ll Segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), Robert F. Kennedy Jr., confermando la posizione di Texas, Florida e Missouri (di cui avevamo dato notizia qui) ha accusato l'amministrazione Biden di aver "distorto i dati" sulla sicurezza della pillola abortiva, il mifepristone. Una recente revisione delle richieste di risarcimento presentate dalle donne americane alle compagnie di assicurazione sanitaria ha rilevato che circa l'11% (più di una su dieci) delle donne che assumono la pillola abortiva subisce gravi complicazioni, un tasso 22 volte superiore a quello riportato sull'etichetta del farmaco rilasciata dalla FDA (l’ente governativo di vigilanza sul farmaco), come rilevato dallo studio, "The Abortion Pill Harms Women", pubblicato dall'Ethics and Public Policy Center (EPPC), di cui avevamo già dato notizia lo scorso aprile.
L’aborto - in qualsiasi forma - fa male alle donne perché le ferisce profondamente nell’anima: la sindrome post aborto e i problemi psicologici che insorgono anche dopo molto tempo nelle donne che hanno abortito sono ormai un’evidenza inconfutabile.
L’aborto fa male anche fisicamente. Crea problemi a breve e a lungo termine (rischio di sterilità e di problemi in successive gravidanze). L’aborto chimico, con RU486, in particolare, comporta effetti collaterali molto spiacevoli: nausea, diarrea, dolori, cefalea, svenimenti sono tanto più frequenti e pesanti quanto più la gravidanza è avanzata. Gli effetti avversi, poi, sono molto pericolosi: le emorragie e le infezioni, soprattutto, possono essere mortali. Le corse al pronto soccorso e la necessità di sottoporsi a intervento chirurgico per completare l’aborto sono molto più frequenti di quanto il mainstream possa far credere. E qui vanno denunciate le colpe delle autorità di vigilanza: l’FDA, per esempio, ha smesso nel 2016 di chiedere ai singoli Stati un resoconto sugli effetti avversi e sui decessi conseguenti l’aborto.
Non solo: gli abortisti consigliano alle donne che accusano emorragie ed infezioni di mentire al pronto soccorso dicendo che si è trattato di un aborto spontaneo. Anche in Italia abbiamo buoni motivi per ritenere in voga queste cattive prassi, tant’è vero che il numero di aborti “spontanei” tra le minorenni è decisamente esagerato, innaturale rispetto alla normale fisiologia delle gravidanze, per fasce di età.
Per saperne di più invitiamo i Lettori a consultare la letteratura scientifica a sostegno di quanto detto finora. Per esempio il volume "Aborto, dalla parte delle donne", oppure i tre rapporti dell'Osservatorio Permanente sull'Aborto (si possono scaricare QUI).
Le donne meritano di meglio che un sistema che antepone i profitti dell'industria dell'aborto alla loro sicurezza e al loro benessere. E i bambini hanno diritto di vivere.