23/01/2020

Bambola transgender, giocattolo o pericolo per i bambini?

Negli ultimi giorni stanno spopolando le immagini della prima bambola transgender, venduta in un negozio di giocattoli a Novosibirsk, in Siberia, leggiamo in un articolo di Voce Controcorrente. Si tratterebbe di una bambola dalle sembianze e dai costumi femminili, ma con gli attributi genitali maschili ben evidenti. Fra le didascalie a tale immagine, si legge anche: «tutto quello che devono fare è acquistare un kit di strumenti medici e il bambino può imparare ad amputare i genitali».

Non resta, dunque, che chiederci anche noi se sia lecito produrre simili bambole e venderle come giocattoli per bambini.

Come ben sappiamo, quando i bambini giocano con le bambole, la loro fantasia viaggia oltre: quei giocattoli che hanno in mano, nella loro immaginazione, diventano persone animate e, spesso, vengono considerati la rappresentazione di sé stessi.

Quei bambini, adolescenti o adulti che hanno iniziato il percorso di transizione per il cosiddetto “cambio” del sesso (che, torniamo a ripetere, è puramente esteriore, in quanto il sesso di una persona è un dato biologico immutabile) hanno il massimo del nostro rispetto, sia chiaro.

Ma la transizione è il loro bene? Essa è considerata il rimedio alla disforia di genere, la convinzione di essere nati nel corpo sbagliato, suggerita in special modo dall’ideologia gender (secondo cui una persona può essere maschio o femmina indipendentemente dal proprio sesso e un bambino possa avere indifferentemente genitori dello stesso sesso o di sesso opposto).

Un tale pensiero, che comprensibilmente causa una sofferenza, troverebbe la sua “cura” definitiva, a detta dei sostenitori del gender, con una terapia ormonale ed un intervento chirurgico, che comporta la mutilazione dei propri genitali e la collocazione, al posto di essi, di genitali finti, simili a quelli del sesso opposto.

La domanda che solleviamo è, dunque: perché “curare” con trattamenti che intervengono sul fisico (e, spiegavamo altrove, «li mettono anche a rischio di malattie cardiache, ictus, diabete, cancri») la disforia di genere, che ha la sua radice nella mente?

Non sarebbe meglio aiutare i bambini che soffrono di disforia di genere a riconoscersi ed apprezzarsi nel proprio corpo, piuttosto che spingerli a voler essere altro, persino con giocattoli propagandistici, come quello descritto?

 

di Luca Scalise

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