15/06/2019

California: cane salvato da eutanasia, tutti plaudono. E se fosse stato una persona?

L’animalismo è una di quelle ideologie destinate a fare cortocircuito. Un episodio emblematico arriva dalla California, dove un cagnolino nato con alcune malformazioni è stato salvato dall’eutanasia, ovvero dalla soppressione. La notizia, riportata in Italia da La Stampa, è stata diffusa dai social media americani con particolare enfasi, dagli stessi che – c’è da scommetterlo – considerano l’eutanasia sugli esseri umani un progresso per la società.

Il cane, un chihuahua ribattezzato Freddie Mercury, era nato con una malformazione agli arti e alla mascella. Non potendo essere venduto, né curato, viste le spese veterinarie troppo elevate, i padroni lo avevano quindi portato al canile, dove, inizialmente, nessuno lo ha voluto adottare. Il destino per il cucciolo sembrava proprio la soppressione. Fino a che, Angela Adan, una giovane volontaria del rifugio di Marley’s Mutts, in California, lo ha preso con sé, salvandolo da morte certa. La donna ha pagato di tasca sua l’intervento chirurgico su Freddie Mercury, al quale sono stati estratti 17 denti, per consentirgli la masticazione e la nutrizione. Inoltre, il chihuahua soffriva di una patologia che colpisce il funzionamento della membrana all’estremità della gola che si apre e si chiude per impedire ai liquidi di passare ai polmoni.

«Le persone spesso mi chiedono “;come fai”? Come puoi allevare un cane con bisogni così speciali sapendo che un giorno potrebbe morire? La risposta è semplice, i cani mi insegnano a divertirmi e vivere ogni momento», ha dichiarato la nuova padrona di Freddie, al quale ha dedicato un profilo Instagram, che sta ricevendo carrellate di commenti entusiastici.

«Faccio del mio meglio per vivermi il presente, qui, ora», prosegue Angela. «Senza preoccuparmi di quello che è successo ieri e di quello che accadrà domani. La vita è breve, bisogna imparare a prendersi una pausa quando se ne ha bisogno e godersi il momento».

Un gesto che, tuttavia, suscita una serie di interrogativi: se al posto di quel cane, ci fosse stata una persona, anch’essa disabile e con gravi malformazioni, avrebbe facilmente trovato tutta questa attenzione? E se fosse stato salvata dall’eutanasia, la cosa avrebbe fatto piacere a tutti oppure si sarebbe levato in piedi qualcuno, dicendo che prolungare una vita malata è soltanto una crudeltà?

Luca Marcolivio

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info