14/08/2026 di Francesca Romana Poleggi

Buon Ferragosto ai bambini (solo a quelli degni di vivere?)

Ci sono bambini di serie A che hanno diritto di nascere e di crescere, di non essere abusati, di essere protetti. Ci sono bambini di serie B, che devono essere sacrificati in nome dei diritti degli adulti

Non c'è niente di più bello che vedere i bambini giocare.

Al mare, tra spruzzi d'acqua e sabbia si inventano giochi meravigliosi... e mi incanto a guardarli (no, a me non danno fastidio i gridolini, né quel po' di invadenza che non sconfina nella maleducazione).

Che diremmo se passasse un camioncino che ne prende a caso 8 su 10 e li eliminasse? Sarebbe un film dell'orrore! 

E invece ogni giorno, nell'indifferenza generale, scompaiono almeno almeno 200.000 bambini dal mondo (secondo i dati dell'OMS) per l'aborto. E molti di più per la fecondazione artificiale (e l'utero in afiftto) 

Si uccidono bambini per convenienza

Un post di Them Before Us commenta una notizia recente: la governatrice del Massachusetts, Maura Healey, ha promulgato una legge che consente l’aborto fino alla nascita, tra le deputate Dem che hanno fatto grandi festeggiamenti.

Il Massachusetts diventa così il decimo stato federato Usa a eliminare i limiti di età gestazionale per l'aborto. Si unisce ad Alaska, Colorado, Maryland, Michigan, Minnesota, New Jersey, New Mexico, Oregon e Vermont e al Distretto di Columbia. Gli Stati Uniti sono uno degli otto Paesi al mondo che consentono questa pratica barbara, in linea con Cina, Corea,  Canada, Australia, Messico, Guinea-Bissau, Vietnam.

"Sono dalla parte delle donne", ha dichiarato la governatrice Maura Healey. 

Ma c'è qualcuno che sta dalla parte dei bambini?

Anche perché chi difende i bambini non è mai in contrasto con le madri. La propaganda abortista è riuscita a mettere la madre contro il bambino (e l'uomo contro la donna), ma la verità è che si possono e si devono salvare entrambi. Salvare il bambino dall'aborto, vuol dire salvare la madre dalla sindrome post abortiva e dagli altri effetti collaterali avversi dell'aborto di cui nessuno parla. 

Dicono (lo ha detto anche la Healey) che l'aborto tardivo è necessario quando c'è un pericolo di vita per la donna

Ebbene tutti i medici che agiscono in scienza e coscienza  sanno che in caso di necessità la cosa più sicura per  madre e bambino, non è l'aborto, bensì il parto, tramite taglio cesareo o induzione del travaglio. Se il piccolo nasce prematuro può essere accudito e curato. Oggi sopravvivono in buona salute anche bambini nati a 22 settimane!

Se c'è pericolo per la vita della madre, il bambino deve essere estratto rapidamente. L’aborto è una procedura lunga e pericolosa in quanto aumenta il rischio di sepsi. Un aborto in fase avanzata di gravidanza richiede generalmente dai 2 ai 3 giorni. In caso di emergenza, un cesareo in 30 minuti è la soluzione più sensata.

I tentativi di giustificare questa legge invocando la "tutela della salute della madre" non reggono dal punto di vista medico.

 In USA la maggior parte degli aborti in fase avanzata di gravidanza  vengono praticati su madri sane che portano in grembo bambini sani, senza alcuna ragione medica. "Them Before Us" specifica che nel 1996, il dottor McMahon presentò al Congresso un resoconto dettagliato di oltre 2.000 aborti tardivi da lui eseguiti. Solo il 9% di questi era legato a problemi di salute materna (di solito  depressione). 
 La dottoressa Haskell ha dichiarato senza mezzi termini ad American Medical News : "La maggior parte dei miei aborti sono elettivi e si verificano tra la 20a e la 24a settimana di gestazione. Nel mio caso specifico, probabilmente il 20% è dovuto a ragioni genetiche. E il restante 80% è puramente elettivo."
Il signor Fitzsimmons, direttore della National Coalition of Abortion Providers, ha dichiarato al New York Times che la procedura viene solitamente eseguita su una madre sana che portava in grembo un feto sano.

