Per Pro Vita & Famiglia si apre un 2026 ricco di sfide e di obiettivi da raggiungere. Nessun ambito delle battaglie della nostra onlus rimane scoperto: dietro a ogni “no”, c’è sempre un grande “sì” ai principi non negoziabili che animano le sfide delle singole persone, delle famiglie e della società. Gli ambiti di azione della nostra onlus per l’anno appena iniziato saranno fondamentalmente i seguenti:
Libertà educativa
Il 2025 si è chiuso con la grande vittoria sul consenso informato. Un obiettivo politico che Pro Vita & Famiglia e altre associazioni analoghe perseguivano da una decina d’anni circa. La novità forte del provvedimento consiste nella convergenza – tutt’altro che scontata fino a pochi anni fa – tra le istanze delle famiglie e delle associazioni, da un lato, e della maggioranza di governo, dall’altro. In questa sinergia, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, si è rivelato la figura chiave, avendo sposato in pieno il principio della libertà educativa e dell’alleanza scuola-famiglia. La battaglia in nome del consenso informato non si fermerà certo con l’entrata in vigore della legge (per la quale manca ancora l’ok del Senato, previsto - si spera- nei primi mesi di questo nuovo anno e per la quale è stata lanciata una petizione a febbraio scorso): sarà necessario vigilare sulla sua corretta applicazione e sugli eventuali tentativi di eluderlo da parte della magistratura o di educatori propensi a sfruttare tutti i possibili cavilli.
Fine vita
Per quanto riguarda il fine vita, il Parlamento italiano si trova di fronte a un nuovo bivio: la sentenza 242 del 2019 - sull’ormai famoso caso DJ Fabo-Cappato - ha sollecitato il Legislatore a colmare un presunto vuoto giuridico, andando a depenalizzare il cosiddetto aiuto al “suicidio assistito”. Su questo tema una parte del centrodestra si è detto disponibile a varare una legge - presentata purtroppo e falsamente come “male minor” - per evitare una deriva eutanasica sulla falsariga di quanto sta avvenendo in Canada o nei Paesi Bassi. La posizione di Pro Vita & Famiglia è contraria a qualsiasi compromesso (lo conferma anche una petizione sottoscritta da quasi 30.000 cittadini) nella consapevolezza che dietro la retorica della “pietà” per le sofferenze dei malati gravi o terminali, si nasconde il turpe piano dei tagli sanitari a danno di cittadini tacitamente visti come un “costo” per lo Stato e le Regioni. La vera risposta non è nelle soluzioni eutanasiche ma nella riscoperta di una cultura dell’accompagnamento nelle famiglie e negli ospedali, promuovendo, in primis, le cure palliative, già previste dalla legge 38/2010 ma mai finora pienamente applicata.
Vita nascente
In questo 2026, poi, Pro Vita & Famiglia continuerà a sostenere tutte le misure di welfare pubblico o privato a sostegno della natalità e in grado quindi di prevenire il crimine legalizzato dell’aborto. L’obiettivo è senz’altro quello di risollevare la curva demografica ma anche quello di difendere il più indifeso degli esseri umani: il bambino concepito ma non ancora nato. In più occasioni la onlus ha messo in risalto il lavoro prezioso dei consultori e di iniziative politiche a livello regionale, come il Fondo “Vita Nascente”, recentemente rifinanziato in Piemonte. La più grande battaglia, tuttavia, si combatte a Bruxelles e a Strasburgo: la lobby del “diritto all’aborto”, infatti, non si ferma, come testimonia la risoluzione non vincolante votata dal Parlamento Europeo - “My Voice My Choice” - che riconosce l’aborto come “diritto fondamentale”. Un dibattito più democratico, in cui la voce dei pro-life non venga denigrata come “oscurantista”, può - sarà questa la battaglia decisiva - favorire un’inversione di tendenza.
Aborto
Proprio il tema dell’aborto è di fatto sempre più indissolubilmente legato alla sua esecuzione in modalità “chimica”. Nel 2026, a tal proposito, la onlus proseguirà con la campagna, lanciata lo scorso anno, “Ru486? Hai diritto di saperlo” e la relativa petizione indirizzata al ministro della Salute, Orazio Schillaci, affinché sopprima le linee guida approvate dal suo predecessore Roberto Speranza, che facilitano diffusione e utilizzo della pillola RU486. L’obiettivo è anche quello di proseguire nel documentare i danni provocati sulla salute psico-fisica delle donne e il tragico risvolto socio-antropologico della banalizzazione dell’aborto.
Le follie Lgbt dell’Europa
Abbiamo già accennato alla deriva abortista impressa dell’Unione Europea. Ebbene, le istituzioni comunitarie hanno una gravissima responsabilità anche in tema di politiche Lgbt+, diffuse e propagandate con modalità poco democratiche e, in alcuni casi, con veri e propri tentativi di ingerenze nei confronti delle sovranità degli Stati membri. Si pensi - una su tutte - alla Strategia Lgbt dell’Unione Europea per il periodo 2026-2030, che ha come obiettivo proprio quello di veicolare, finanziare, propagandare e diffondere l’Agenda arcobaleno nei più svariati settori del vivere civile: dalla sanità alla pubblica amministrazione, dalla politica alle scuole. Proprio su questo campo si giocherà la sfida decisiva in quest’anno appena iniziato e Pro Vita & Famiglia è già in prima linea da mesi con una petizione.
“Scegliamo la Vita”
Infine, ma non per importanza, anche nel 2026 tornerà l’ormai consueto appuntamento - in una data ancora da decidere, ma orientativamente tra maggio e giugno - della Manifestazione Nazionale “Scegliamo la Vita”, che arriverà dunque alla sua quinta edizione e che si annuncia già come l’ennesima che porterà in piazza e tra le strade di Roma decine di migliaia di persone, cittadini, famiglie, anziani, mamme, papà, bambini.