21/02/2017

UNAR e orge LGBT: dimissioni Spano, reazioni della politica

Dopo la denuncia delle Iene e i dettagli rivelati da ProVita e da Adinolfi, Spano, direttore dell’UNAR si è dimesso. 

Dal mondo della politica non sono mancate le reazioni forti.

Il Corriere.it riporta che «Maurizio Gasparri di Forza Italia chiedeva, oltre alle dimissioni di Spano, una netta presa di distanza del presidente del Consiglio da tutta la vicenda; il gruppo Democrazia solidale-Centro democratico alla Camera sta preparando un’interpellanza parlamentare contro questo “bordello mascherato da circolo culturale”.  Aldo Di Biagio, di Area Popolare punta il dito sulla “superficialità con cui si sono gestiti e assegnati i fondi pubblici”. Eugenia Roccella di IDEA conclude:“Le Iene hanno scoperchiato una situazione di illegalità e prostituzione su cui addirittura si lucra. Di questa situazione è la Presidenza del Consiglio a dover rispondere”. Pronti ad un’interrogazione anche i Cinque Stelle mentre i parlamentari della Lega chiedono un intervento della magistratura.

Su La Repubblica.it, Carlo Giovanardi di IDEA, ricorda che il Governo deve spiegare «come sia possibile che l’Unar, che per legge dovrebbe interessarsi soltanto di discriminazioni razziali ed etniche, si sia convenzionato con decine di associazioni Lgbt. Giovanardi, fra gli altri, cita circoli e associazioni come Mario Mieli, Arcigay, Cirses.

Il presidente del Consiglio deve pure spiegare perché sia stato messo a dirigere l’Unar il dott. Francesco Spano, che non è dipendente pubblico, ma esterno alla Presidenza del Consiglio, così come è stato chiamato recentemente a ricoprire l’incarico di responsabile dei rapporti con il mondo cattolico un altro esterno alla presidenza, Benedetto Zacchiroli, notoriamente militante del circolo Gay il Cassero di Bologna».

Anche l’europarlamentare Lorenzo Fontana vicesegretario della Lega Nord chiede la «chiusura immediata dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali». in un comunicato stampa di ieri sera si legge che «Fontana ha anche portato il caso in Europa: in un’interrogazione segnala alla Commissione europea i fatti e chiede di avviare ‘accertamenti’ sull’utilizzo dei fondi pubblici. “Sarebbe uno scandalo se venisse accertato che con i soldi dei cittadini il Governo italiano finanzia associazioni che fanno business sessuale spacciandolo per ‘attività culturali’. Auspichiamo che, sul tema, si attivi anche la magistratura”».

Richiesta analoga da Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia):  «Chiediamo che l’Unar, venga chiuso oggi stesso. L’Italia non ha alcun bisogno di un ufficio che con una mano finanzia un’associazione gay nei cui circoli si consumerebbero rapporti sessuali a pagamento e con l’altra scrive lettere ai parlamentari per censurare il loro pensiero [due anni fa ricevette richiamo scritto dall’Unar, per i toni utilizzati in pubblico sul tema dell’immigrazione]». Dalla sua bacheca Facebook  tuona: «Non un euro in più delle tasse degli italiani deve essere buttato per pagare lo stipendio a dei signori, come il direttore dell‘Unar Francesco Spano, che in evidente conflitto d’interessi assegnano decine di migliaia di euro di soldi pubblici ad associazioni di cui sono soci».

E il Governo?

Adnkronos pubblica una nota di Palazzo Chigi«Le dimissioni vogliono essere un segno di rispetto al ruolo e al lavoro che ha svolto e continua a svolgere l’Unar». Si promettono indagini, ma evidentemente ti tende a gettare acqua sul fuoco: i libretti per l’indottrinamento gender nelle scuole (essi pure stampati e pagati con i soldi nostri, ma “nessuno ne sapeva niente”) e lelinee guida per i giornalisti, in cui per esempio di dice di non usare termini come “utero in affitto”, fanno parte di quel “lavoro svolto” che merita “il rispetto” dell’attuale Governo.

Redazione

 




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