Con l’arrivo dell’estate, i bambini e gli adolescenti trascorrono più tempo online, spesso utilizzando smartphone, tablet, videogiochi e social network durante i periodi di vacanza. È proprio in questi mesi che aumentano i rischi legati all’adescamento, alla diffusione incontrollata di immagini e all’esposizione dei minori negli ambienti digitali. Per questo l’Associazione Meter ha proposto 10 semplici buone prassi per aiutare famiglie e adulti a proteggere i più piccoli nel mondo online e che vi riproponiamo qui di seguito:
“No-Share” in costume
Evita tassativamente di pubblicare foto di bambini in costume da bagno, nudi o in situazioni intime (bagnetto, cambio pannolino). Anche se l’intento è affettuoso, queste immagini sono il bersaglio primario delle raccolte “pedo-soft” che alimentano il traffico di materiale pedopornografico.
Pericolo AI
Le foto che pubblichi possono essere prelevate e utilizzate da malintenzionati per creare deepfake o immagini manipolate con AI, inserendo il volto di tuo figlio in contesti inappropriati o dannosi. Meno materiale “pulito” lasci online, meno “materia prima” hanno per le loro manipolazioni.
Come configurare la privacy
Se proprio decidi di condividere un momento, assicurati che la cerchia di persone autorizzate a vedere i contenuti sia ristretta e verificata. Ricorda però che il rischio di screenshot o ricondivisioni rimane sempre alto.
Attento alla geolocalizzazione
Disattiva la geolocalizzazione nelle impostazioni della fotocamera dello smartphone. Molte foto contengono dati EXIF che rivelano esattamente dove ti trovi, facilitando il compito a chi volesse rintracciare fisicamente il minore.
Il consenso familiare
Stabilisci patti chiari con nonni, zii e amici: chiedi esplicitamente di non pubblicare foto dei tuoi figli sui loro profili social. La loro “privacy” non è meno importante della tua.
Gli adescamenti (o grooming)
I bambini che iniziano a usare dispositivi connessi (tablet, console di gioco) sono esposti al rischio di adescamento. Monitora le chat, i messaggi nei giochi online (come Roblox o Minecraft) e spiega loro che non devono mai scambiare informazioni personali o foto con estranei, anche se sembrano coetanei.
L’esempio
Prima di postare una foto, chiediti sempre: “Mio figlio, una volta grande, vorrebbe che questa immagine fosse visibile a tutti?” Rispetta la loro dignità futura, evitando di creare una “storia digitale” che loro non hanno scelto di iniziare.
Policy di centri estivi e scuole
Quando affidi i tuoi figli a terzi, pretendi e firma liberatorie che vietino esplicitamente la pubblicazione di immagini dei minori su qualsiasi canale social (Facebook, Instagram, stati WhatsApp dell’ente) senza un’autorizzazione specifica e limitata.
No alla condivisione della routine
Evita di postare dettagli sulla routine, sui cosiddetti “fatti di vita” (es. “Siamo ogni giorno in questa spiaggia”, “Il bimbo va a nuoto in quel centro”). Rendere prevedibili gli spostamenti del bambino lo espone a rischi concreti di interazione indesiderata nel mondo reale.
Segnalare tempestivamente
Se ti imbatti in contenuti sospetti, profili che ti contattano in modo strano o se sospetti che foto di minori siano state diffuse senza consenso, non esitare a segnalarli alle autorità competenti o all’associazione Meter, che operano quotidianamente per la tutela dei minori online e offline.
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fonte: Decalogo Meter per l’estate 2026