11/07/2017

Pillola Norlevo, Polonia, salute delle donne

The Guardian, con tutta la stampa on line e cartacea intrisa di cultura della morte ha aspramente criticato la legge polacca promulgata nelle scorse settimane dal Presidente Duda, che circoscrive l’utilizzo della “pillola del giorno dopo” alle donne che abbiano consultato un medico.

Insomma, per poter acquistare un medicinale pericoloso per la salute della donna e che – in caso di avvenuto concepimento del giorno prima – provoca un aborto è necessaria la ricetta medica.

Certo che i cultori della morte si stracciano le vesti: qui da noi le pillole abortive sono spacciate per contraccettive (con una contraffazione plateale dei foglietti illustrativi – dei veri “bugiardini”, anzi “bugiardoni”) e si vendono anche alle ragazzine come fossero caramelle, senza dar peso agli effetti collaterali estremamente pericolosi e dannosi anche per la salute delle donne. Questo vale sia per la Norlevo (pillola del giorno dopo), sia per ellaOne (pillola dei 5 giorni dopo) e per tutte le pillole anticoncezionali. E il rischio cresce esponenzialmente quanto più si prendono queste pillole ordinariamente e continuamente (potete approfondire qui, e qui).

Questo negare pervicacemente la realtà, questo voler far male alle donne, con l’illusione di “liberarle”, è uno degli scandali più mostruosi che si sta compiendo sotto gli occhi di tutti, dagli anni ’60 in qua, quando è stata inventata la pillola Pincus, che pure di effetti collaterali ne comporta parecchi e che – anche essa – può avere effetto antinidatorio, cioè può provocare l’aborto, quando non funzionasse l’effetto anti – ovulatorio.

Qualche femminista (assolutamente “laica”), qualche persona intelligente, che non si fa incantare dalle sirene del politicamente corretto, qualche donna che ha davvero a cuore la salute delle donne, ci ha provato di tanto in tanto a denunciare lo scandalo.

Scatta immediatamente la censura mediatica, l’ostracismo e l’emarginazione culturale.

Abbiamo parlato del libro di Holly Grigg-Spall, abbondantemente silenziato e censurato dal potere mediatico del mainstream politicamente corretto. Abbiamo più volte pubblicato articoli scientifici che denunciano i pericoli cui la contraccezione – anche “leggera” – espone la salute femminile.

#MyPillStory , invece, mette a nudo sul web – finalmente – gli effetti collaterali e le controindicazioni della pillola per bocca delle testimonianze dirette delle donne che ne hanno fatto uso (ne abbiamo scritto anche qui).

La giornalista britannica, Holly Brockwell, ha twittato la sua frustrazione: la pillola le ha causato vertigini, vomito, problemi della pelle, sanguinamento e dolore. La donna chiedeva al servizio sanitario nazionale la sterilizzazione, quindi non era certo indotta da questioni morali a denunciare i malanni che le causava la contraccezione orale. Sentiva anche uno strano dolore a una gamba e temeva che la pillola le avesse procurato un coagulo di sangue pericoloso.

Non posso prendere la pillola perché mi dà l’emicrania, sbalzi d’umore e aumento di peso,” ha scritto Kate Bevan. E un’altra testimonianza:” Con la pillola, non solo sentivo il mio corpo “estraneo”, ma poi ho iniziato a vomitare ogni ora…”

Gli effetti collaterali dei contraccettivi orali, del resto,  sono ben documentati: il rischio di coaguli di sangue – quindi ictus e paralisiperdita di capelli , maggiore possibilità di malattia di Crohn e il restringimento del cervello, il cancro al seno , l’indurimento delle arterie , aumento del rischio di glaucoma   e cancro del collo dell’utero, depressione, perdita di capacità empatiche,

E infatti nei messaggi di  #MyPillStory si legge chi accusa mal di testa, sbalzi d’umore gravi, nausea, vomito e problemi autoimmuni.  Non mancano i problemi psicologici: depressione, apatia, dissociazione, letargia, rifiuto di provare cose nuove…  Qualcuna ha anche scritto che è stata presa da istinti suicidi, per giorni e giorni. Un’altra donna scrive: ” Ho preso la pillola per un anno prima di rendermi conto di quello che mi stava facendo: stavo cominciando ad odiare la mia femminilità.”

Ha preso la pillola a 18 anni. Piangevo tutti i giorni. Ero ansiosa, non avevo più libido… è tutto passato appena ho smesso”, scrive un’altra donna. E un’altra:”Mi ha fatto perdere la testa. Non ero più io. Avevo idee suicide e avevo tanta paura. “

Fermiamoci qui. Fermiamoci alle conseguenze psico fisiche della contraccezione orale. Ci sarebbe da dire anche molto sul fatto che il separare l’atto sessuale dalla procreazione abbia favorito la strumentalizzazione della donna, ridotta più facilmente a oggetto di piacere (senza la “seccatura”, per l’uomo, che poi magari “gli resta incinta”…).

Ma questo è un altro di quei temi tabù, che davvero nessuno vuol sentir trattare.

Magari anche da noi la pillola Norlevo tornasse ad essere vendibile solo con ricetta medica: vorrebbe dire che davvero qualcuno ha a cuore la salute delle donne.

Redazione


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