Una volta eliminata la falsa cornice dell'emergenza medica e della necessità, ci si trova di fronte a una dura verità. Si tratta di comodità.

Crescere un figlio è una responsabilità e richiede sacrificio, soprattutto se la madre è sola. Invece di affrontare questa difficoltà, invece di aiutare la donna ad affrontarla, la società le offre la possibilità di eliminare il problema (il figlio), subendone poi tutte le conseguenze.

Siamo pronti, e giustamente, a condannare un padre che si sottrae alle proprie responsabilità. L'uomo che scappa lo definiamo irresponsabile. Invece la madre è giustificata o addirittura incentivata a farlo. 

Il diritto del pater familias di vita e di morte sui figli nell'antica Roma è considerato barbarie (patriarcato...), il diritto assoluto che la 194 riconosce alla madre di abortire è considerato progresso sociale.

Due facce della stessa medaglia: aborto e fecondazione artificiale.

Il delirio di onnipotenza che comporta il desiderio di controllo sulla vita e sulla morte, su quando un bambino arriverà, e se arriverà, è lo stesso impulso che anima l'industria della fertilità, della fecondazione artificiale e dell’utero in affitto. 

Per far nascere un bambino ne muoiono 8 o 9? L’embrione viene impiantato nel grembo sbagliato e quindi "rimosso"?(come accaduto pochi giorni fa al San Raffaele di Milano) Poco male. È il bambino che si deve adattare ai tempi e alle preferenze degli adulti.  Se non si adatta, se non è desiderato, non gli viene riconosciuta la dignità di essere umano e può essere eliminato senza problemi. Per molti anche fino al nono mese di gravidanza. 

Ma se il bambino è tanto malato che non potrà sopravvivere? E se una coppia è devastata dal problema dell'infertilità? 

Questo dolore è reale. Merita attenzione, compassione e accompagnamento. Ma il dolore degli adulti non cambia ciò che è il diritto del bambino.

L’aborto, precoce o tardivo, non "cura" né il bambino né la madre. Il piccolo muore in solitudine.

Se il bambino è comunque destinato a una vita breve o brevissima, con l'aborto viene privato del tempo in cui la mamma poteva tenerlo in braccio, dandogli un nome piangendo per lui. Chi offre assistenza palliativa perinatale, come Il Cuore in una Goccia che manda le mamme in difficoltà a ricevere ospitalità presso la nostra "Casa di Chiara", testimonia che per i genitori l'aver potuto incontrare il proprio figlio, anche solo per un breve istante, è una gioia incommensurabile che lenisce e dà un senso al dolore per la perdita.  

L'infertilità, è dolorosa, ma non conferisce il diritto ad avere un figlio. I figli non sono una cosa, neanche una cura per il dolore. 

In questi casi più difficili, davvero difficili, ci vuole comprensione, cura ed empatia. Ma tutti si preoccupano di cosa l'adulto debba sopportare, e mai di cosa tocchi al bambino. 

I desideri e il dolore degli adulti devono essere ascoltati, il bambino no:  è il bambino che deve rinunciare al padre, alla madre, ai fratelli o alla propria vita per il benessere degli adulti.

Noi vorremmo fare gli auguri di buon Ferragosto a tutti i bambini, non solo a quelli selezionati dall'aborto e dalla fecondazione artificiale e considerati degni di vivere.

Per questo vorremmo che fosse rionosciuta a tutti gli esseri umani fin dal concepimento la stessa dignità. Per questo dobbiamo parlarne con amici, parenti e conoscenti.

Perché tutti i bambini devono poter giocare sulla riva del mare a Ferragosto.

 

 

 

  

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