18/07/2015

Buona scuola: tre punti su cui fare chiarezza – parte III

Terminiamo l’analisi del testo della legge sulla Buona scuola , per quanto riguarda la presenza del gender ...

Cliccare qui per leggere la prima parte: Consenso informato dei genitori per attività extracurricolari.

Qui per la seconda parte: Non c’è gender nella “Buona scuola”?

3. La “discriminazione di genere” non è gender?

Consideriamo ancora il comma 16 : “... promuovendo nelle scuole ... la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate all’art. 5 comma 2 ... legge 15 ottobre 2013, n.119”.

E l’art. 5, comma 2, legge 119: “c) Promuovere, nell’ambito delle indicazioni nazionali, nella programmazione didattica curricolare ed extracurricolare ... prevenire la discriminazione di genere, anche attraverso un’adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo”.

La circolare del MIUR prevede per la programmazione didattica curricolare solo l’informazione dei genitori (diritto peraltro già esistente per le normative sulla trasparenza), la richiesta del consenso informato rimane per le attività extracurricolari. E ciò continua a non essere chiaro a molti!

C’è chi sostiene che la “non discriminazione” è sacrosanta ed è una cosa, il gender sarebbe un’altra.

Ma è proprio così che si può aprire la strada al gender nel curricolo. Nessun genitore potrà dire: “Non voglio che mio figlio partecipi”, come mai si è potuto per Matematica, Italiano e tutte le materie curricolari!

Ebbene, in nome della “non discriminazione di genere”, nella programmazione didattica curricolare di qualunque materia si potrebbero decidere integrazioni, cambiamenti, aggiornamenti. Inoltre è prevista anche “un’adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo”.

BludentalPotrebbe essere discriminante il fatto che in Storia o Geografia o Scienze, o Letteratura Italiana, Greca, Latina, Inglese, Educazione Civica ecc. non si parli della lunga lotta per i diritti dei gay; del fatto che esistano ancora Stati, come la stessa Italia, che non abbiano ancora legalizzato il matrimonio omosessuale, nonostante le raccomandazioni UE; sarà discriminante omettere una “rilettura” adeguatamente valorizzante della vita di libri come “Sei come sei ” del Premio Strega Melania G. Mazzucco (romanzo con passi fortemente pornografici, NDR) sulla “buona famiglia” omogenitoriale, sul bullismo a cui sono soggetti i figli dei gay e sulla discriminazione per l’impossibilità a essere adottati da parte dell’altro “papà” – problema che sarebbe finalmente superato se diventasse legge il DDL Cirinnà ...).

Persino nella Grammatica si dovrebbero rivedere l’uso dei pronomi personali, nomi, aggettivi?

Nella narrativa e nei laboratori teatrali della Scuola dell’Infanzia andrebbero promosse fiabe su “tutte” le tipologie familiari; bisognerebbe informare sul fatto che ci sono persone che hanno una percezione di sé (del proprio “genere”) diversa dal sesso biologico ...

E così via.

Antonella Facco

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