30/07/2015

Aborto: uccide i bambini e distrugge le madri – Testimonianze

Le donne che si suicidano a seguito di un aborto volontario sono molte. Alcune statistiche indicano che il 60% delle donne che abortiscono hanno pensieri suicidari e alcuni sostengono che la metà di queste ultime consuma il gesto disperato. Ne abbiamo parlato qui.

Completiamo il discorso riportando qualche testimonianza.

Queste sono raccolte da Clinic Quotes.

Nelly R. è stata convinta, forse costretta, ad abortire dal suo ragazzo. Aveva 16 anni.

Quando hanno cominciato la procedura ho chiesto ad un’infermiera quale fosse il sesso del bambino: volevo dirgli che lo amavo e che non avevo altra scelta ... poi non ricordo più niente. Mi sono svegliata piangendo e urlando con tutta la forza dei miei polmoni, perché non era stato un brutto sogno. Sono caduta in depressione e ho tentato il suicidio. Non me ne importava più niente né di me né degli altri. Ero un’assassina. Ero anche andata alla polizia per denunciarmi, sperando che mi punissero”. 

Un’altra donna, già madre di una bambina e in crisi col marito, ha abortito due gemelli. Le sembrava di non poter proprio tenerli:

Dopo l’aborto sono diventata uno straccio. Ho avuto un esaurimento nervoso. Ho perso la voglia di vivere e ho cercato il suicidio: volevo stare con i miei bambini. Li potevo sentire che mi chiamavano di notte e cercavano di raggiungermi, ma io non potevo toccarli ... li vedevo spegnere le candeline, scartare i regali ... Giovani donne, pensateci prima, salvate voi stesse da questo terribile incubo”.

Un’altra donna ancora soffre per un aborto avuto nel 1977, a 16 anni:

Ho cominciato a bere, poi a drogarmi. Sono andata in depressione e ho cercato di uccidermi. Ancora oggi soffro di terribili incubi notturni di bambini e di persone che vogliono uccidermi. Ancora oggi cado in depressione e piango molto. Prego ancora Dio che faccia sapere al mio bambino che non lo odiavo e che desidero tenerlo tra le braccia così tanto che mi fa male. Voglio che lui lo sappia”. Bludental

Un’altra, Jeanene Clark:

“Ho il terrore che mi vengano sottratti i figli che ho (ne ho quasi perso uno per aborto spontaneo: certamente causato dal precedente aborto volontario). Ho cercato di sostituire due bambini vivi al bambino morto, ma non è servito. Ho passato anni a cercare di dimenticare, non considerare, ma costantemente mi torna in mente cosa farebbe quel bambino se fosse vivo. Oggi farebbe la prima elementare: non sopporto la vista dei bambini di prima elementare.

Sono furiosa. Sono arrabbiata con me stessa, con la clinica degli aborti, con i consulenti, i dottori (che ammazzano quotidianamente) e col Governo che scrive “In God we trust” (Noi crediamo in DIO) sulle monete e sulle banconote e poi legalizza l’uccisione brutale e premeditata delle persone più piccole, deboli, indifese e innocenti della società”.

Di testimonianze come queste ce ne sono migliaia e migliaia. Di donne pentite dell’aborto ce ne sono decine di milioni. Molte di queste si sono suicidate. Molte altre hanno tentato di farlo.

Non solo queste cose non vengono dette e pubblicizzate dai media, ma si cerca di far legalizzare l’aborto (per esempio in Irlanda) per prevenire il suicidio delle donne.

Redazione

DIFENDIAMO I BAMBINI E LA FAMIGLIA DALLA LEGGE CIRINNA’

 

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