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Allarme ONU: Italia nel mirino Lgbt. Chiedi a Tajani di risponderti!

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Le donne trans (cioè maschi) sono donne? L’aborto è un diritto umano fondamentale? Le associazioni LGBT devono godere di finanziamenti privilegiati?

Qual è la posizione del Governo Italiano?

Queste sono solo alcune delle più controverse questioni che saranno decise dal 9 al 19 marzo all’ONU, durante la 70a sessione della Commissione sullo Status delle Donne (CSW70).

L’Italia è chiamata a esprimersi su questi temi. E ad oggi non sappiamo ancora che cosa dirà - a nostro nome.

Questo è lo scenario: centinaia di delegati statali seduti ai tavoli. Intorno a loro, i più influenti lobbisti delle più potenti organizzazioni Lgbt e trans-femministe del mondo.

Avranno accesso diretto ai negoziatori. Con un obiettivo dichiarato: riscrivere il linguaggio dei “diritti” - un paragrafo alla volta - e imporlo a tutti gli Stati.

Ciò che sarà inserito nel documento conclusivo della CSW70 non rimarrà sulla carta. Influenzerà l’UE. Poi le istituzioni italiane. A cascata, finirà nelle nostre scuole, nei nostri ospedali, nelle nostre famiglie.

Il 12 febbraio il Parlamento Europeo ha scelto la linea da tenere:

1) Aborto come "diritto umano fondamentale"; 2) Donne transgender, cioè uomini che ‘si sentono’ donne, equiparate alle donne; 3) Fondi pubblici alle lobby LGBT di tutto il mondo; 4) Ideologia gender nelle scuole, nei tribunali, negli ospedali.

Il rischio concreto è che l'Italia si allinei alle folli indicazioni UE.

A parlare a nome tuo in quelle stanze ci sarà il dottor Giorgio Marrapodi. È il nuovo Ambasciatore italiano all'ONU. Fresco di nomina dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Siederà a quei tavoli mentre le lobby più organizzate del mondo faranno pressione. E noi non sappiamo ancora da che parte schiererà il nostro Paese, e tutti noi.

Pro Vita & Famiglia ha già inviato una PEC formale a Tajani e a Marrapodi

Domande urgenti: qual è la posizione dell'Italia? Ci accoderemo alla folle linea dell’UE? Cederemo alle pressioni pro-aborto e gender nelle scuole?

Per ora, nessuna risposta. Silenzio.

Mentre si svolgono i negoziati sul documento finale della CSW70, il Governo Italiano non ha ancora detto da che parte sta. 

E questo, come cittadini, non possiamo tollerarlo. Ecco perché dobbiamo agire.

Firmando questa petizione chiedi al Ministro Tajani e all’Ambasciatore Marrapodi di chiarire con urgenza la posizione dell’Italia sui più controversi punti all’ordine del giorno alla Commissione ONU sullo Status delle Donne (CSW70).

Pretendi la risposta a cui hai diritto.

Firma ora.


▪️ AGGIORNAMENTO: L'Italia ha votato a favore delle 'conclusioni concordate' della Commissione sullo Status delle Donne (CSW70), che includono riferimenti all'aborto come 'salute sessuale e riproduttiva', concetto di 'genere' sostituito a 'sesso' e promozione politica ed economica delle associazioni trans-femministe. Tajani non ha mai risposto alla nostra richiesta di chiarimenti. Per il 19 marzo è previsto il voto di una risoluzione USA sull'interpretazione di 'genere' come equiparato a 'sesso'.

Continuare a firmare la petizione ci aiuta a chiedere al Governo di sostenere almeno quest'ultimo tentativo di limitare i danni.

Firma subito questa petizione:

Al Ministro degli Esteri
On. Antonio Tajani

Signor Ministro,

firmando questa petizione le chiedo di rendere pubblica con urgenza la posizione italiana alla Commissione ONU sullo Status delle Donne (CSW70) e ordinare alla delegazione italiana di non adeguarsi alla linea UE e di non sostenere il riconoscimento dell'aborto come diritto umano e ‘salute sessuale riproduttiva’, l'equiparazione tra donne e ‘donne trans’ e il finanziamento privilegiato alle organizzazioni LGBT e trans-femministe, in coerenza con la Costituzione italiana e con la sovranità nazionale del nostro Stato.

Distinti saluti,

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