08/03/2026 di Redazione

CSW70, si apre la sessione ONU più pericolosa dell'anno: cosa si decide a New York e perché riguarda tutti noi

Dal 9 al 19 marzo a New York si riunisce la Commissione ONU sullo Stato delle Donne. Sul tavolo: aborto, donne transgender, ideologia gender. La delegazione italiana è in quella sala. E non ci ha ancora detto da che parte sta.

Oggi a New York apre la CSW70. Quello che succederà in quella sala nei prossimi dieci giorni riguarda le nostre famiglie, le nostre scuole, i nostri ospedali. E il nostro Paese vi partecipa, senza che nessuno ci abbia chiesto cosa ne pensiamo.

Cos'è la CSW e perché conta

La CSW — Commission on the Status of Women — è la principale commissione intergovernativa delle Nazioni Unite dedicata alla promozione dei diritti delle donne. Si riunisce ogni anno a New York, di solito a marzo, per negoziare un documento finale chiamato Agreed Conclusions. Un documento che, sulla carta, non è vincolante. Ma che nella pratica della diplomazia internazionale diventa il linguaggio ufficiale su cui si costruiscono le politiche di genere a tutti i livelli: europeo, nazionale, locale.

Quello che viene scritto in quelle stanze non rimane a New York. Arriva a Bruxelles sotto forma di direttive e raccomandazioni. Poi a Roma sotto forma di leggi e circolari ministeriali. Poi nelle nostre scuole, nei nostri ospedali, nelle nostre aule di tribunale.

Chi c'è in quella sala

Nella sala siedono i delegati degli Stati membri. Ma attorno a loro — con accesso diretto ai negoziatori, con documenti preparati da mesi, con reti di relazioni costruite in anni di lavoro — ci sono le lobby trans-femministe e LGBT più potenti e finanziate del mondo. Organizzazioni che lavorano tutto l'anno con un obiettivo preciso: riscrivere il linguaggio dei diritti internazionali un paragrafo alla volta. Sostituire il sesso biologico con il concetto di genere. Trasformare l'aborto a diritto umano fondamentale. Ottenere finanziamenti pubblici per le proprie reti globali. Non è una teoria del complotto. È il modo in cui funziona il sistema ONU da decenni. E quest'anno, alla CSW70, ci riprovano.

Le istruzioni del Parlamento Europeo

Il 12 febbraio scorso il Parlamento Europeo ha approvato una Risoluzione ufficiale con le istruzioni per la delegazione dell'Unione Europea alla CSW70 con quattro punti molto precisi.

Primo: sostenere il riconoscimento dell'aborto come diritto umano fondamentale, in tutti i documenti e in tutte le sedi negoziali.

Secondo: sostenere l'equiparazione delle persone transgender — cioè di individui di sesso maschile che si identificano come donne — alle donne biologiche in ogni contesto giuridico e sociale.

Terzo: promuovere finanziamenti pubblici privilegiati alle organizzazioni femministe e LGBT di tutto il mondo, con accesso preferenziale ai tavoli negoziali internazionali.

Quarto: integrare l'ideologia gender in ogni settore della legislazione e delle politiche pubbliche: scuole, tribunali, ospedali, welfare.

Non si tratta di posizioni di qualche associazione radicale, ma delle istruzioni ufficiali - e per questo gravissime e vergognose - del Parlamento Europeo. E l'Italia, in quanto membro dell'UE, è sotto pressione costante per allinearsi.

Chi parla a nome nostro

A rappresentare l'Italia alla CSW70 c'è l'Ambasciatore Giorgio Marrapodi, Rappresentante Permanente dell'Italia presso le Nazioni Unite a New York. È stato nominato dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani e parla a nome di tutti gli italiani in una sede che decide su questioni che toccano la vita concreta delle famiglie italiane. Ecco perché abbiamo il diritto di sapere da che parte si schiererà.

 

Firma la petizione: chiedi a Tajani di dire da che parte sta l’Italia – FIRMA QUI

 

La nostra PEC. Il loro silenzio

Il 28 febbraio scorso Pro Vita & Famiglia ha inviato una PEC formale al Ministro Tajani e all'Ambasciatore Marrapodi. Una lettera ufficiale con tre domande precise: l'Italia sosterrà il riconoscimento dell'aborto come diritto umano? Accetterà l'equiparazione delle donne transgender alle donne biologiche? Si opporrà ai finanziamenti pubblici privilegiati alle lobby LGBT? Ad oggi, prò, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Il silenzio di un Governo che si definisce conservatore e pro famiglia di fronte a queste domande lascia perplessi, ecco perché continueremo a fare pressioni per avere una risposta, un chiarimento doveroso per tutti gli italiani.

Cosa puoi fare adesso

Per questo abbiamo lanciato una petizione pubblica indirizzata al Ministro Tajani, in cui chiediamo una cosa sola: chiarisca pubblicamente la posizione italiana alla CSW70 e istruisca la delegazione italiana a non cedere alle pressioni ideologiche. I negoziati durano dieci giorni. Si chiudono il 19 marzo. Il tempo è poco.

 

Firma la petizione: chiedi a Tajani di dire da che parte sta l’Italia – FIRMA QUI

Questo articolo e tutte le attività di Pro Vita & Famiglia sono possibili solo grazie all'aiuto di chi ha a cuore la Vita, la Famiglia e la sana Educazione dei giovani. Per favore sostieni la nostra missione: fai ora una donazione a Pro Vita & Famiglia tramite Carta o Paypal oppure con bonifico bancario o bollettino postale. Aiutaci anche con il tuo 5 per mille: nella dichiarazione dei redditi firma e scrivi il codice fiscale 94040860226.