06/12/2025 di Redazione

Consenso informato. Sasso (Lega): «Devo molto a Pro Vita. Puntiamo a calendarizzare legge in Senato a gennaio»

La legge (LEGGI QUI i dettagli) sul consenso informato obbligatorio dei genitori - approvata lo scorso mercoledì dalla Camera - ha avuto tra i suoi principali promotori il deputato Rossano Sasso. Il Ddl Valditara, infatti, non solo recepisce e integra altre due proposte di legge (una a prima firma Amorese e l’altra, appunto, Sasso), ma ha visto nel parlamentare leghista il relatore per la discussione in Commissione e in Aula alla Camera. «Una battaglia di civiltà e buon senso, anche se è triste parlare di “vittoria” perché stiamo parlando di qualcosa che dovrebbe essere scontato, ma non è così per colpa delle ideologie che purtroppo ben conosciamo», commenta lo stesso Sasso ai microfoni di Pro Vita & Famiglia onlus a margine dell’approvazione.

Onorevole Sasso, perché è una vittoria per le famiglie e per i genitori italiani? 

«In realtà è triste parlare di vittoria perché secondo me non ci sarebbe dovuto essere neanche il bisogno di ricorrere a una legge ordinaria per far rispettare quanto previsto dall'articolo 30 della Costituzione, che sancisce in maniera chiara e netta il primato della famiglia dal punto di vista dell'educazione dei figli. Però, purtroppo, fatti di cronaca, esperienze dirette e centinaia di testimonianze, le quali anche Pro Vita & Famiglia ha contribuito a segnalare, ci consegnano un quadro desolante, con tentativi continui di strumentalizzazione e di indottrinamento da parte di attivisti politici. Io questo l'ho denunciato fino a ieri e continuerò a denunciarlo, perché chi utilizza la scuola come palco per propagandare la propria visione del mondo, le proprie idee, e non valori come l'educazione al rispetto o l'educazione all'affettività, troverà sempre il mio “No”. Con questa legge, quindi, offriamo alle famiglie uno strumento importante per tutelarsi anche dal punto di vista legale. Ciò che vogliamo è semplice ed è di buon senso, ovvero che qualsiasi tipo di attività trovi il consenso obbligatorio delle famiglie per evitare le tragicomiche e drammatiche esperienze di attivisti politicizzati, privi di competenze, drag queen, pornoattori, imbonitori da gay pride. Ne abbiamo viste di tutti i colori, io le ho anche documentate in un libro e quindi questo è un primo passo fondamentale».

Per quanto riguarda i prossimi passi dell'iter di legge, che sappiamo ora deve passare al Senato, possiamo auspicare un iter rapido e senza intoppi?

«Bisogna tenere conto che questa proposta ha seguito un percorso abbastanza veloce: da febbraio a dicembre, in nove mesi, l’abbiamo approvata. Adesso, immediatamente dopo la sessione di bilancio che, come è noto, occupa le due Camere nel mese di dicembre, già da metà gennaio la Lega farà di tutto per far calendarizzare con urgenza questo provvedimento in Commissione Cultura al Senato. La seguiremo passo dopo passo».

Quando, si spera presto, la legge sarà definitiva, come verrà garantita un’applicazione uniforme davanti a eventuali resistenze di dirigenti scolastici, enti locali o associazioni? Prevede un monitoraggio degli USR?

«Quando, si spera ovviamente presto, la legge sarà definitiva, quindi anche con l'approvazione del Senato, in realtà non ci sarà molto né da spiegare né da aggiungere perché chi non rispetterà la norma andrà incontro alle conseguenze normalmente previste per chi va contro la legge, ancor peggio se parliamo di insegnanti, dirigenti e addetti ai lavori. Gli uffici scolastici regionali di ogni Regione, normalmente, monitorano e hanno un proprio organo ispettivo e preposto al contenzioso nei confronti del personale. Mi auguro che non debba mai entrare in azione, ma è qualcosa che già esiste, e che riceve costantemente segnalazioni qualora all'interno di un’amministrazione qualche legge dello Stato non venga rispettata. È chiaro che il tema mi sta particolarmente a cuore e come ho fatto quando non esisteva alcuna legge e come ho denunciato puntualmente per anni, fin da quando ero Sottosegretario all’Istruzione nella passata Legislatura, continuerò ad attivarmi per chiedere chiarezza e trasparenza. Figuriamoci adesso che c'è una legge che tutela la libertà di scelta educativa delle famiglie».

Infine una battuta sulla Campagna Nazionale lanciata da Pro Vita & Famiglia sulla libertà educativa in questi mesi, secondo lei - e se sì come - ha influito sul dibattito parlamentare e sul sensibilizzare tanto i politici quanto l'opinione pubblica?

«Devo molto a Pro Vita & Famiglia, che ho conosciuto nell’ormai lontano 2020, perché sebbene fossi già sensibile al tema, grazie a Pro Vita ho avuto piena contezza della dimensione, della portata del fenomeno ideologico gender nelle scuole. L’associazione mi ha sempre dettagliato, testimoniato, spesso anche stimolato ad andare a fondo. Quindi il lavoro di Pro Vita & Famiglia e in generale dell’associazionismo è preziosissimo, grazie alla rete che esiste sul territorio. Bisogna continuare ad agire e continuare a dare una mano a noi politici e a far capire all’opinione pubblica che qui non si tratta di una battaglia di una parte politica, ma di civiltà, di buon senso e di amore per i propri figli».

 

 

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