23/07/2021 di Luca Marcolivio

La Teoria Gender?… esiste. Eccome se esiste!

«La teoria del gender non esiste». O anche, semplicemente, «il gender non esiste». È uno dei tanti artifici retorici utilizzati dagli ideologi lgbt, secondo l’ormai collaudato metodo del “negazionismo tattico”, del “gettare il sasso e nascondere la mano”. Un distinguo ricorrente è proprio quello del disconoscimento di una vera ideologia organica, gerarchica e militarizzata in stile marxista. Questa impostazione – affermano gli lgbt – sarebbe il frutto di un’ossessione dei conservatori e dei cattolici, che vedono gender ovunque. Vi sarebbero, al limite, dei gender studies, ovvero una pluralità di teorie, non tutte necessariamente univoche, quasi a conferma della “spontaneità” del fenomeno e della sua parvenza scientifica.

Su questa lunghezza d’onda, troviamo un saggio che ha fatto discretamente scuola negli ultimi tre anni: La crociata ‘anti-gender’ dal Vaticano alle manif pour tous (Kaplan, 2018), a cura di Sara Garbagnoli e Massimo Prearo. L’“originalità” del testo è proprio nella sistematizzazione delle critiche ai propri avversari, accanto alla quale, però, spicca la totale assenza di una difesa della ragionevolezza delle proprie teorie. Già un paio d’anni fa, Pro Vita & Famiglia aveva evidenziato come la Garbagnoli muovesse al Vaticano un’accusa essenziale: proporre una «visione essenzialista e gerarchica» dell’uomo e della donna, contrapposto alla rivoluzione femminista, che – con una quarantina d’anni d’anticipo rispetto all’ondata lgbt – utilizzava il concetto di “genere” per contestare le vere o presunte disuguaglianze e discriminazioni.

Nel loro saggio, però, Garbagnoli e Prearo assumono una posizione ideologica in senso stretto, in quanto riconoscono alla Chiesa «una lucida consapevolezza della portata sovversiva del concetto di genere», che diffonde così «una visione del mondo diametralmente opposta a quella difesa dal Vaticano». Non si soffermano, dunque, in argomentazioni sulla scientificità delle loro posizioni, semmai enfatizzano la «rivoluzione femminista e LGBTQI», contrapposta alle idee reazionarie dei fascisti, dei sovranisti, della Chiesa, ecc.

Una Chiesa che, in questa operazione di resistenza al nuovo, si avvale della complicità di un’ampia fetta di laici, non ultime le cosiddette femministe “trans-escludenti” o TERF. Una sorta di complotto, dunque, ordito dal Vaticano, assieme ai suoi occasionali sodali. E la presenza delle femministe da una parte e dall’altra della barricata? Un incidente di percorso, la nemesi o i nodi che vengono al pettine?

In attesa che Garbagnoli e Prearo sciolgano questo dubbio amletico, lanciando uno sguardo sull’attualità, vediamo un ddl Zan portato avanti forzatamente in Parlamento, con metodi ai limiti del legittimo, partiti arroccati su posizioni ottusamente intransigenti e senatori che chiedono “liste di proscrizione” per i colleghi che ostacolano la gioiosa macchina da guerra arcobaleno. Ma l’ideologia gender, niente paura, non esiste…

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