15/03/2021 di Ufficio Stampa Pro Vita & Famiglia

Rai, Pro Vita & Famiglia: «Via Amadeus e Salini dalla Rai! Saxa Rubra e Viale Mazzini circondati da manifesti e camion vela contro blasfemia e gender»

COMUNICATO STAMPA

Rai, Pro Vita & Famiglia

«Via Amadeus e Salini dalla Rai! Saxa Rubra e Viale Mazzini circondati da maxi manifesti e camion vela contro blasfemia a Sanremo e gender»

 

Roma, 15 gennaio 2021

Ma l’Ad Fabrizio Salini è ancora al suo posto? E Amadeus continua a condurre programmi tv normalmente? E’ ora di dire basta! Chi sbaglia paghi. Il Festival di Sanremo 2021 ha offeso e mortificato la sensibilità di chi crede con volgari parodie della Fede cristiana. Per questo abbiamo lanciato una petizione che in pochi giorni ha raggiunto ad oggi oltre 52.000 firme e che chiede alla Rai che il servizio pubblico non mandi mai più in onda “spettacoli” blasfemi. E sia Amadeus che Salini dovrebbero dimettersi come chiedono milioni di cristiani offesi. Nessuno avrebbe mai pensato di offendere le altre confessioni religiose ma i cristiani sì, possono essere insultati in mondovisione?” ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus che proprio oggi parte con una campagna di maxi manifesti e camion vela sul tema, a Roma e davanti alle sedi Rai.

Non si tratta solo di una questione di libertà religiosa, alcune performances hanno indignato anche molti spettatori non credenti. Le famiglie Italiane non ne possono più! Come se non fosse stata sufficientemente grave l’ennesima genuflessione al gender, all'indifferentismo sessuale e alla “sessualità fluida”, Amadeus & co hanno mandato in onda “esibizioni” blasfeme e oltre il limite della decenza di un “artista” che non merita neppure di essere menzionato, a cui ha dato manforte anche il co-conduttore Rosario Fiorello, che oltretutto aveva appena ricevuto il premio “Città di Sanremo”. La Rai chieda scusa agli italiani! Non si possono più sopportare e subire offese. Stop alla TV di regime, che dileggia e insulta la fede di milioni di italiani e diffonde il gender nelle proprie trasmissioniha concluso Jacopo Coghe, vice presidente della Onlus.

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