20/12/2021

Un Dono per la Vita, un regalo sotto l’albero per famiglie coraggiose e in difficoltà

Alla fine di questo 2021, con l’avvicinarsi del Natale, torna l’iniziativa “Un Dono per la Vita”, di Pro Vita & Famiglia, che oltre due anni fa, nel settembre del 2019, è nata per aiutare genitori e madri in difficoltà economiche o sociali.

Come ormai di consueto, quindi, questo pomeriggio sono stati consegnati – nella sede romana di Pro Vita & Famiglia e nel rispetto di tutte le norme di sicurezza anti-Covid – un Kit Trio (in particolare con il passeggino, la navicella e l'ovetto cioè il seggiolino auto) oltre ad una scorta di pannolini, ciucci e biberon per aiutare le famiglie a far fronte ai circa 1500 euro che di media si spendono in Italia per far fronte, solo nel primo periodo, alla nascita di un figlio.

A ricevere il “Dono per la Vita” 12 famiglie, per un totale di 14 bambini (due le coppie di gemellini). E tante, diverse, le storie di difficoltà ma anche amore per la vita che accomunano tutte queste giovani e coraggiose donne.

Come Mihaela, originaria della Romania che aspetta il terzo bambino; Pachama Paucar Gina dell’Ecuador, al quinto mese di gravidanza, Vincent Blessing, giovane nigeriana di 29 anni al quarto mese e al primo figlio e Yissel Maholy Paz, originaria dell’Honduras, in attesa di una bambina.

O anche la storia di Roberta, giovanissima di 22 anni, anche lei proveniente dalla Romania, che nonostante alcuni seri problemi di salute ha deciso ugualmente di accogliere un figlio che nascerà tra pochi giorni, a fine dicembre. Attesa gemellare, invece, per Edomwonyi Happy, anche lei nigeriana, al quinto mese di gravidanza, e sta aspettando due maschietti; così come un parto gemellare attende Lorena Rojas e il marito, entrambi originari del Peru.

E poi le giovani Zaklina italianae di origine serbe e le italiane Maria Chiara, Sabina e Desireè, quest’ultima – che ha ritirato il dono insieme al marito – in attesa della quarta figlia. Tutte donne, dunque, con difficoltà diverse - economiche o di integrazione per chi non è italiana - ma tutte con la stessa voglia di accogliere delle nuove vite. «Integrarsi non è facile – racconta Blessing – e la pandemia ha reso tutto ancora più complicato e difficile. Non ho un lavoro e sarebbe impossibile trovarlo con il pancione e con il virus, questo aiuto è fondamentale per me». La politica, secondo alcune di loro, «fa poco o quasi nulla. Arriva qualche aiuto economico, è vero – precisano – e va bene per le prime settimane dopo il parto, ma i soldi e i beni per il bambino servono anche nei mesi successivi».

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