Le Campane per la Vita non si fermano e iniziano a moltiplicarsi in molte parrocchie. È quello che sta avvenendo, a partire dal giorno di Pasqua e in particolare in alcune realtà sempre della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, la stessa dove lo scorso dicembre ha iniziato a suonare la Campana per la Vita per iniziativa del vescovo monsignor Antonio Suetta.
Le parrocchie
Ed ecco dunque che a replicare l’iniziativa di Suetta ci ha pensato don Giorgio Bigazzi, in tutte le parrocchie dove amministra il suo sacerdozio, ovvero le comunità di San Lorenzo al Mare, Costarainera, Cipressa, Lingueglietta, Upega, Carnino e Piaggia. Ogni sera - dallo scorso 5 aprile - il parroco sta infatti facendo risuonare la «campana continua per la vita» in onore dei bambini non nati.
Amore per gli indifesi e vicinanza alle mamme
«Si tratta di un’iniziativa che non vuole essere fonte di giudizio né di polemica, come già abbondantemente fatto presente dal vescovo, quanto piuttosto un voler richiamare le coscienze a ritornare alla verità e al riconoscere l’inviolabilità della vita, sulla quale noi non abbiamo alcun diritto decisionale», ha dichiarato don Bigazzi. Pertanto, i rintocchi che ogni sera, alle 20, stanno risuonando nelle parrocchie «vogliono essere una testimonianza di amore per gli indifesi e di vicinanza a tutte quelle madri che sperimentano il dolore della perdita dei propri figli. Le campane, si diceva un tempo, sono la voce di Dio», ha spiegato il parroco. Raggiunto telefonicamente da Pro Vita & Famiglia, don Bigazzi ha ribadito di essere «molto legato al tema della vita», riconoscendo che si tratta di un discorso particolarmente divisivo, quasi un tabù, per una parte della società odierna. Ciononostante, il parroco, mettendosi pastoralmente in linea con il proprio vescovo, ha scelto di «sensibilizzare la gente che spesso è ignorante su questo aspetto», al punto che «i nostri fedeli tante volte cadono proprio in quello che è l’inganno più grande del demonio, ovvero far passare il bene come male o il male come bene». L’intenzione originaria di don Giorgio Bigazzi era stata quella di far partire le Campane per la Vita nelle parrocchie di sua competenza a partire dalla prossima estate, parallelamente a una serie di conferenze sui temi della vita nascente, dell’aborto, dell’eutanasia, proprio al fine di rafforzare l’opera di sensibilizzazione dei fedeli a 360 gradi.
Il parroco: «usciamo dal politicamente corretto»
L’iniziativa delle Campane per la Vita è stata di fatto anticipata a questa Pasqua e ha riscosso ampio consenso tra i fedeli che «hanno accolto con gioia questa iniziativa», ha sottolineato sempre don Bigazzi. «Anzi, addirittura a San Lorenzo al Mare mi hanno applaudito e ciò mi ha fatto particolarmente piacere perché vuol dire che, quando le cose vengono spiegate bene, i nostri fedeli le accolgono e le comprendono nel migliore dei modi. Ecco, forse siamo noi che abbiamo smesso di spiegare, mentre invece c’è bisogno per noi sacerdoti di essere più coraggiosi nel trattare determinati temi, uscendo dal politicamente corretto ma anche dal quieto vivere, tenendo sempre presente le parole del Signore: la Verità ci farà liberi».
Sorprendentemente - o almeno per ora - l’iniziativa di don Giorgio non è stata oggetto di alcuna contestazione rilevante. Unico fatto “controverso” segnalato dallo stesso parroco: la pubblicazione di un articolo su Riviera24, quotidiano online della provincia di Imperia, che ne descriveva i contenuti in maniera, peraltro, piuttosto neutra e obiettiva, salvo poi venire cancellato pochi giorni dopo. Al di là di questo episodio, don Bigazzi si è detto pienamente soddisfatto dei riscontri e dell’iniziativa in sé, confermando la sua intenzione di lanciare un ciclo di conferenze sui temi della vita e dei momenti di adorazione eucaristica indirizzati in particolare ai sacerdoti, sempre allo scopo di incrementare la sensibilità generale sugli stessi temi, che, ricorda il parroco, «normalmente affronto anche nelle mie omelie».