Il 15 giugno 2026 la Società Italiana di Pediatria (Sip) e l'Associazione Culturale Pediatri (Acp) hanno pubblicato "Oltre lo sguardo. Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente".
Un documento rivolto ai circa 12mila pediatri rappresentati dalla Sip che invita ad adottare un "approccio affermativo", a usare "nomi e pronomi elettivi", a sostenere l'"affermazione sociale" del genere già in età prepuberale, a esporre negli ambulatori poster con logo arcobaleno e a eliminare le parole "padre" e "madre" dalla modulistica.
Pro Vita & Famiglia ha contestato immediatamente l'impianto ideologico del documento, lanciando una petizione nazionale per chiederne il ritiro che ha superato le 42.000 firme e protestando con un presidio davanti alla sede della Presidenza della Sip.
Ma la nostra critica non è rimasta isolata.
L'Istituto Superiore di Sanità ha smentito di aver autorizzato la presentazione della guida presso la propria sede, come si leggeva, invece, sui siti istituzionali di Sip e Acp (riferimenti frettolosamente eliminati dopo il comunicato dell'ISS).
La Garante per l'infanzia e l'adolescenza Marina Terragni è intervenuta con osservazioni definite "sconcertanti" sul caso, riportato dalla guida stessa, di un bambino di tre anni per il quale si ipotizza l'attivazione della Carriera Alias già alla scuola materna.
Quattro interrogazioni parlamentari hanno investito il ministro della Salute Schillaci. E oltre 500 professionisti sanitari hanno sottoscritto un appello chiedendo alla Sip di rivedere il documento.
La difesa di Sip e Acp
Il 27 luglio Sip e Acp hanno risposto con un comunicato congiunto. La guida, sostengono, «è uno strumento informativo e formativo, non una linea guida clinico-terapeutica»: «non promuove determinate scelte», «non contiene protocolli farmacologici» e «non formula raccomandazioni su trattamenti ormonali o chirurgici». I presidenti Rino Agostiniani e Stefania Manetti rivendicano che «una società scientifica non può sottrarsi ai temi difficili soltanto perché suscitano divisioni».
C'è però un difensore che nessuno si aspettava di trovare al fianco di una società scientifica. L'11 luglio, dai palchi dell'Onda Pride, Arcigay diffonde un comunicato ufficiale a firma del segretario generale Gabriele Piazzoni: «Solidarietà ai pediatri di SIP e ACP, attaccati da Pro Vita».
Nel testo, Piazzoni definisce le critiche al documento un «attacco vergognoso» portato da «un gruppo di fanatici religiosi», paragonati a «tanti fanatici che in questi anni stanno insanguinando il mondo». E conclude: «Oggi, dai nostri Pride, diciamo a tutte le persone, pediatri e pediatre di SIP e ACP: non siete soli».
Una guida accusata di essere un manuale militante LGBT che viene difesa dai cortei del Pride dalla più importante associazione LGBT italiana. È già una risposta.
Ma lo spalleggiamento tra chi promuove la guida e il movimento arcobaleno smette di essere una coincidenza quando si guarda a chi ha, materialmente, scritto la guida.
L'unica in entrambi i gruppi
Il documento è stato redatto da due gruppi di lavoro: il gruppo di studio "I Diritti dei Bambini" per la Sip e il gruppo "Pediatria di Genere" per l'Acp. C'è una sola persona che compare in entrambi. Si chiama Chiara Centenari, pediatra dell'Ospedale Versilia, specialista in gastroenterologia pediatrica.
Non è una comparsa. Centenari è coordinatrice del gruppo di studio "I Diritti dei Bambini" della Sip, così la definisce Domani, mentre Avvenire la indica come «responsabile» dello stesso gruppo. È lei che nell'agosto 2025 ne ha assunto la segreteria. E già nel 2022, presentandosi al Congresso Regionale Sip Toscana di Siena, la sua slide istituzionale la qualificava come membro del «Gruppo di Lavoro SIP "Diritti dei Bambini" – Sezione Minori e Famiglie LGBT». Il titolo della relazione: "Orientamento Sessuale e Identità di Genere: dalla Cultura alla Neurobiologia".
Nel novembre 2024, al 79° Congresso nazionale della Sip, Centenari è intervenuta nella sessione "Blocco puberale nell'adolescente con disforia di genere": la somministrazione della triptorelina ai minori.
La voce dell'istituzione
C'è un elemento che conferma il suo ruolo in prima linea. Quando la guida è finita sotto attacco, a difenderla pubblicamente non è stato solo il presidente Agostiniani: è stata Chiara Centenari in prima persona, su due dei principali quotidiani nazionali.
Su Avvenire del 13 luglio, presentata come «tra gli autori della pubblicazione», liquida le critiche: «Quelli utilizzati contro la guida sono argomenti strumentalizzabili, ma questi sono temi reali che il pediatra si trova ad affrontare. Per supportarli abbiamo realizzato questo opuscolo». Su Domani del 30 luglio firma una lunga intervista in cui respinge l'accusa di ideologia e rivendica che il documento «si basa su fondamenti scientifici».
