Non si placano le polemiche e gli attacchi contro l’iniziativa della “Campana per i bambini non nati” promossa dal vescovo di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta. Un gesto semplice, simbolico e profondamente umano, nato per offrire un momento di preghiera e di memoria per i più piccoli, eppure trasformato dai progressisti in un pretesto per scatenare accuse, insinuazioni e richieste di censura. Ancora una volta, dunque, il tema della difesa della vita nascente si conferma terreno di scontro, dove persino un’iniziativa innocua può diventare bersaglio di una campagna di fango.
L’eurodeputato Fidanza: «Oscurantismo ideologico»
Tra chi ha difeso l’iniziativa di monsignor Suetta, la libertà di espressione e la libertà religiosa, e ha anche promosso la petizione di Pro Vita & Famiglia - che finora ha raccolto oltre 38.000 firme - c’è l’europarlamentare Carlo Fidanza, di Fratelli d’Italia. In un post sui social, Fidanza ha scritto: «Anche io, con grande orgoglio, ho firmato la petizione in solidarietà al vescovo di Sanremo Antonio Suetta, attaccato solo per aver difeso la vita. Libertà di espressione e libertà religiosa non si toccano, difendere la vita non è una colpa ma un merito». Raggiunto telefonicamente da Pro Vita & Famiglia, l’europarlamentare ha poi ribadito con forza: «Monsignor Suetta merita sostegno e appoggio per il suo coraggio, per questa ragione ho sottoscritto con piacere l’appello. Incredibile l’oscurantismo ideologico con cui la solita minoranza di fanatici sta cercando di intimidirlo e silenziarlo. Mi auguro che altri uomini di Chiesa possano invece emularne l’iniziativa». E, rispetto agli attacchi arrivati in particolare dalla CGIL, Fidanza ha aggiunto: «il sindacato ha smesso da tempo di difendere i lavoratori. Ora si occupa di insegnare ai venezuelani quanto si stava bene sotto Maduro e persino di provare a imporre a un vescovo la propria linea abortista e immigrazionista. Dovrebbero vergognarsi».
Ma la campana non giudica nessuno
Le contestazioni più rumorose sono arrivate, infatti, proprio dalla Cgil e dai partiti di sinistra, nel tentativo di dipingere l’iniziativa del vescovo come “violenta” o “colpevolizzante”. Si è arrivati perfino a chiedere alle istituzioni di porre fine alla campana, mescolando temi diversi e ricorrendo a un assurdo “benaltrismo”, come se ricordare i bambini non nati impedisse di provare dolore e compassione anche per altre tragedie come i migranti morti in mare, i tanti morti delle guerre, le vittime di femminicidio e così via. Ma la verità è esattamente opposta: quella di monsignor Suetta è un’iniziativa innocua, che non giudica né colpevolizza nessuno. Non punta il dito contro alcuna donna e non pretende di “imporre” nulla a nessuno. Vuole semplicemente offrire un segno di preghiera, vicinanza, ricordo e riflessione per i bambini non nati. E proprio perché è un gesto pacifico e simbolico, l’accanimento contro di esso rivela quanto, per certa ideologia, perfino il ricordo dei più piccoli possa diventare intollerabile.