19/09/2025 di Redazione

Zone vietate ai pro-vita. Di Benedetto (Lega): "Pronto a farmi arrestare"

La Regione Emilia Romagna ha approvato una risoluzione finalizzata a vietare lo svolgimento di eventi o attività per la promozione della natalità e la tutela della vita nascente nei pressi di ospedali, cliniche o consultori. Lo scopo dichiarato è quello di tutelare il 'diritto all'aborto' delle donne, sebbene non esista un solo caso di cronaca di una donna che non abbia potuto abortire o che sia anche solo stata turbata o disturbata nelle sue intenzioni da questo tipo di eventi. Pro Vita & Famiglia ha denunciato con forza la risoluzione della Regione come il tentativo ideologico di criminalizzare i cittadini che promuovono il valore della vita, minacciando la libertà di opinione ed espressione. Abbiamo raccolto il parere di Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega nel Consiglio Comunale di Bologna.

Consigliere, la Regione Emilia Romagna ha approvato una risoluzione per criminalizzare le preghiere davanti agli ospedali, chiedendo addirittura al Parlamento di istituire zone vietate a cittadini in base alle loro opinioni. Che ne pensa?

Abbiamo città allo sbando, tra cui Bologna in cima a tutte le classifiche tra le città col maggior numero di stupri, violenze sessuali, rapine. Fiumi di droga che inondano le strade e riducono migliaia di persone all’ombra di se stesse. Interi quartieri in cui non è possibile girare la sera e a volte di giorno. Ma la priorità di chi amministra questo territorio è chiedere di utilizzare le forze dell’ordine per andare ad arrestare delle persone e impedire loro di esercitare la libertà di pensiero, la libertà di espressione e la libertà religiosa, compresa quella di pregare. Chiariscono plasticamente la misura della distanza che hanno dalla realtà. È una misura pericolosa e totalitaria, da regime comunista. Se la attueranno nella nostra regione, sono pronto a farmi arrestare. Il giorno dopo mi troverete davanti a un ospedale, sarà mia premura comunicare ora e luogo a questi aspiranti dittatori.

La sinistra sostiene che questi eventi possano compromettere il ‘diritto’ delle donne di abortire, ma non esiste un solo caso di cronaca che sia mai accaduto in tal senso. Quindi qual è il vero obiettivo di questa iniziativa?

Ricordo tanti episodi in cui qualcuno ha provato a impedirci di pregare o di esercitare la nostra libertà, penso alle tante manifestazioni che si sono mosse contro di noi con le sentinelle in piedi. Penso alle diverse volte in cui la Digos mi ha salvato all’ultimo da un pestaggio. Non ricordo un solo episodio di quelli che continauno a ripetersi secondo questi aspiranti dittatori. È chiaro che l’obiettivo è criminalizzare un’opinione, una fede, un pensiero. Vogliono minare le nostre libertà fondamentali. Metterci paura. Farci desistere dal portare in pubblico le nostre idee, le nostre battaglie, la nostra fede. La democrazia per loro funziona così: o la pensi come loro, o vali meno e sei da contrastare con ogni mezzo.

Pochi giorni fa il mondo è stato scosso dall’omicidio politico dell’attivista americano Charlie Kirk, che nei suoi dibattiti difendeva anche il diritto alla vita di ogni essere umano fin dal concepimento, schierandosi contro l’aborto. Vede il rischio che azioni ideologiche come quelle intraprese dalla Regione E.R. possano criminalizzare le idee pro-vita targhettizando i cittadini che le sostengono come pericolosi nemici pubblici?

Certamente, anche questa proposta è un chiaro tentativo di andare in questa direzione. Io stesso in Consiglio Comunale, su Charlie Kirk, un martire, ho sentito interventi in cui si è parlato di Karma, quasi sia considerabile legittimo uccidere una persona perché è provita. Portano avanti con spregiudicatezza posizioni pericolose e totalitarie. Parlano di democrazia, ma la combattono attivamente.  La loro guerra non è solo contro chi è a favore della vita, ma contro la libertà di pensiero ed espressione e contro i valori incarnati dalla fede cristiana. Pensano di fermarci spaventandoci, con l’uso della forza e la minaccia della violenza. Non prevarranno.

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