Una novità di portata storica ha segnato in questi giorni il mondo della scuola italiana. Per la prima volta, infatti, nel Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) fanno ufficialmente ingresso rappresentanti proposti dal mondo delle associazioni dei genitori. Un passaggio atteso da anni, che dà finalmente voce diretta alle famiglie in uno degli organi centrali del sistema educativo nazionale.
Cos’è il CSPI
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, noto con l’acronimo CSPI, è l’organo collegiale nazionale di consulenza del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Non ha potere decisionale, ma svolge una funzione strategica perché esprime pareri obbligatori, seppur non vincolanti, su regolamenti, decreti, ordinamenti scolastici, programmi, linee guida e sulle grandi riforme che incidono sull’intero sistema scolastico. Proprio per questo viene spesso definito una sorta di “parlamento della scuola”. Al suo interno siedono rappresentanti del personale scolastico, dei dirigenti, degli studenti e, fino ad oggi, mancava in modo strutturale e riconosciuto la presenza delle famiglie, nonostante il loro ruolo centrale nell’educazione fosse già sancito dalla Costituzione.
Chi sono i genitori nominati
I tre rappresentanti dei genitori nominati nel CSPI sono Gianni Vicari, Giuseppe Richiedei e Vincenzo Falabella. Si tratta di figure proposte dal mondo delle associazioni genitoriali e poi scelte e nominate dal Ministro dell’Istruzione in attuazione di una norma di legge recentemente approvata. Sono professionisti della formazione e dell’impegno sociale, con una lunga esperienza maturata nel dialogo tra scuola e famiglie. Uno dei tre ha inoltre esperienza nel mondo della disabilità, come previsto dalla nuova disciplina, a conferma dell’attenzione verso le esigenze educative più delicate.
Il ruolo del FONAGS
Alla base di questo passaggio c’è anche il lavoro del FONAGS, ovvero il Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola, organismo consultivo del Ministero che riunisce le principali realtà associative dei genitori e che rappresenta un tavolo permanente di confronto tra istituzioni e famiglie. Del FONAGS fa parte anche Generazione Famiglia, il braccio operativo nel mondo della scuola di Pro Vita & Famiglia, impegnata da anni nella difesa della libertà educativa e del primato educativo dei genitori. Insieme a Generazione Famiglia, anche altre associazioni come Age, Articolo 26, Faes e Moige hanno espresso apprezzamento per la nomina di Vicari, Richiedei e Falabella, definendola un momento di portata storica per il sistema scolastico italiano. Per la prima volta, infatti, i genitori, spiegano le associazioni in una nota congiunta «potranno dare voce e forza alle istanze dei genitori direttamente nel principale organo consultivo che riguarda l'intero sistema della scuola pubblica, che dopo la riforma di 25 anni fa dall'allora ministro Berlinguer, è costituita da scuole pubbliche a gestione paritaria o statale». Sempre secondo le associazioni, «Vicari, Richiedei e Falabella sono chiamati a svolgere un duplice ruolo di grande responsabilità: da un lato, portare innovazione nelle politiche educative nazionali; dall'altro, garantire che la centralità del ruolo educativo delle famiglie, sancito dalla Costituzione, trovi piena espressione nelle scelte del consiglio superiore della pubblica istruzione».
La libertà educativa al centro
Quello che ci si augura, inoltre, è che questa svolta possa essere un primo segnale importante di come il mondo della scuola stia già migliorando in tema di libertà educativa dei genitori. Sappiamo, infatti, quanto c’è in gioco sul tema e quanto proprio questo argomento sia oggi di estrema attualità con la discussione, in Senato, del Ddl Valditara sul consenso informato preventivo dei genitori per quanto riguarda i progetti extracurriculari su sessualità e affettività. La libertà educativa delle famiglie, infatti, non può in alcun modo essere oggetto di compromessi, tantomeno quando a metterla a repentaglio sono progetti di dubbia utilità e moralità, spesso mascherati sotto la giusta causa della lotta al bullismo e alle discriminazioni, ma che poi si rivelano essere volano di ideologie.