06/03/2023 di Giuliano Guzzo

L’intellettuale femminista e lesbica: «fermate l’indottrinamento gender a scuola!»

Nella narrazione alimentata dai mass media, le preoccupazioni legate all’ideologia gender e al dilagare dell’indottrinamento scolastico sono solo una questione da cattolici – pardon, da ultracattolici – e, naturalmente, da conservatori. Ripetuta fino alla noia, questa tesi verosimilmente sarà ormai condivisa da molti. Peccato abbia un piccolo difetto: è falsa. Proprio così. Quello che si registra da qualche tempo, infatti, è un ripensamento anche da figure lontane dalla sensibilità pro life e pro family, rispetto alle iniziative di propaganda che si vedono a scuola.

Un caso clamoroso è quello di Kathleen Stock, intellettuale inglese che non può essere sospettabile di essere una simpatizzante di Pro vita & famiglia, essendo femminista, lesbica ed essendo “sposata” con una donna insieme alla quale cresce dei bambini. Eppure, la Stock, figura non nuova a posizioni controcorrente – che nel novembre 2021 la portarono a dimettersi dall'Università del Sussex, dove insegnava filosofia, dopo aver criticato la teoria del gender - ha recentemente preso posizione proprio contro l’indottrinamento dei libri arcobaleno. Lo ha fatto firmato un duro articolo sulla rivista Unherd, che appare chiaro fin dal titolo: «Stop trying to indoctrinate kids».

STOP GENDER A SCUOLA - FIRMA QUI!

Nel suo intervento, l’intellettuale femminista tocca molti aspetti interessanti ed istruttivi. Anzitutto, fa una premessa storica di rilievo, segnalando che l’idea della scuola come indottrinamento è antica ed ha una matrice ideologica chiara: quella comunista. «Nel 1920 - sottolinea Stock - Nikolai Bukharin scrisse sotto il comunismo sovietico che "la salvezza della mente giovane e la sua liberazione dalle nocive convinzioni reazionarie dei loro genitori è uno degli obiettivi più alti del governo proletario”». Il legame tra comunismo e indottrinamento a scuola è provato pure dal fatto che, anche in Italia, la prima proposta di legge sull’educazione sessuale tra i banchi fu presenta nel 1975, guarda caso, dal PCI...

 Ma torniamo alla Stock, la quale nel suo intervento ricorda anche un altro aspetto molto interessante: i libri gender, oltre ad essere ideologici, sono pure inutili nel prevenire il bullismo o le discriminazioni. O, meglio, non è affatto dimostrato che servano a questo: «É una questione aperta se qualcuno di questi libri funzioni sui bambini come previsto». Ancora, la filosofa inglese ricorda che tutta la faccenda dei libri a scuola non deriva dalla volontà di fare il bene dei bambini, tutt’altro: «Il problema più grande con ognuna di queste incursioni politiche nell'editoria per bambini è che sono una guerra performativa tra gruppi di adulti che fondamentalmente si odiano a vicenda».

STOP GENDER A SCUOLA - FIRMA QUI!

Ma quella di Kathleen Stock non è una posizione isolata, neanche tra le stesse femministe inglesi. L'ex giornalista della Bbc Shelley Charlesworth ha recentemente realizzato un’inchiesta sull’indottrinamento scolastico, dunque sul gender nelle scuole, rimanendo sconvolta – ed è tutto dire, dato che parliamo di una che arriva a dirsi favorevole alle fiabe gay – dal boom dei testi per bambini sotti i cinque anni. «Non bisogna dire ai bambini che possono cambiare sesso», ha scritto al termine della sua ricerca, «non bisogna normalizzare le doppie mastectomie inserendo queste immagini in un libro per bambini di 5 anni». Che è precisamente quello che sta avvenendo. Ora lo denunciano perfino le femministe. Scusate, com’era la storia che la lotta all’ideologia gender sarebbe solo fantomatica e solo da ultracattolici?

 

Questo articolo e tutte le attività di Pro Vita & Famiglia Onlus sono possibili solo grazie all'aiuto di chi ha a cuore la Vita, la Famiglia e la sana Educazione dei giovani. Per favore sostieni la nostra missione: fai ora una donazione a Pro Vita & Famiglia Onlus tramite Carta o Paypal oppure con bonifico bancario o bollettino postale. Aiutaci anche con il tuo 5 per mille: nella dichiarazione dei redditi firma e scrivi il codice fiscale 94040860226.