva.
Domani basterà chiamare gli stessi progetti ideologici come “educazione affettiva” e le famiglie resteranno di nuovo senza voce! Noi stiamo chiedendo regole chiare e vincolanti: consenso informato anche per l’affettività, informazione dettagliata e preventiva alle famiglie, diritto di non partecipare garantito.
Ecco perché mentre il centrosinistra spinge per boicottare la legge, Pro Vita & Famiglia tiene la linea in Parlamento e fuori, perché questa legge protegga davvero la libertà educativa. Se oggi si parla di consenso informato è perché abbiamo portato la voce dei genitori dove altri non hanno osato, ma non possiamo fermarci adesso.
Le lobby ideologiche sono potenti, organizzate, sostenute da fondi pubblici e internazionali. Noi abbiamo solo la forza della verità e la voce di si schiera al nostro fianco pe continuare a difendere i bambini e la libertà educativa.
Tutto il team di Pro Vita & Famiglia sta infatti lavorando ogni giorno per: raccogliere e verificare segnalazioni come quella di Torino; portare questi casi sui media e in Parlamento, costringendo la politica a reagire; ottenere finalmente una legge che protegga i minori e riconosca ai genitori il diritto di sapere e di scegliere.
Prendersi cura della scuola significa custodire il luogo dove nasce la coscienza: il consenso informato non è un cavillo, è il confine tra educazione e indottrinamento, tra rispetto e abuso di potere. Se si arretra su questo confine oggi, domani sarà troppo tardi.
Dunque chi, se non i genitori, deve avere l’ultima parola su ciò che entra nella mente dei figli? È da questa consapevolezza che ricomincia tutto.
Dona e permettici di portare avanti con coraggio la voce delle famiglie dentro le aule parlamentari.
Dona ora in sicurezza tramite Carta o PayPal
Se preferisci, puoi aiutarci anche così:
Bonifico bancario
Intestato a: Pro Vita e Famiglia Onlus
Banca: Intesa San Paolo
Causale: Campagna contro Gender scuole
IBAN: IT65 H030 6905 2451 0000 0000 348
Bollettino postale
Intestato a: Pro Vita e Famiglia Onlus
Causale: Campagna contro Gender scuole
Conto corrente: 1018409464