Il punto notevole è un altro. Il 27 luglio Sip e Acp pubblicano il comunicato ufficiale di replica, che si chiude con una dichiarazione attribuita ai presidenti Agostiniani e Manetti: «Accoglienza e prudenza non sono principi contrapposti, ma parti della stessa responsabilità di cura». Tre giorni dopo, su Domani, la stessa frase – parola per parola – viene pronunciata da Centenari come propria, insieme a interi altri passaggi del comunicato istituzionale.
Non è un'autrice tra le tante. È la voce con cui le due società scientifiche parlano. E questo rende decisivo capire chi sia.
La militanza politica nel fronte LGBT
Sul sito de L'Approdo, Centro Ascolto LGBTQ+ di Livorno finanziato coi fondi pubblici dell'UNAR e dell'Unione Europea – dove è la pediatra di riferimento, incarico che ricopre dall'apertura del centro – Centenari si presenta con parole sue: «Sono pediatra presso UO Pediatria dell'Ospedale Versilia, socia dell'Associazione Famiglie Arcobaleno, membro del Gruppo di studio Pediatria di Genere dell'Associazione Culturale Pediatri e del Gruppo di studio I Diritti dei bambini della Società Italiana di Pediatria». E ancora: «Mi occupo di divulgazione scientifica e formazione di professionistə sui temi della genitorialità LGBT+».
Famiglie Arcobaleno non è un ente scientifico: è l'associazione di advocacy politica che si batte per il riconoscimento della procreazione artificiale senza padre e della maternità surrogata, meglio nota come utero in affitto.
Il profilo Facebook della dottoressa Centenari restituisce elementi – pubblici – di una militanza associativa e politica sistematica e pluriennale.
Aprile 2021: adotta l'immagine di profilo "Io sostengo la #LeggeZan". Maggio 2021: promuove la mobilitazione nazionale "Per la legge Zan e molto di più: non un passo indietro" a Piazza del Popolo. Giugno 2021: rilancia il post di Famiglie Arcobaleno contro la Santa Sede che paventa la revoca del Concordato tra Stato e Chiesa.
Novembre 2021: promuove le "Agorà Democratiche" del Partito Democratico sui diritti LGBTQI+, con Monica Cirinnà e il Dipartimento Diritti PD. Agosto 2022, in piena campagna elettorale: rilancia la piattaforma programmatica delle associazioni LGBTQIA+ rivolta ai partiti, «L'Italia è al bivio». Ma c'è spazio anche per attacchi diretti all'attività di Pro Vita & Famiglia.
Ottobre 2022: Centenari condivide due volte le proteste contro i manifesti #StopGender: Basta confondere l'identità sessuale dei bambini affissi a Pontedera. Rilancia l'assessore regionale PD Alessandra Nardini e, soprattutto, la rete "Educare alle Differenze" che mette a disposizione «tutti gli strumenti legali» per la rimozione urgente dei manifesti: «È discriminatorio e va rimosso». Una pediatra che chiede la censura di una campagna di opinione a tutela dei bambini.
Negli stessi giorni promuove le presentazioni del libro "Gender libera tutt3" di Camilla Vivian, organizzate con Agedo Livorno e presso lo stesso Centro L'Approdo.
Infine, settembre 2023, il post che chiude il cerchio: «Finalmente il primo documento del Consiglio Direttivo della nostra Società Italiana di Pediatria sui bambini che crescono in FAMIGLIE OMOGENITORIALI!».
Tre anni prima di "Oltre lo sguardo", l'obiettivo era già dichiarato.
Le domande che Sip e Acp continuano a ignorare
Ora, non è ovviamente in discussione il diritto della dottoressa Centenari di avere opinioni politiche anche radicali e di militare attivamente in un'associazione che mira a influenzare e determinare profondi cambiamenti legislativi, sociali e culturali su questioni come l'identità di genere, il diritto di famiglia o le pratiche di procreazione artificiale.
È in discussione qualcosa di diverso: che la principale società scientifica pediatrica italiana abbia affidato il coordinamento del proprio gruppo "Diritti dei Bambini" e un ruolo chiave nella redazione di un documento istituzionale su identità di genere, orientamento sessuale e omogenitorialità destinato a 12mila medici – e perfino la sua difesa pubblica sui giornali – a una socia e attivista di un movimento LGBT che proprio su quei temi fonda la propria militanza politica.
Chiediamo pubblicamente al presidente della Sip, Rino Agostiniani: è deontologicamente accettabile che l'unica persona presente in entrambi i gruppi di lavoro sia socia e collaboratrice delle stesse associazioni che il documento indica poi come riferimento per le famiglie? Non è un plateale conflitto di interessi?
E poi: quale credibilità può avere un documento che si dichiara fondato sulle evidenze scientifiche, ma che ignora la Cass Review e la revisione NICE mentre cita l'associazionismo militante? Una guida costruita con questa regia avrebbe mai potuto ospitare posizioni non gradite al movimento LGBT, che pure sono largamente accreditate in ambito medico-scientifico sui temi di cui tratta la guida?
Inevasa, dopo più di un mese, anche la fondamentale domanda di metodo: la guida "Oltre lo sguardo" è stata preventivamente vagliata e approvata dal Comitato Scientifico della Sip, come prevede l'articolo 19 del suo stesso Statuto?
L'ente scientifico che rappresenta i medici che curano i figli e i nipoti delle famiglie italiane deve, alla fiducia di quelle famiglie, le risposte che non sta dando.
Ma ci sono fatti che parlano da soli.