07/03/2016

[VIDEO] Eutanasia da 15 anni: in Belgio ora è un disastro

Alla Camera si discute di eutanasia e testamento biologico. Dopo le unioni (in)civili, infatti, l’ulteriore tassello per traghettare l’Italia nel cosiddetto mondo civile, moderno e progredito, è l’introduzione della “buona morte” o “morte degna”.

Peccato però che nei Paesi in cui da anni l’eutanasia è legale le conseguenze sono tutt’altro che positive.

Abbiamo detto più e più volte (vedi ad esempio qui, qui e qui) che, aperta la falla nella diga, per quanto piccola, prima o poi arriverà l’inondazione. Quello dello slippery slope (ovvero il “piano inclinato”) non è un rischio eventuale, ma una certezza, riscontrabile in tutti i casi in cui si è ceduto all’eutanasia.

Su LifeSiteNews apprendiamo di un documentario, ancora in lavorazione, che dimostra i devastanti risultati di 15 anni di eutanasia legale in Belgio, soprattutto dal punto di vista culturale.

Vulnerabile: l’inganno eutanasia è il titolo. Alla fine dell’articolo potrete vederne alcuni estratti (in inglese).

Il video raccoglie testimonianze strazianti che, unite ad analisi mediche e legali rivelano la triste verità sull’eutanasia e sul suicidio assistito: tutti possono diventare vulnerabili quando le questioni attinenti alla vita e alla morte vengono messe totalmente nelle mani di legislatori e medici.

Consigliamo ai nostri parlamentari – che stanno discutendo in Commissione se e come introdurre o meno una legge sull’eutanasia – di prendere visione di questo documentario. Sanno a cosa porterebbe una normativa simile? Si rendono conto delle conseguenze cui andremmo incontro? È giusto, come già accade in Belgio, che i medici abbiano il diritto di uccidere i loro pazienti?

Il documentario e la campagna ad esso collegata è sono frutto del lavoro di Euthanasia Prevention Coalition, in collaborazione con Sun Media & Entertainment, ed è stato possibile grazie al sostegno economico di generosi donatori.

È giunto anche per noi italiani il momento di combattere per riaffermare e difendere il diritto alla vita sino al suo termine naturale. Di propaganda pro-eutanasia ne è stata già fatta molta, spesso subdolamente. Ma nei prossimi mesi diventerà ancora più intensa. Bisogna saper reagire. D’altra parte, la realtà dei dati, la ragione ed il buon senso stanno dalla nostra parte. Senza cedimenti e senza complessi, dobbiamo ribadire la verità. Anche perché si può vincere, come accaduto in Inghilterra.

La nostra è una battaglia di civiltà contro la barbarie. Non vogliamo tornare al III Reich.

Redazione

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