02/05/2019

Il primo segretario di partito che firma il nostro Manifesto: è Giorgia Meloni

Arriva la firma del primo segretario di partito sul Manifesto per la Vita e la Famiglia diffuso da ProVita & Famiglia e rivolto ai candidati alle prossime elezioni europee. Stiamo parlando di Giorgia Meloni leader di Fratelli d’Italia che con la sua firma si impegna, come chiunque decida di sottoscrivere il documento, a «contrastare in ogni modo la legalizzazione, la diffusione e l’agevolazione, formale o sostanziale, della pratica dell’utero in affitto, sia dietro compenso che a titolo gratuito, perché la donna non è una incubatrice e il bambino non è un prodotto».

Impegnandosi altresì «a promuovere nelle sedi opportune l’approvazione di un divieto internazionale di pratiche di surrogazione di maternità»; a operare «affinché in Europa non venga in alcun modo promossa la legalizzazione dell’adozione dei bambini comprati o ottenuti all’estero tramite utero in affitto, oppure della registrazione degli atti di nascita di questi stessi bambini a favore dei cosiddetti “genitori di intenzione”»; ma anche a «far rispettare a ogni livello l’art 26/3 della Dudu: “I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli». In particolare bloccando «ogni proposta normativa o atto teso a diffondere l’indottrinamento gender nelle scuole, contrastando la sessualizzazione precoce dei bambini e degli adolescenti spesso veicolata dai media, dalle campagne marketing, dai programmi televisivi e anche dalla cosiddetta “educazione sessuale globale” nelle scuole».

Ogni firmatario inoltre si impegna anche a «promuovere politiche e programmi che prevengano l’iper-sessualizzazione dei bambini, ostacolino la raffigurazione in chiave sessuale degli stessi e limitino la promozione di stereotipi sessualizzati nei settori dei media e della pubblicità»; a «promuovere a livello comunitario l’istituzione di uno specifico fondo ‘salva-famiglia’ per la natalità e i nuclei familiari numerosi e/o in difficoltà con modalità e procedure comuni negli Stati membri».

È dunque un impegno serio e sistematico quello che viene richiesto ai candidati firmatari, per tentare di fermare la deriva antropologica in atto che scambia le persone per cose e compie sulle menti dei bambini veri e propri esperimenti di laboratorio dagli effetti devastanti e che è arrivata a un livello tale da richiedere l’intervento urgente della politica.

Manuela Antonacci

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