24/01/2020

Emilia, linciaggio mediatico alla candidata Laura Spaggiari che denuncia la bambola trans

“Amici, sareste d’accordo se all’asilo il vostro bambino giocasse con una bambola come questa  studiata per creare confusione nei nostri figli? Il #gender è uno schifo di ideologia del PD e dei 5S, e nella nostra Regione, grazie a loro, fino ad oggi ha regnato. Ma dal 27 gennaio cambierà! Io, dalla Regione, lotterò affinché queste porcherie vengano bandite da tutte le nostre scuole materne”.

Poche righe che hanno scatenato, in breve tempo, l’inferno. Parliamo delle dichiarazioni che Laura Spaggiari, candidata della Rete Civica che sostiene Lucia Borgonzoni nella circoscrizione provinciale di Reggio Emilia e che si è molto spesa, a sostegno delle famiglie, quando è scoppiato il caso Bibbiano, in quanto consigliere comunale dell’Unione Val d’Enza, ha rilasciato sul suo profilo Facebook. Da quel momento le si è scatenato contro un vero linciaggio mediatico: dal classico “analfabetismo funzionale” alle accuse di fake news che le rivolge il nexquotidiano.it che, tra i vari strali che indirizza contro la candidata, trova lo spazio e pure il coraggio per definire Bibbiano uno “spauracchio” della destra.

Si fa a gara sotto il post della Spaggiari, per dimostrare che la bambola in questione, è una sua personale invenzione e che la foto sarebbe stata estrapolata da un contesto nel quale avrebbe avuto un significato diverso da quello attribuitogli dalla candidata. Ma noi il giocattolo in questione lo conosciamo perché ce ne siamo occupati: si tratta della prima bambola transgender, venduta in un negozio di giocattoli a Novosibirsk, in Siberia e non si tratta dell’unico caso di bambola transgender in commercio.

 La preoccupazione espressa dalla candidata dunque non è affatto infondata, tanto più se pensiamo al manifesto elettorale che alcuni candidati del centro-sinistra hanno firmato a Reggio Emilia, pochi giorni fa, sottoscrivendo diversi punti in cui si impegnano esplicitamente a promuovere la cultura LGBT anche attraverso i corsi gender nelle scuole.

Quindi la Spaggiari non avrebbe inventato nulla, né riguardo la bambola transgender né riguardo l’eventualità che metodi simili possano essere introdotti nelle scuole. E allora perché tanto clamore? La verità fa male?

 

di Manuela Antonacci

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